acquabblog

Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.

26 settembre 2006

Due (felici) notti insonni


Due recenti risvegli notturni, causa crampi di fame del figliolo che invece di cenare all'ora giusta ritiene di mettere in scena simpatici spettacolini. La televisione mi fa immediatamente riaddormentare, anche se sul divano, ma non stavolta. Primo risveglio, e becco (finalmente!) su un Fuori Orario di Rai3 Mario Soldati e il suo "Viaggio nella valle del Po. Alla ricerca dei cibi genuini". Bello, delicatamente "recitato", ricchissimo di informazioni, specchio di una Italia ormai persa ma gia' allora "in odor di perdizione". La notte successiva, su Sky Cinema Autore,"Salvador Allende" di Patricio Guzman, 2005. Nel cast (la scheda completa sta sul sito skytv.it) con qualche ironia compaiono Nixon, Pinochet, oltre ad Allende, Castro... Le prime immagini fanno vedere quello che rimane del presidente cileno. Un portafoglio con due assegni, un pezzo dei suoi occhiali che adesso sta in un museo. E poi tante testimonianze, immagini del bombardamento del palazzo della Moneda, e alla fine una poesia di un peta cileno che mette i brividi. Ovviamente, tutto cio' ora sta nella mia dvd-teca.

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20 settembre 2006

Esaurito il Sorriso Rosso!

Grazie a tutti! Il nostro Sorriso, messo in vendita quest'anno su Wineshop.it, è andato letteralmente a ruba.

Le 500 bottiglie in vendita sono state esaurite in meno di due settimane! Ci dispiace non averne avuto di più e speriamo che nessuno dei nostri lettori sia rimasto a secco.

Gratificati da tanto interesse ci siamo messi subito al lavoro, e da ieri il mosto del Sorriso 2006 sta fermentando in acciaio. Abbiamo già ordinato una nuova barrique, anzi un mezzo tonneau di rovere e ciliegio, un legno da 350 litri che con le barrique delle annate precendenti (ora di secondo e terzo passaggio) ospiteranno il vino appena svinato. Oltre 850 litri di vino che, tra più di un anno, ci daranno la possibilità di soddisfare almeno il doppio delle richieste.

Ancora grazie e... alla salute!

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14 settembre 2006

Ma serviamo a qualcosa?

Spesso si sente dire che la stampa specializzata ha avuto un ruolo determinante nel trasformare in una moda diffusa quello che prima era solo una ricerca per pochi: la ricerca della qualità.

Abbandonata l'usanza di mangiare e bere solo per riempirsi la pancia siamo tornati a cibarsi per il gusto di farlo. Ma ne siamo proprio sicuri? Siamo sicuri di servire veramente a qualcosa, o che invece la nostra non sia che una marginale reistenza contro la cancellazione di ogni capacità critica che tanto piace al libero mercato, quello che ci considera tutti polli da ingozzare (e spennare)?

Da non molto tempo un supermercato vicino alla mia abitazione si è rinnovato, è diventato un iper (parlo di una azienda molto conosciuta...) e ha aggiunto varie sezioni, tra le quali un bel panificio pasticceria dove si possono acquistare prodotti appena sfornati.

La pasticceria in particolare va per la maggiore. La domenica mattina (l'iper è ovviamene aperto) si fa la fila per portarsi a casa un bel vassoio di mignon o una torta alla frutta. Per non parlare dei compleanni dei bambini, dove il vassoione di bignolini comprati al.. ...... non manca mai.

Bene, ho avuto occasione di avere davanti un bel vassoietto di bignè misti, cannoli (diti come diciamo in Toscana), zuppette, ecc. ecc. L'aspetto era invitante, ma già al tatto si percepiva qualcosa di strano... il bigné era un poco molliccio, e il cannolo non era croccante, ma della stessa costituzione del bigné, e ... e la pasta sembrava sempre la stessa per qualunque preparazione.

All'assaggio poi, i colorati ripieni avevano tutti un sapore simile, qualunque fosse la loro presunta appartenenza, cioccolata? nocciola? crema? Sapore simile e catalogabile con un solo aggettivo: dolce, visto che altre proprietà non si percepivano.

Insomma, un insieme molliccio di pappine dolci, probabilmente costruite con qualche preparato industriale (sia per la pasta sia per i ripieni), e neppure buone. Non un prodotto più economico ma di qualità leggermente inferiore a quello che si può acquistare in una buona pasticceria, ma qualcosa di proprio totalmente diverso, e difficilmente mangiabile, se non per fame, credete a me!

E allora? Noi stiamo a preoccuparci che un vino fatto con i trucioli magari non è male organoletticamente ma non rispetta il territorio, mentre le persone sono talmente disabituate a una sana esperienza organolettica che si mangerebbero anche i trucioli?

Concludo: capisco che la fine del mese è lontana da arrivare, sono perfettamente cosciente dell'impoverimento che abbiamo subito in questi ultimi anni, ed è vero che già che sono al supermercato faccio prima a comprare le paste lì piuttosto che fare sosta in una pasticceria... ma se proprio vogliamo fare i polli, mangiamoci pane bagnato e zucchero, che la soddisfazione sarà maggiore!

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