Per non lasciare discorsi in sospeso, o riferimenti rimasti a mezz'aria, diciamo perché i "tre bicchieri" sono stati scelti come simbolo dell'eccellenza vinicola per la Guida del Gambero Rosso-Slow Food. Premettiamo però, perché anch'essa evocata, una piccola recensione informale di "Memorie di una assaggiatore di vini" di Daniele Cernilli, Edizioni Einaudi-Stile Libero, pagg. 198, euro 12. Il libro sostanzialmente si compone di due parti, la prima, breve, più autobiografica; la seconda è una descrizione delle più importanti zone vitivinicole italiane e mondiali, trattate comunque anch'esse con stile personale e modulate da ricordi personali, giudizi, pensieri. Alla fine, oltre ad un breve "metodo" per la degustazione, i "50 vini da sballo" e i vini da portare sull'Arca. Proprio qui c'è un ammirevole spunto di sincerità, quando Cernilli afferma di aver assaggiato solo tre volte il Romanée-Conti del Domaine de la Romanée-Conti (tre annate, '85, '88, '99). Viene da riflettere pensando che il re dei nostri assaggiatori si è dovuto magari accontentare di molto meno di un qualsiasi riccastro in giro per il mondo che non ci sta neanche a pensare tanto su...
Detto questo, torniamo alla prima parte del libro. Cernilli, giovane laureando in filosofia con il grande Ugo Calogero con il quale condivise le prime riflessioni "enoiche", subisce il "riflusso" e "passa da Hegel a Veronelli, dal Noumeno al Barolo e dalle barricate alle barriques"; poi la passione per il vino, coltivata nelle enotece romane, e il giornalismo enogastronomico, dove fu instradato proprio da Veronelli. Ma una giorno del novembre del 1986 avviene la svolta: riceve una telefonata di Stefano Bonilli, membro della appena sciolta (per motivi... legali) redazione di "Di tasca nostra" (ve la ricordate?) che su imbeccata di Edoardo Raspelli gli propone di partecipare all'avventura di un supplemento di enogastronomia da realizzarsi (a costo rigorosamente zero) sul Manifesto, che si chiamerà Gambero Rosso. Da lì partì tutto, poi l'incontro con Arcigola (poi Slow Food), la guida dei vini....
Concludendo, veniamo finalmente al punto: con una bottiglia di vino si servono, in media, sei bicchieri. Supponendo di essere in due (che bere da soli è molto triste) se il vino è molto buono si finisce la bottiglia e si bevono tre bicchieri a testa. Se è un po' meno buono due a testa... e così via.
Quest'anno, come saprete, la premiazione e degustazione dei "tre bicchieri" avverrà nel corso del Salone del Gusto di Torino, domenica prossima 29 ottobre.
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