acquabblog

Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.

23 febbraio 2006

Prototipi

Un'agenzia di stampa, riportando la notizia che alla vendemmia 2005 del Nobile di Montepulciano è stata assegnata la valutazione delle 4 stelle, ha proseguito informando che i giornalisti hanno potuto poi degustare i prototipi della suddetta vendemmia.

Etichette:

20 febbraio 2006

Il segreto di Brokeback Mountain

Ang Lee è nel nostro cuore dai tempi di Mangiare Bere Uomo Donna, tanto da avergli dedicato una rubrica de L'AcquaBuona, e il suo ultimo film è indubbiamente bello. Non siamo i primi a dirlo, la valanga di riconoscimenti che sta ricevendo è tanta da risultare quasi sospetta. Fortunatamente ha ricevuto solo 8 nomination per l'Oscar, rimanendo così distanziato da capolavori come Il Signore dei Fringuelli, che di nomination ne ebbe undici, e tutte convertite in premi, tra l'altro.

Non vogliamo dirvi della bontà della fotografia, della bellezza della storia d'amore, ecc. ecc. Che poi ormai il film lo avrete già visto in tanti. Piuttosto quello che ci ha sorpreso è come, per ben raccontare gli Stati Uniti, occorra un regista straniero. Mentre la grandissima parte dei film statunitensi ci propina immagini retoriche, propagandistiche e preconfezionate del nuovo mondo, in Brokeback Mountain appare una America (del nord) che ci convince. Girando per gli stati centrali, per la provincia statunitense, i colori di quelli abiti fuori moda, il sapore di quei locali che non cambiano mai arredamento, la cortese solitudine delle persone, si possono ancora percepire, anche in un rapido viaggio da turisti, seppur confuse tra le teste di ponte della modernità. Modernità che comunque stenta a penetrare il profondo cuore degli Stati Uniti, assai di più di quanto in Europa ci si immagini.

16 febbraio 2006

Vent'anni fa lo scandalo del vino al metanolo

L'altroieri un bell'articolo di Nicola Dante Basile sul Sole 24 Ore, di fredda chiarezza, ha rievocato lo scandalo del vino al metanolo di venti anni fa. Vale la pena riportarne qualche brano. "Vent'anni fa l'Italia scoprì ... che i Ciravegna, i Fusco, i Baroncini e diversi altri fabbricavano il vino con il bastone. Un "vino", cioè, fatto con miscele di liquidi e alcol metilico sintetico inodore usato per lacche e vernici... che i cinici sofisticatori avviarono alla distillazione, allora ben remunerata a Bruxelles. Non paghi di ciò, gli autori di quell'intruglio pensarono pure di poterlo deviare all'imbottigliamento... In tutto furono una sessantina le aziende coinvolte, secondo le indagini coordinate dalla Procura di Milano. Che in capo a cinque settimane fce piena luce sullo scandalo dai risvolti tragici per la vita umana (22 i morti accertati) accompagnati da gravi danni di un settore che da alcuni anni aveva cominciato a dare segni di grande vitalità. Solo l'anno prima l'export italiano era cresciuto del 17% in quantità e del 20% in valore... E il 1986 si chiuse con una contrazione del 37% degli ettolitri e la perdita di un quarto del valore incassato l'anno prima. Per gli 800mila vignaioli e le 11mila imprese non poteva andare peggio."
Ma poi, come si sa, c'è stata la rinascita, che ha preso le vie che tutti sappiamo: miglioramenti in vigna, nuove tecnologie in cantina, il rifiuto delle doc, la riforma delle doc, la nuova critica enologica... Ma leggendo il brano riportato sopra non può che non venire una curiosità: come sarebbe andata senza lo scandalo? In fondo le esportazioni erano in una fase di boom, e il settore in espansione. Come sarebbe evoluto il vino italiano? Che strade avrebbe preso?

Etichette:

15 febbraio 2006

Le sette canzoni della vita...

Roberto dal blog di laVINIum ci ha passato una palla "blogghesca" in stile catena di santantonio: dite le sette canzoni per voi "preferite, indimenticabili, intramontabili, insuperabili, indissolubili..."

Lui ha sfornato una serie che dimostra grande cultura musicale, passando dal jazz al rock via cantautori e pop italiano (per chi non lo sapesse, sembra che Roberto prima di assumere la sua compassata aria da professionista bevitore, fosse una delle anime della cultura underground musicale romana, sia come esecutore che come musicofilo).

A me, ahimé, vengono in mente titoli così poco glamour che mi vergogno a metterli nero su bianco. E anche mi rendo conto che non c'e' molta coincidenza tra le canzoni che mi dicono qualcosa e quelle che mi rendo conto essere imperdibili...

Insomma, voglio dire, senza sembrare il solito ometto invecchiato male e affetto da neotenia: si puo' forse negare l'importanza sentimentale del "Caffè della Beppina", o di alcune canzoni dei Pooh... e di Baglioni, o negare il brivido provato quando (Donatella) Rettore posò la sua mano sudata sulla mia testa passando tra il pubblico de la Bussola di Focette mentre cantava che il cobra non era un serpente.

