Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Luca il 16 dicembre 2005 alle 23:30
Oggi leggo (in inglese!) dei nove milioni di bottiglie sequestrate alla Ruffino. Infrazione della DOC, comprava il vino fuori regione. Non si fa che sentir parlare delle autobotti che nottetempo scaricano milioni di litri di vino in zone famose (Montalcino od altro) e così non meraviglia molto la notizia. Meraviglia piuttosto il sequestro.
E tutta quella chimica più o meno permessa che ci infilano nelle botti, di quella chi si occupa? Che almeno Ruffino imbottigliava vino (supponendo che l’unico peccato fosse l’esser prodotto fuori zona)!
Pubblicato in newsCiboVino | Commenti (2)
La griglia di Varrone
gennaio 18th, 2006 at 21:05
Non sarebbe un gran male se questa frode non si associasse ad un più generale disincanto e disattendimento delle regole.
Il vino docg deve provenire e venire inbottigliato nella zona di produzione e qui c’è una legge che lo dice.
Altrimenti poi non ci meravigliamo se l’olio che cispacciano come italiano ha fatto il giro del mediterraneo!!
Ma ancora di più è il nome dell’azienda che più è conosciuta nel mondo e più fa danno all’immagine genrale del nostro vino che per fortuna nella stragrande maggioranza dei casi continua a essere un prodotto corrispondente all’etichetta.
gennaio 18th, 2006 at 23:01
D’accordissimo con Dardo, solo volevo mettere in evidenza che il malcostume di comprare vino fuori zona a denominazione d’origine non è purtroppo l’unico problema. Anche senza andare nel campo dell’illegalità bisogna dire che la legislazione italiana (che tra l’altro permette ogni tipo di intrallazzo con l’olio di oliva) è carente e contraddittoria. Tanto per dirne una: che dire della possibilià di utilizzo del mosto concentrato e del divieto di zuccheraggio? Le cose sono equivalenti dal punto di vista dell’innalzamento della gradazione, ma se con lo zucchero si innalzano solo i gradi, con l’utilizzo di mosti concentrati si aggiungono al vino anche chissà quali uve e chissà di quale qualità.