Gelosi dei propri vini?
Per due volte, e ravvicinate tanto da farmi venire in mente di scrivere questo post, mi e' capitato di partecipare a visite/eventi promozionali di aziende per poi scoprire che non mi (ci) avevano fatto assaggiare il vino di punta. Ora, qui non si offende nessuno, ma se uno organizza un evento promozionale pagando fior di quattrini, perche' mai poi non apre una (due) bottiglia(e) del suo vino migliore davanti ad una platea si presume qualificata (e all'uopo invitata)? Per entrare nel dettaglio, in Sicilia, in occasione di Degustivina, visita a Calatrasi. Il titolare e' un affabulatore che tiene inchiodata l'attenzione e fa riempire i taccuini. Segue degustazione, alla quale partecipa anche il "re dei degustatori italiani", uno che ti azzecca i valori dell'acidita' e degli zuccheri residui d'un vino con l'errore del 10% dopo averlo appena appoggiato sulla lingua. Alla fine, si scopre che manca il "Magnifico d'Istinto". A domanda, succinta ed evasiva risposta negativa. Ieri, a Firenze, presentazione dei vini di un'altra azienda siciliana, Lanzara. Da soli tre anni sulla piazza, ansia di farsi conoscere, pranzo immagino costosetto, e non solo per il conto. Il re degli assaggiatori stavolta non c'era, ma insomma per la piazza toscana c'era un bell'assortimento. Torno a casa e mi accorgo che non abbiamo assaggiato il Terre dell'Istrice. Qui, silenzio assoluto, meglio non dire quale e' il nostro vino migliore: che si sia gelosi dei vini come delle belle donne?
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