E "Un'emozione da poco", va beh che è di Fossati e allora si inizierebbe a parlare sul serio... Volete anche qualche titolo in lingua straniera? Beh, a me le canzoni piace cantarle, per stonato che io sia, e sinceramente a parte un paio di strofe quelle inglesi, o francesi o altro non me le ricordo mai.

Pero' sì, la scorsa settimana ho sentito Alva Noto... quello parla poco e dalla Beppina e lui mi sono accorto che un po' avanti (o indietro, o di lato) siamo andati.

14 febbraio 2006

Forza Livorno!

Forza Livorno! Questa città, sempre inguaribilmente "nature"..... Piazza Mazzini, zona porto. A fianco della macchina che da' i ticket un distributore di preservativi. Il distributore accetta monete fino a 2 centesimi. Inserisco le monete, la macchina stampa il ticket. Mentre me ne sto andando sento stampare ancora. Torno indietro, infilo la mano e trovo un biglietto dell'autobus valido fino alla scadenza del pagamento del parcheggio. Ma in realtà sono andato a Livorno per controllare i "tortai" storici, quelli che fanno la "torta", ossia la miscela di acqua e farina di ceci, cotta in forno entro ampie teglie (si chiama cecìna a Pisa, farinata a Genova...). "Da Cecco", vicino a Piazza Mazzini (Via Cavalletti 2), Seghieri & Monelli (Via Ernesto Rossi 19) e poi il mitico Da Gagarin (vedi foto), vicino al mercato coperto (via del Cardinale 24): nessuna insegna fuori, dentro campeggia un cartello "FARINA DORCE 8 euro/KG". Tutto quello che si trova è: torta, melanzane, castagnaccio. Un "cinque e cinque" (nome tradizionale per la focaccina con la torta) 1,7 euro. Ah, se ci passate controllate come è "ridotta" la prima pagina del "Tirreno"...

10 febbraio 2006

Traduzioni creative



Riportiamo il creativo menu bilingue (italiano e inglese) del ristorante di mare Il Tulipano di Calambrone, vicino Livorno. Vi lasciamo cogliere una per una le preziose perle... ad iniziare da "First flats" che sta(rebbe) per "primi piatti", e poi le "penne to the salmon", i "porky mushrooms"...... E attenzione che "Fish sword, vitella of sea, squids are produced frozen!". Buon divertimento! Ps: comunque prezzi niente male!

Rare e bienfaisante

Ieri sera ho avuto il mio primo incontro con una carta delle acque. Acqua minerali, si intende, al ristorante. Una decina di etichette diverse. Acque italiane, gallesi, francesi... Bottiglie semplici o fantasiose, alcune firmate da stilisti alla moda. Accanto una breve descrizione e gli abbinamenti: carne di manzo e formaggi stagionati, oppure pesce, verdure... Ho anche scoperto che non si dice liscia se è senza bolle, bensi "piatta".

A casa io bevo l'acqua del rubinetto, e non posso nasconderlo: ero perplesso. Anche col vino si esagera, ma forse spendere soldi e risorse naturali per mandare a giro bottiglie di acqua per il globo è eccessivo...

Per la cronaca abbiamo bevuto una Wattwiller, 3,5 euro al mezzolitro, direttamente dai "monts des Vosges", buona (!?)

P.S. Non vorrei che anche il locale dove si trova la carta venisse associato a questa mia critica. Anzi, ve lo consiglio. Officina Rossi a Pietrasanta. L'ultima volta che c'ero stato era una vera officina meccanica. Le due figlie hanno deciso la svolta, e l'officina si è trasformata in un curatissimo ristorante, con un effetto per me assai spaesante. Buona cucina, innovativa con garbo, e prezzi più che onesti vista la classe del locale e in era post euro. L'aperura risale a pochi mesi fa e così resta qualche dettaglio da mettere a posto, specialmente nel menu e nella carta devi vini, ma lo sforzo delle due ragazze nell'arredamento e nella caratterizzazione del locale è veramente da ammirare, fino nei minimi dettagli... forse persin troppo, fino alla carta delle acque!

Etichette:

07 febbraio 2006

Il vino (ri)fa bene

La giusta passione, che è diventata presto moda, per il vino di qualità ha beneficiato ben presto di un solido supporto "salutistico": infatti il vino, in particolare il rosso, contiene una sostanza, il resveratrolo, che è stata dimostrata benefica a vari livelli. Recentemente però ci è parso di cogliere una certa stanchezza in queste tesi. Ad iniziare dalla trasmissione Report dedicata al vino, si è messo in risalto che il vino contiene comunque alcol, una molecola dannosa per il nostro organismo, senza se e senza ma, mentre le piccolissime quantità di sostanze eventualmente benefiche darebbero vantaggi trascurabili. Ma è di qualche giorno fa la notizia proveniente dalla Normale di Pisa, lanciata dall'ANSA, poi ripresa da altre agenzie e infine da La Repubblica, che rilancia in pista il resveratrolo come agente anti invecchiamento non solo per organismi i elementari, ma anche per vertebrati complessi quali un certo pesce che soffre di patologie da invecchiamento simili a quelle umane. Sarebbe utile una sintesi che sia più chiara possibile...

Etichette: