Scottature sugli acini , cose già viste.

Scritto da Lamberto il 11 luglio 2015 alle 16:17 

Molti viticoltori lamentano scottature sugli acini dovute all’ innalzamento termico. Ripropongo qui un mio articolo apparso nel 2007 con l’auspicio che oltre che alle scottature anche la qualità dell’annata sia simile.

http://www.acquabuona.it/agronomo/annootto/ustionisolariuva.shtml

Lamberto Tosi

 

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La mietitura tra i grattacieli

Scritto da Paolo il 9 luglio 2015 alle 11:53 

mietitura tra i grattacieliDopo la semina e lo spuntare delle spighe, che avevamo raccontato in questo articolo, stamattina, 9 luglio, spettacolo insolito tra i grattacieli del nuovo quartiere Garibaldi-Varesine di Milano. Tra il grano maturo, è apparsa una mietitrebbia per la raccolta.
Che dire, fa un certo effetto, senza dubbio. In lontananza si sente solo il brusio della trebbiatrice, si vede la sua ruota girare, la pula che svolazza. Lo spettacolo per un attimo fa zittire il rumore di fondo del traffico, le sirene delle emergenze. Viene voglia di rallentare, di non affrettarsi a timbrare il cartellino, ma per un attimo stare a guardare e basta, in silenzio.

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Arsenico e vino qualche info in più

Scritto da Lamberto il 3 aprile 2015 alle 16:54 

 

Qualche giorno fa la CBS ha pubblicato sul suo sito un articolo che riferisce che si non trovati alti livelli di Arsenico nei vini più venduti ( qui). Su tratta principalmente di vini californiani ma c’è da aspettarsi uno strascico di polemiche  al seguito di questa notizia.

Tanto per tranquillizzare il lettore diremo che i vini italiani sono sempre stati molto al di sotto della soglia stabilita dalla OIV  ( 200 microgrammi/l) e da quella stabilita dal Canada che è l’unico paese ad avere un limite in proposito ( 100 microgrammi/l) . Lo stesso limite imposto all’acqua potabile e alle acque minerali  ( 10 microgrammi/l ) viene superato solo dall’ 1,8 % dei campioni analizzati (Fonte UIV) e sempre con valori assoluti inferiori a 25 microgrammi litro. Considerando in consumo medio di vino e di acqua la quantità assunta con il vino italiano  più ricco di Arsenico è di molto inferiore a quella assunta con una comune acqua potabile. Bisogna però dire alcune cose sui residui di arsenico nei vini: nonostante non esista un limite di legge stabilito né in Europa né negli Stati Uniti  e che ad oggi l’utilizzo dell’arsenico sia proibito in Europa, non è da escludere che in vini del passato non italiani ci siano dei residui. Questo perché in Italia non è mai stato autorizzato l’arsenico in agricoltura cosa che non  è successa in Francia dove veniva utilizzato per il mal dell’esca su varietà sensibili alla malattia come il merlot e il cabernet.

La fonte principale di arsenico nelle uve deriva dall’acqua di irrigazione se inquinata e dagli antiparassitari in particolare i composti rameici che se non purificati possono contenerne come residuo.

Bisogna però distinguere tra Arsenico organico ed inorganico dato che l’arsenico viene facilmente assorbito dalle piante; nella forma organica è notevolmente meno tossico.
Riamane aperta la questione se indicare la presenza di Arsenico in etichetta nel caso di un suo rilevamento: in questo caso però a mio avviso dovrebbe essere indicato anche nel riso e nei pesci dove in molti casi il livello è elevato ( per approfondimenti vedi qui).

Comunque, ripetiamo, il problema non si pone per i vini italiani dove il livello di Arsenico è nella stragrande maggioranza dei casi sotto il livello indicato per le acque potabili.

 

Lamberto Tosi

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