W i mercatini di quartiere!
Sabato 28 gennaio, Quarto Oggiaro, quartiere periferico di Milano
Fuori c’è la neve alta, prendere la macchina è un’impresa; come fare per andare a fare la spesa? Il centro commerciale stamani risulta impraticabile. Ho deciso: vado qua sotto, al mercato di quartiere. Non ci entro spesso , perché... non ci vanno in molti... e poi non c’è tutto l’assortimento del supermercato...
Ma stamani mi ricredo, eccome: tutti hanno fatto come me: c’è gente, tanta gente nel mercatino. I piccoli negozi, quelli col bancone rialzato e tutta la merce esposta, con quell’aria retrò e quell’impostazione familiare, sono tutti presi d’assalto dalla gente di qua. Non solo le vecchie signore col carrellino, ma operai col bambino in braccio, mamme, mariti e mogli insieme per una volta alla settimana a far compere...
E i banconi sono quelli che piacciono, che mettono allegria: verduraio, panettiere, macellaio, salumiere, piccola alimentari, microscopico bar, macellaio equino, gastronomia, formaggeria...
Qui sì che si respira! Il caos della grande distribuzione oggi tace. Questa nevicata ci ha fatto bene: c’è un chiacchericcio allegro nell’aria, gente che non si è mai incontrata stamani si dà il buongiorno e si scambia una battuta. Il panettiere, di buonumore per la mattinata ricca (ha quasi finito tutto il pane che aveva) ordina un vassoione d’aperitivi; ecco che arriva il barista contento a sua volta, e fa lo slalom fra la gente con in mano coppe di forme curiose e bevande dai colori impossibili...
Dal macellaio equino c’è gran ressa: stamani fa delle salsicce di cavallo speciali, conciate con peperoncino e finocchio, che solo a vederle maneggiare viene da leccarsi i baffi.. L’altro macellaio risponde col savoir faire coi clienti, si destreggia coi coltelli e incanta le vecchiette, che comprano un sacco di carne per i familiari, certe costatine, certi ossobuchi, e carne di vitello tenerissima e speciale. Certo, i prezzi non sono stracciatissimi, ma la qualità rispetto ai supermercati è un’altra cosa... e poi se vuoi fare il brasato come Dio comanda, e vuoi il cappello di prete, e solo quello, puoi trovarlo solo qui, insieme ai consigli per cucinarlo al meglio.
Ci voleva la neve per farcelo capire. Che i piccoli mercatini di quartiere devono sopravvivere, che la piccola distribuzione è la spina dorsale e l’anima del mangiare bene. E che sono una ricchezza sociale per tutta la comunità.
viva i mercatini di quartiere!
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