L’albariño delle nozze di Isabel

Scritto da Riccardo il 24 agosto 2010  (2 commenti)

I vini di Galicia, la regione spagnola all’estremo nord-ovest della penisola iberica, stanno ultimamente incontrando attenzioni ed un ampio favore in Europa e in Italia, soprattutto per quel che riguarda il vitigno albariño e la denominazione Rias Baixas.

Santiago Ruiz è stato uno dei pionieri del vino di qualità di questo verdeggiante territorio. Nel 1978, settantenne, decise di dare libero sfogo alla sua passione e divenne vignaiolo. In quel periodo sua figlia Isabel si sposò e disegnò una mappa per gli invitati al festeggiamento in azienda: quel disegno è diventato una etichetta simpaticamente naif.

Un vino di grande impatto olfattivo questo Rias Baixas O Rosae 2009, ampio e penetrante sulle note iniziali degli agrumi (limone e pompelmo) alle quali si aggiungono, con l’innalzarsi della temperatura, quelle di fiori gialli e tisana. In bocca ha grande brio, quasi una spremuta di agrumi ideale contrasto con la dolcezza dei grandi piatti di crostacei che invadono le tavole di quella verdeggiante regione spagnola. E le bottiglie si vuotano che è un piacere.

Do Rias Baixas O Rosal 2009 – Santiago Ruiz
13% di alcol, sui 12 euro sugli scaffali

Nella foto, alle spalle della bottiglia, una ración di pulpo á feira (“polpo della festa”), servito sul caratteristico piatto di legno.

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I falsi prodotti italiani

Scritto da Lamberto il 11 agosto 2010 

In altri interventi abbiamo già denunciato da queste pagine  il tentativo ormai pluriennale di copiare i prodotti italiani e di spacciarli per tali in mercati dove in nostro paese ha un forte richiamo, ma questo tentativo di spacciare per italiana una mozzarella prodotta in Germania  (con marchio Carloni e denominata Bambini) e commercializzata in Austria, ponendola accanto ad una Dop Italiana, è quanto mai subdolo. Di seguito le foto.

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Storditi (e stregati) dalla Puglia

Scritto da Riccardo il 4 agosto 2010  (1 commento)

Al rientro da una trasferta in Puglia durata sei giorni, organizzata da Franco Ziliani in occasione della rassegna “Rosati in Terra di Rosati” la sensazione dominante è quella di un grande stordimento: stordimento da immagini, informazioni, parole, sensazioni, paesaggi, profumi, sapori… Dalle visioni di ulivi a perdita d’occhio che arrivano al mare, di vicoli stretti e di un bianco abbagliante, di un mare straordinario. Dalla fresca tramontana e dal caldo scirocco. Dalle parole dei produttori visitati (Cantina Due Palme, Masseria Li Veli, Tormaresca, Masseria L’Astore, Santi Dimitri, Agricole Vallone, Azienda Monaci, Cantina Cupertinum, Michele Calò), dalle loro storie e dalle loro idee, dai loro vigneti ad alberello e spalliera, con il negroamaro ma anche con il susumaniello e l’ottavianello; dalle masserie fortificate, dai frantoi ipogei, dai ristoranti stellati (Fornello da Ricci, Già sotto l’arco), e da quelli che non lo sono ma che ti sanno far star bene (La Puritate a Gallipoli); dalle osterie già nel mito (l’instancabile e appassionato “Lillino” che nel suo Cibus di Ceglie Messapica custodisce caciocavalli invecchiati fino a 12 anni), dai fashion bar di Ostuni scavati nelle rocce in piena attività alle tre di notte (Riccardo, che nella notte invade di poltrone i vicoli).

E poi rimane il ricordo di persone come Francesco Nacci del Relais La Fontanina che con generosità e senza risparmio di energie hanno deciso di dedicare il proprio lavoro e le  proprie giornate a far muovere questa Puglia, a farle ingranare una marcia più veloce, e a farla conoscere.

E noi, nel corso delle prossime settimane, daremo a lui e a tutti i pugliesi che hanno le maniche rimboccate, la nostra piccola mano.

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La Guida Versilia Gourmet 2010

Scritto da Riccardo il 2 agosto 2010 

Anche quest’anno l’hotel Principe di Piemonte ha ospitato la presentazione della guida Versilia Gourmet, edizione 2010, agile pubblicazione curata da Gianluca Domenici in collaborazione con il giornalista Claudio Mollo ed edita da Penna Blu edizioni. La Versilia è una delle zone turistiche più frequentate d’Italia, e in essa la ristorazione ha avuto sempre un grande ruolo: basta ricordare, ad esempio, locali come Romano di Viareggio e Lorenzo di Forte dei Marmi, ormai storiche stelle Michelin, affiancati da tanti altri protagonisti e da un folto stuolo di giovani cuochi della nuova generazione. È quindi  oltremodo utile avere in tasca una pubblicazione che fornisca gli estremi, in questa edizione, di ben 417 luoghi fra i quali orientarsi essendo in vacanza o di passaggio su questo celebrato lembo di costa tirrenica.

Quest’anno in occasione della presentazione sono stati consegnati alcuni premi: al miglior giovane in cucina (Giuseppe Mancino del Piccolo Principe di Viareggio) e in sala (il simpatico e spigliato maitre de La Dogana di Camaiore), e poi due premi alla carriera, a Lorenzo (a ritirarlo la figlia Chiara) e a Romano, che da uomo schietto e umile qual’è, non è riuscito a trattenere la sua emozione. Un momento di grande intensità che ha dimostrato ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, come il mondo della ristorazione sia spesso abitato da uomini di grande cuore.

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Premio Giornalistico del Roero: bravo Enzo!

Scritto da Riccardo il 25 luglio 2010  (1 commento)

Eccolo, il “nostro” Vincenzo, anzi Enzo Zappalà che riceve il Premio Giornalistico del Roero, il 20 luglio scorso a Castellinaldo, provincia di Cuneo. un premio assegnatogli per questo articolo, “Portè Disnè, un sogno fra boschi e vigne”. Bravo Enzo! E bravi gli organizzatori e i membri della commissione che hanno fatto questa scelta perché l’articolo premiato riassume egregiamente lo stile del nostro appassionato e generoso collaboratore. Un racconto diretto, senza freni per le proprie emozioni, una oralità spontanea messa per iscritto con pochi filtri che intacchino la purezza della sua passione, inesauribile, per il mondo del vino e per il senso di festa che da esso deve naturalmente scaturire.

Questa è del resto la cifra comune degli interventi di Enzo sulla nostra testata, che ormai spaziano dalle cronache di ottime tavole, soprattutto delle sue Langhe e del suo Roero, ma non  solo, alle aziende vinicole, alle cronache di manifestazioni o feste in cui l’allegria è la protagonista più che l’analisi organolettica. E naturalmente dei racconti di fantascienza, o di fantagastronomia, dove però si percepisce di più quel gusto per il divertimento intellettuale tipico di molti scienziati, in particolare dei più sognatori che sono proprio gli astrofisici come lui.

Ancora complimenti, Enzo, da tutti noi!

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