Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Luca il 27 gennaio 2012 alle 18:08
Questo è l’oggetto di un messaggio che ho appena ricevuto, con tanto di foto al seguito…
Ecco un bell’utilizzo della tecnologia… e quanto è attraente questa tavola scarna, la brocca col vino, e l’essenzialità del piatto… puromare!
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Scritto da Lamberto il 26 gennaio 2012 alle 20:04 (1 commento)
Un libro e un film sulla lotta di un territorio per mantenere almeno qualcosa della proprio identità, storia, paesaggio e vini . Da non perdere
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Scritto da Luca il 24 gennaio 2012 alle 23:21
Nebbia e freddo fuori, pancia ben vuota, ecco due ingredienti fondamentali per una bella serata all’Osteria dell’Acquabella, una vecchia conoscenza per L’AcquaBuona, che ci accoglie col calore dei tavoli di legno e di Liliana, Renzo, Daniela… Menu tradizionale, prezzi giusti e sale ben presto complete, anche di lunedì sera.
Al muro scaffali con belle bottiglie, riflesse da una carta dei vini niente male che lascia spazio anche a pezzi importanti, champagne e supertoscani. Ma la serata dichiaratamente milanese (si parte con nervetti, insalata russa e raspadura di grana lodigiano, si continua con risotto alla milanese e ossobuco) non può che essere bagnata dal più milanese dei vini, un San Colombano, vino dall’unica collinetta che si erge isolata nella padana pianura, a una quarantina di chilometri dal centro di Milano ma ancora in provincia (una enclave a dire il vero, circondata dalla provincia di Lodi e Pavia). Unico vino milanese quindi, anche se in compartecipazione con le provincie limitrofe.
La nostra scelta, tra le varie offerte dell’Acquabella, va al San Colombano Riserva Vigna la Merla dell’azienda Panigada. Un bel rosso carico da 14,5%, un 2005 vivo e pimpante e, ancora, un’altra ancor più vecchia conoscenza dell’AcquaBuona (giuro, di questo ce ne siamo resi conto dopo!). Sull’etichetta spicca “Banino” che è il nome degli abitanti e del dialetto di San Colombano al Lambro, e dentro la bottiglia un vero succo d’uva, invecchiato per oltre 44 mesi prima di essere venduto. Lo versi e subito ti accorgi che non è filtrato, anche se nel nostro caso gran parte del fondo resta sul lato della bottiglia (che ha riposato adagiata). Rosso denso e vivo, e un tutto frutto, intenso e penetrante, acido e nel contempo leggermente dolce al palato. Franco e corposo, va giù che una bellezza, e neppure e mettere in dubbio quanto si abbina bene a quello che mangiamo!
Ora tutto è ancora più accogliente all’Acquabella, e il dolce finale, tiramisu e salame di cioccolato, ci porta ancor un po’ di più indietro nel tempo, mentre le ultime gocce di San Colombano spariscono dal bicchiere.
Parole chiave: ossobuco, risotto alla milanese, Ristoranti Milano, vini Lombardia
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Notte blu e cous cous