Salon du Chocolat Zurigo: la grande dolcezza.

Scritto da Leonardo Mazzanti il 8 aprile 2014 alle 8:49 

InsegnaDal 4 al 6 aprile scorsi, presso il polo fieristico vicino all’Hallenstadium di Zurigo, si è svolta la kermesse dolciaria che ha visto come protagonista assoluto il cioccolato.

A dire il vero mi aspettavo qualcosa di più, la location lasciava presagire un “Vinitaly” della cioccolata ed invece si è svolta solo in una parte della struttura. Ampi gli spazi a disposizione dei laboratori, sia per show cooking (o, in questo caso, meglio show caking?) che per mini corsi pasticceri, finanche per le sfilate di vestiti “cioccolatosi”, ma le aziende presenti non erano così numerose.

Comunque c’erano le principali maison svizzere ed alcune straniere (per l’Italia la T’a Milano: a mio avviso di un livello qualitativo al pari delle “nostre” De Bondt e Amedei) nonché diversi prodotti dolciari differenti dal cioccolato ma sempre da veri golosi e di qualità eccelsa.

A fronte di un biglietto di circa 15 euro si poteva accedere al paese della cuccagna!

Di seguito alcune immagini:

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Pietrasanta, quello che sta dietro i ristoranti…

Scritto da Luca il 30 marzo 2014 alle 17:14 

Solo pochi passi più in là, relegato negli anfratti che ancora resistono al boom turistico…

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Le profondità del Gin&Tonic

Scritto da Luca il 28 gennaio 2014 alle 14:19 

Botanist al BohemeLo confesso, sino a poche settimana fa per me il Gin era solo un ingrediente da Cocktail, e il Gin&Tonic una piacevole, poco impegnativa, nome facile da ricordare, bevanda da ordinare nelle occasioni non vinose.

Faccio pubblica ammenda e vado a parlarvi di un piccolo ritrovo torinese dove, ben indirizzato, ho scoperto inaspettate profondità di questo “semplice” cocktail; le uniche preparazioni completamente sotto il controllo umano, a ben vedere, dove natura ci mette poco lo zampino.

Il posto è “Boheme, per anime libere“, in zona San Salvario, prima malafamata, ora solo malfamata a metà, con un’esplosione di locali e localetti che dimostra come le città si salvino vivendole e non fuggendo.

Al banco Flavio, giovane barman di lunghissima esperienza (22 anni…) a cui è meglio non lasciar troppa mano libera.

Gin&Tonic al BohemeLa prima volta è quella che non si scorda mai, e per la prima volta un Gin&Tonic non può che essere classico. Gin, Tonica, profumo di limone, ghiaccio.

Ma basta poco per capire le differenze e così, quasi a mia insaputa, vengo proiettato in un mondo di fragranze e sapori inaspettato. Dal mio bicchiere un’esplosione primaverile di agrumi e erbe, una irresistibile voglia di assaggio placata da una beva dissetantissima, giustamente amara, alcolica quanto deve.

Con così pochi ingredienti non può che essere la materia prima a far la differenza, e infatti Flavio mi presenta il Gin, un Botanist, un “islay” scozzese a base di 31 erbe (22 in più rispetto alle “classiche”) e la tonica, in una bella bottiglietta mono dose, la Fever Tree Tonic Water.

Alla prossima!

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