
La superficialità sembra aver messo piede in tutti i campi, e fortemente in quello della comunicazione.
Ieri, su Repubblica on-line, si leggeva di una pedana stradale, mirabolante dispositivo che, sfruttando "l'inutile passaggio delle auto", avrebbe generato energia "Senza aumentare l'inquinamento e senza richiedere nessuno sforzo aggiuntivo ai motori delle auto." Si veda
il sito del produttore.
Ora, non da ieri si sa che il moto perpetuo non esiste, ovvero che l'energia non si crea dal nulla. Ma questo non ha prodotto nessun dubbio nei redattori de La Repubblica, e neppure nei 200 comuni che si sono già detti interessati a comprare la macchinetta per il costo modico di 37.000 euri.
Il dispositivo in questione sfrutta, ovviamente, l'energia delle automobili, che vengono rallentate al passaggio sulla pedana, per produrre energia. Tutto questo con un rendimento minore di uno e quindi la pedana non solo scrocca (elegantemente) energia dalle tasche degli automobilisti, ma ne spreca anche un po'.
Ma forse l'idea è piaciuta tanto perché diffonde un'aurea di bontà intorno al sogno primario di miliardi di persone: l'automobile. Che ora non solo è bella, desiderabile, confortevole, ma pure amica della natura in quanto ci regala energia senza inquinare neppure un pochino di più.
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