Vae victis! (Filodiffusione addio?)

Scritto da Riccardo il 31 gennaio 2007 alle 1:53

Quando, poco più di dieci anni fa, andai a vivere nella casa dove abito tuttora volli assolutamente la filodiffusione. Il motivo era naturalmente la trasmissione non stop di musica classica senza parole che non fossero gli annunci. A quel tempo, Radiotre non era più quella degli Enrico Stinchelli (ora nel cult “La Barcaccia”) che dispensava giorno per giorno l’integrale dei concerti per pianoforte di Mozart, o del criptico ma affascinante Paolo Terni: si era già riempita di chiacchiere, spesso inutilmente affettate. Ecco il desiderio della filodiffusione, che aveva oltretutto il fascino del semiclandestino. Esisteva sicuramente, ma pochi avevano idea di cosa fosse, e soprattutto come si potesse ascoltare. Uno dei miei grandi orgogli fu riuscire a trovare, in un negozio faticosamente scovato che ora naturalmente non c’è più, un ricevitore che si poteva addirittura collegare all’amplificatore dello stereo, permettendomi la registrazione di centinaia di cassette piene di ogni ben di dio.

Passano gli anni, dopo internet arriva ADSL. E arriva il fatidico pacchetto, modem e tutto il resto, la lucina ADSL si accende, poi si mette a lampeggiare e si spegne. Riprovo, stessa storia. Disperazione nera. Il tecnico arriva, è cortese e le prova tutte. Non capisce, sta per arrendersi e poi, come illuminato da un lampo divino mi dice: ma non è per caso che lei ha la filodiffusione? Si, rispondo. Mi dispiace, la deve togliere. E di lì inizia una scena straziante, perché la scatolina non si trova, sta dietro una alta libreria stracolma, che io svuoto faticosamente. La scosto, il tecnico punta la scatolina, ci mette le mani dentro e strappa letteralmente i fili.

Ecco, questo mi colpì tanto da farmici pensare più volte nei giorni successivi: una tecnologia è incompatibile con un’altra più vecchia, ed essendo più forte e più “indispensabile” la sconfigge e pretende che sia fisicamente estirpata dai muri. Guai ai vinti!

Ps. Coraggio: la filodiffusione risorge, grazie al digitale della parabola, affiancandosi ai canali francesi, spagnoli, tedeschi dedicati alla musica classica… Ma la “vecchia” filodiffusione continuo a pagarla, ultimo segnale della sua esistenza nel mio passato, una manciata di centesimi al bimestre…

Pubblicato in medioevo prossimo venturo | Commenti (5)

5 Responses to “Vae victis! (Filodiffusione addio?)”

  1. Marco Pala Says:

    E’ incredibile! Ho sempre sognato di aver la filodiffusione in casa, senza mai potermela mettere, ma ripromettendomi di farlo prima o poi; e ora scopro che e’ gia’ troppo tardi o che al limite per averla dovrei ospitare una parabola veicolo del virus televisivo.

  2. Riccardo Farchioni Says:

    Dai Marco, basta che non ti prendi il televisore… Ho un amico milanese trapiantato a Modena che mise la parabola per continuare a sentire Radio Popolare…

  3. mic Says:

    ma dai! io pur abitando a bologna non sono raggiunto dall’adsl…quindi posso avere la filo diffusione forse!!! grande!

  4. Anonymous Says:

    http://www.radio.rai.it/filodiffusione/internet.cfm#

  5. Ristrutturazioni Roma Says:

    Buongiorno,
    contribuendo alla vostra discussione volevo aggiungere che con le nuove tecnologie è possibile grazie a Cartongesso + LED + Bluetooth mettere in piedi una filodiffusione comandabile grazie ad uno smartphone!

    Per approfondire: http://www.easyservicesolutions.com/controsoffitto-in-cartongesso-con-led-e-musica-in-bluetooth/

    Saluti

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