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Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.

25 giugno 2006

Estirpare i vigneti!

Mentre domina la scena la discussione sui trucioli, forse converrebbe spostare l'attenzione sull'ultimo pronunciamento del Commissario UE per l'agricoltura Fischer Boel che dice più o meno: il vino europeo è il migliore del mondo ma ormai cronicamente non si vende tutto quello che se ne produce. Non si può continuare a ricorrere ogni anno alla distillazione, quindi la cosa migliore è il ritorno degli incentivi per l'estirpazione dei vigneti....

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22 giugno 2006

Recensioni cinematografiche

Due bei film si aggirano per le sale.

"Il Codice da Vinci" dite? Un film mediocre tratto da un libro meno che mediocre (né visto né letto, ma ho ispettori fidati che mi riferiscono) che ha avuto anche l'onore di una puntata di Porta a Porta dedicata al suo aspetto scandaloso. Ma scandalo de che? Dio si fa uomo, cresce, gioca, soffre, ride e... e fino ai 33 donne nulla?! E' vero che la sessuofobia nelle scritture non c'è e se la sono inventata i preti, ma nel 2006 stiamo ancora a discutere di queste cose...

Ma torniamo a noi, ai film di due maestri. Radio America di Robert Altman è uno splendido canto di addio, un tributo a quella provincia profonda degli States, spesso osservata da Altman con sguardo acido, alla sua ingenua bontà. Certo, il regista non risparmia frecciatine alla bigotta società dei semplici, ma tutto il film vale veramente un amoroso abbraccio a quell'america che sta scomparendo (forse lo è già?) per lasciare il posto a un inquietante e freddo personaggio: il profitto.

Un canto letteralmente cantato, un tempo unico girato praticamente tutto in interni, una lunga sequenza di canzoni e frasi, ricordi, sentimenti, con musicisti che interpretano se stessi e grandi attori in interpretazioni impeccabili. Su tutto, un fiocco bianco di panna surreale.

Volver di Pedro Almodòvar è un ritorno di nome e di fatto, per il regista verso film della sua epoca migliore, per Penelope Cruz: di nuovo con lui, per la trama: strampalata e intensa.

Se per Altman è la musica il momento trascinante, quì non dovete perdervi un'immagine, mai distogliere lo sguardo, dalla prima inquadratura ai titoli di coda compresi, tutto è stupendo.

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Se potessi avere...

Dalle mie parti aprono un nuovo ristorante. Proviamolo!

Bellissima ambientazione, i locali si snodano intorno e sotto al fortilizio delle vecchie mura. Contrasto moderno antico molto curato, bel giardino per le cene estive.

La filosofia del posto, secondo il titolare, è quella di dare un servizio di alto livello a prezzi per tutti.

Un test veloce, prima del cinema:

due antipasti, due primi, mezza bottiglia di Rossj-Bass Gaja, acqua, stop

non si mangia male, si mangia normalmente, come in tanti altri posti che si vogliono dare un certo tono, stop

100mila lire a testa, stop

se potessi avere 100mila (euri) al mese... li spenderei altrove

p.s. si cena fuori molto meno, e si parla di crisi della ristorazione, ma se i ristoratori sono impazziti sarà anche colpa loro

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14 giugno 2006

Chips, trucioli e staves ???

Senza commento, un comunicato stampa:

La liberalizzazione dei materiali alternativi da utilizzare nel vino:
chips, frammenti di legno, trucioli, staves


Martedì 13 giugno, nella palazzina Uzielli di Vinci, si è tenuto un dibattito sulla liberalizzazione dei materiali alternativi da utilizzare nel vino, come chips o trucioli. Relatori la Dottoressa Antonella Bosso, ricercatrice dell'Istituto di Asti per l'Enologia, e gli enologi Stefano Ferrari, responsabile ricerca, sviluppo e qualità del laboratorio Isvea di Poggibonsi, Riccardo Pucci, membro dell'Associazione Enologi Enotecnici della Toscana, e Claudio Gori, titolare di Vino Vigna. All'incontro hanno partecipato diversi produttori vitivinicoli di Vinci e Cerreto Guidi. Il discorso è nato dall'esigenza dei produttori di conoscere meglio chips, trucioli e staves, attualmente al centro di un ampio dibattito. Di fronte allo scetticismo ed alla preoccupazione dei produttori locali, la dottoressa Bosso ha portato alla conoscenza di tutti gli ultimi dati emersi dalle trattative in merito. Il discorso è ripreso quindi considerando le esigenze attuali di mercato. Gli aspetti presi in esame dagli enologi Riccardo Pucci e Claudio Gori hanno sottolineato come, grazie agli alternativi, si possa arrivare a quel "gusto internazionale", capace di sbaragliare una concorrenza attualmente ampia ed agguerrita. Dal punto di vista puramente tecnico, l'enologo Stefano Ferrari, ha seguito il percorso della qualità dei prodotti alternativi, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ne deriveranno. La parola, infine, è stata presa anche dal sindaco di Vinci, Dario Parrini, che ha manifestato la propria preoccupazione al riguardo. "Negli ultimi quindici anni- ha detto il primo cittadino di Vinci- la politica nei piccoli territori ha teso a trovare sul mercato mondiale elementi di distinzione. Per questo motivo, in una zona come la nostra, utilizzare trucioli, chips o quanto altro, potrebbe essere un movimento rischioso che porta in sé il germe della massificazione."

