Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Luca il 7 marzo 2010
Oggi Terre di Toscana, il tempo è bello, anche se fa un bel freddino… ottima scusa per infilarsi dentro l’UNA Hotel a godere di tutto questo ben di Dio!
Siamo sicuri che ci vedremo in molti, scappo a dare gli ultimi ritocchi alle sale… a dopo!
Parole chiave: Terre di Toscana
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Scritto da Riccardo il 2 marzo 2010
Più che una rassegna stampa, un diario delle letture fatte qua e là durante la settimana e riportate in tempo reale sulla nostra bacheca di Facebook. Apparirà tendenzialmente ogni settimana, ma con una certa elasticità…
21 febbraio
-Oggi il Corriere riprende la notizia dell’ordinanza “anti additivi” della sottosegretaria Francesca Martini. Pare che tutto si riduca a dover segnalare (non si sa bene se oralmente o per iscritto) gli additivi e allergeni (permessi). La novità più grossa riguarda il divieto di detenzione di sostanze gassose. Quindi anche l’azoto liquido, abbondantemente usato per refrigerare, per fare gelati…
-Sempre sulla stessa pagina (la 23), il Corriere segnala che in Francia sono in calo le vendite i formaggi nazionali (-2% per roquefort, camembert…) e in grande ascesa prodotti esteri quali la feta e la mozzarella (+10%). Peccato che la mozzarella sia quella industriale della Santa Lucia, diffusa dalla francese Lactalis con 127 stabilimenti nel mondo. Ahinoi, quali ambasciatori…
22 febbraio
-Unicoop Tirreno in imbarazzo per le forti proteste degli animalisti (e dei leghisti) sulla apertura di un settore di carni “halal”, la macellazione secondo la prescrizione della religione islamica (unico taglio di trachea, esofago e giugulare). Gli islamici cominciano ad essere tanti, e l’azienda risponde che gli animali vengono prima storditi elettricamente. In vista un analogo settore a Livorno… (Corriere)
23 febbraio
Licia in Galicia: Licia Granello inviata a Santiago de Compostela dove è in svolgimento il Forum Gastronomico, e fa il punto con Ferran Adrià sulla fondazione che nascerà nel 2014 al posto del ristorante El Bulli.
-Formalizzata da parte della Commissione europea la richiesta del blocco della pesca del tonno rosso, a rischio di estinzione. Una questione di responsabilità verso le generazioni future. Verrà permessa, in qualche forma, solo la “pesca artigianale”. Verrà proibito anche il suo commercio, per bloccare la domanda. Il tutto comunque avrà tempi di circa un anno (La Stampa)
24 febbraio
Pare che in Romania siano particolarmente arrabbiati con il fast food (o junk food, cibo spazzatura, come burger, patatine, fiocchetti, bibite o beverono gasati e colorati) da tassarli per finanziare programmi di educazione alimentare sanitaria. L’UE, alla vigilia di una conferenza sul tema a Bruxelles, guarda con interesse. Ma c’e chi difende la libertà di scelta del consumatore (Corriere, ieri)
25 febbraio
Povero Po… (e fra poco povero Adriatico?) Meglio non soffermarsi sulle pp. 14-15 de La Stampa, 28-29 del Corriere…..
26 febbraio
Niente da fare: il Giappone, dove arrivano tre quarti della quantità pescata, non accetterà nessun bando alla pesca del tonno rosso. Questo anche se l’agenzia ONU per il commercio delle specie selvatiche appoggerà la richiesta di messa al bando che sarà votata a Doha nel marzo prossimo. (Internazionale)
Parole chiave: additivi, El Bulli, fast food, formaggi francesi, Frran Adriá, galicia, Po, tonno
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Scritto da Luca il 28 febbraio 2010 (1 commento)
L’attività legislativa in Italia non sembra più dettata da alcuna programmazione. La commistione tra potere e mezzi di comunicazione ci ha catapultato in una vera e propria democrazia dell’emergenza. Che si tratti di fatti rali (e anche tragici) o di campagne montate ad arte non fa più differenza, si legifera forti dell’onda emozionale e si partoriscono obbrobri che, quando non sono espliciti regali a questo o quel potentato economico, sono comunque offese per La Ragione.
Non sempre tutto questo riesce, ad esempio la campagna terroristica sull’influenza A (mesi e mesi di prime pagine a partire dalla scorsa estate) si è rivelata forse il più grande fallimento di questo modo di fare (fallimento relativo, perché le compagnie farmaceutiche i soldi in tasca ormai li avevano messi), ma in tanti altri casi gli untori hanno successo.
Rimamendo al mondo del vino tutti hanno sotto gli occhi la palese assurdità di una legge che trova nell’abuso di alcol il solo capro espiatorio per i mille lutti che insaguinano le nostre strade (vogliamo parlare del culto della velocità? di come si omologhino mezzi con potenze e velocità certamente inadeguati alla circolazione stradale?).
Una assurdità che è ben rispecchiata dai dettagli della legge, una tipico esempio di legiferazione di emergenza, che si basa peraltro su aspetti ben poco scientifici.
Il nostro Enzo Zappalà, da bravo scienziato, si è posto la classica domanda che, da Galileo in poi, è alla base del metodo scientifico: quanto è vero quello che leggiamo nei nostri strumenti di misura, e quando è ripetibile l’esperimento che facciamo? E ha così accumulato tante belle informazioni sul funzionamento degli etilometri… ve ne diamo un primo resoconto in questo “rapporto preliminare“!
Immagine tratta da www.catalogopolizia.net
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Scritto da Lamberto il 23 febbraio 2010 (3 commenti)
Personalmente non amo la critica negativa nei confronti dei ristoranti o aziende di cui assaggio una solo volta il menù o i prodotti. Può sempre capitare la giornata storta, ma questa esperienza in un ristorante a Buonconvento (SI) mi ha lasciato veramente male. Entriamo nel ristorante abbastanza presto e dopo aver consultato il menu prendiamo un primo un secondo e lasciamo in sospeso il dolce. Come bevande una bottiglia di acqua naturale e un vino rosso al bicchiere (anonimo).
Premetto che il ristorante si presentava bene e con una certa eleganza. Cucina in vista sala e cuoco in tenuta ufficiale.
Prima insoddisfazione: il vino. Non mi viene detto niente de vino rosso servito ma sopratutto mi viene servito il fondo della bottiglia tanto che osservado dall’alto si nota una melma in fondo al bicchiere per niente invitante. Capiamoci, il problema non è del produttore che ha tutto il dititto di mettere in bottiglia un vino non filtrato ma del cameriere che sapendolo mi scola la bottiglia nel bicchiere!
Arrivano i primi: pici cacio e pepe e pici al ragù. Prodotti tipici della cucina sense; ma anche qui problemi: a parte il sale che sovrabbondava in tutti e due i piatti ma a me (che prendevo cacio e pepe) mi viene servita una cremina gia fusa al posto del cacio (pecorino) e grani di pepe rosa, verde e nero macinati molto grossi tanto da sentirli sotto i denti. Il ragù consisteva in una conserva di pomodoro diluita in olio con pezzi di carne mal rosolati e aggiunti (credo) alla fine.
Passiamo al secondo: stavolta mi dico vado sul sicuro! Tagliata con patate e rucola, più facile di così?
Ma anche qui comincio, guardando verso la cucina a vedere cose strane: la carne viene scongelata al microonde poi tagliata e passata in una padella antiaderente per cuocerla. L’arrivo del piatto non smentisce le premesse. Carne morbida ma all’interno semi lessata e all’esterno bruciacchiata. L’olio poi che ci viene servito aveva un bel rancido che non vi sto a descrivere.
Dopo questa esperienza ci vien voglia di alzarci ma tentiamo l’ultima carta del dolce. Semifreddo al cioccolato. Viene servito su un piatto da frutta bianco anonimo e se anche il semifreddo non era pessimo il risultato era sconfortante.
Chiedo conto e caffè, ma sul caffè soprassiedo, mentre sul conto 60 euro in 2 mi sembrano troppe. Ma il conto è già stampato e per evitare scenate inutili pago in silenzio, non lascio mancia e memorizzo il locale: I poggioli – Via Tassi 6- Buonconvento.
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Scritto da Riccardo il 22 febbraio 2010
Più che una rassegna stampa, un diario delle letture fatte qua e là durante la settimana e riportate in tempo reale sulla nostra bacheca di Facebook. Apparirà tendenzialmente ogni settimana, ma con una certa elasticità…
14 febbraio
Chiuderà El Bulli, il più celebrato e più grande ristorante al mondo? E chi se ne frega! Nei tre maggiori giornali nazionali solo La Stampa se ne occupa (Esteri, p.17), Repubblica e Corriere neanche una breve. Però pare che Adrià sia tornato all’inziale “chiusura per due anni”. Insomma un po’ di confusione. Rimane il fatto che pare che El Bulli perda 500 milioni di euro l’anno nonostante le liste d’attesa infinite.
15 febbraio
-Allontanato Bigazzi da La Prova del Cuoco perché ha parlato di mangiare i gatti. Sarebbe da riferire a Safran Foer, quello di “Se niente importa. Perché mangiamo animali?”. Perché gatti e cani no, mucche maiali e cavalli sì…?
-Ricordate Emiliano Fittipaldi, il giornalista de L’espresso di “Velenitaly”? Ha scritto un libro (Così ci uccidono, Rizzoli, su Repubblica di oggi). “Un self service degli orrori, un pranzo che prevede insaccati preparati con carne di animali malati e pane tossico come antipasto, seguiti da pasta alla salmonella e maiale o pollo toscano alla diossina. E per finire, dolce al miele carico di cloramfenicolo…”
16 febbraio
-Il pregiato tonno rosso, in via di estinzione, sarà protetto ONU e si prospetta uno stop della pesca per il 2010, poi forse definitivo. Qui in Italia si pesca da Salerno a Cetara (700 addetti + 200 indotto). I nostri pescherecci con le “reti a circuizione” (una campagna di pesca costa 250mila euro) probabilmente avranno un indennizzo. (La Stampa, ieri)
18 febbraio
-Sacrosanto sfogo di Davide Paolini sul Sole 24 Ore di domenica: ma come, si vietano ai ristoranti e ai produttori artigianali additivi chimici abbondantemente usati dall’industria alimentare? Si vietano cose abbondantemente permesse in altri paesi come la Spagna (vedi texturas)? Ma che circo Barnum è questa UE?
-È scomparso Emilio Lavazza, terza generazione dell’omonima azienda partita grazie a nonno Luigi nel 1895 da una piccola bottega nel centro di Torino. Raggiunse i vertici nel 1971 e capì molto presto la potenza della comunicazione: da Carmencita e il Caballero, al Manfredi di “più lo mandi giù…”, agli spot ambientati in paradiso. (Corriere)
-Barak e Michelle Obama chiedono aiuto a Carlo Petrini per combattere il problema dell’obesità e gli alti costi necessari per combatterla. E Carlin parlerà lunedì davanti ai 280 medici del Center for Desease Control, la più importante authority medica USA. D’altra parte sono oltre 35mila i soci americani di SF, fioriscono Farmer’s market, orti ad Harvard, Princeton, Berkeley… (Repubblica, ieri)
Parole chiave: animalisti, Barak Obama, caffè, Carlo Petrini, El Bulli, Ferran Adrià, Lavazza, Slow Food, tonno, vegetariani
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