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09 giugno 2006

Trucioli, gomma arabica, zucchero e cotillons

Il web (e non solo) è in tumulto, tutto d'un tratto ci siamo resi conto che nel vino ci mettono (mettiamo?) di tutto. La giusta polemica antitruciolo ha portato alla ribalta quello che tutti più o meno sapevamo, che gli adittivi (di sintesi o naturali che siano) nel vino ci sono sempre andati a finire, con un crescendo impressionante in quest'ultimo decennio.

Sarà stata la concorrenza del nuovo mondo (dove i regolamenti enologici sono assai più laschi), la globalizzazione, la rivincità del vino industriale su quello dei vigneron che aveva tirato il rilancio post metanolo... sarà stato quel che è stato, ma mi sembra assia giusto che la bolla sia scoppiata.

Bisogna però anche dire che questo non è un problema solo del vino. Non c'è praticamente prodotto alimentare lavorato che non contenga adittivi, ed è veramente difficile stare alla larga da antiparassitari, fitofarmaci, conservanti e inquinanti vari. I legislatori, e quelli europei in particolare, a cui abbiamo incautamente affidato le sorti della regolamentazione alimentare, sono assai più sensibili alle sirene multinazionali che ai lamenti di chi li ha votati (Un esempio? Leggete questa notizia fino in fondo!)

Ma perché allora proprio nel vino tutta questa indignazione? Forse perché il culto del buon bere, cresciuto in maniera forse persino eccessiva negli ultimi anni, ha creato una massa di appassionati e cultori esigenti e attenti, tanto da spingere chi fa il vino a nascondere tutta una serie di pratiche che farebbero arricciare il naso agli enofili. Tutte pratiche legali, sia ben intenso, non sto parlando di adulterazioni, violazioni di disciplinari od altro, ma solo dei tanti adittivi che legalmente e abitudinariamente vengono utilizzati nella vinificazione.

L'argomento è vasto, e vi rimando agli articoli apparsi ultimamente su Wine Surf o su laVINIum, tanto per far due esempi. Da parte mia vi racconto solo un aneddoto.

Lo scorso fine settimana L'AcquaBuona ha organizzato la terza edizione di Orizzonti e Vertici, manifestazione dedicata quest'anno ai vini friulani. La cosa come saprete è andata anche molto bene, ma voglio fare un salto indietro di qualche mese, all'epoca in cui, oltre a contattare i vignaioli, cercavamo anche qualche sponsor. Tra gli sponsor tecnici ebbi l'occasione di parlare con una primaria azienda che produce prodotti per la vinificazione (lieviti, tannini, ecc.). Il rappresentante dell'azienda, appena conosciuto il tipo di evento, un banco d'assaggio con la presenza dei vignaioli, non mi fece neppure continuare: "mi dispiace, ma la tipologia dei nostri articoli NON è adatta a tale tipo di manifestazione; in molti storcerebbero il naso se presentassimo i nostri prodotti insieme alla bottiglie di vino. Noi siamo presenti alla fiere più tecniche, a quelle dove si mostrano apparecchiature da vinificazione, ad esempio, ma dove ci sono le bottiglie non ci possiamo far vedere..."

Dove ci sono le bottiglie c'è il vino, ma quello che serve a crearlo, quel vino, è meglio non farlo sapere!

Ahinoi...

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06 giugno 2006

Il riposo...

E' andata. E' andata bene, più che bene! Vigneto Friuli in Versilia è stato un bel successo. Anche se non dovremmo essere noi a dirlo, lasciatecelo dire, senza falsa modestia. I commenti degli operatori, dei visitatori, dei vignaioli e la nostra stessa coscenza critica concordano: sono stati due giorni belli e intensi, con un clima all'interno dei locali che era persin migliore di quello atmosferico, che alla fine non è stato per nulla cattivo, anzi, una fresca e soleggiata primavera.

Ringraziamo tutti i vignaioli che hanno creduto in noi, le aziende che hanno arrichito l'offerta enologica con incredibili prodotti gastronomici e tutti quelli che ci sono venuti a trovare.

Un grazie particolare a Candida, Francesca, Renzo per il loro disinteressato aiuto.

Alla prossima!

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04 giugno 2006

Notte prima dell'esame...


Tra meno di dodici ore, anzi tra poco più di dieci, Orizzonti e Vertici aprirà i battenti. Il tempo, che qualche giorno fa sembrava in certo miglioramento, è stato assai brutto fino ad oggi, nuvoloso e freddo. Solo ora qualche stella è spuntata e per domani le previsioni sono buone, anche se non ottime (nell'immagine quelle per domenica mattina tratte da http://www.lamma.rete.toscana.it)

Mai fidarsi delle previsioni a lungo periodo... sono totalmente inaffidabili! E' una cosa che si sa, ma nonostante questo ci si casca sempre quando c'è qualche scadenza importante.

Neppur a dirlo, tutte le cose da fare non sono ancora tutte fatte... basta vedere l'ora di questo post per capirlo.

Beh, speriamo di vederci domani. Buonanotte!

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