Diario spagnolo/chocolate con churros

Scritto da Riccardo il 20 marzo 2007 alle 0:52


In questo soggiorno spagnolo il chocolate con churros ha avuto un ruolo speciale, anche per la sua inaspettata (forse solo per me) apparizione, verso le quattro di mattina, nel corso della festa del matrimonio che era poi la causa della mia venuta.

Ricordiamo: i churros sono sostanzialmente pasta fatta con farina, olio, sale e zucchero, che viene poi passata attraverso uno strumento che la sagoma di forma cilindrica ma con una sezione “a stella”. Abbinamento magico, quello con il cioccolato. Occasione privilegiata, la colazione della domenica mattina, e la colazione dopo la notte di “marcha” (quella che solo noi italiani chiamiamo “movida“, ossia la notte passata di locale in locale, bevendo e ballando). Una “variante” sono las porras, che sono piu’ grossi e sanno piu’ di pasta fritta.

I luoghi privilegiati per il chocolate con churros sono naturalmente le cioccolaterie, e qui cito con assai scarsa originalita’ quella di San Gines, appartata in una traversa della calle Arenal, una delle strade che si irradiano da Puerta del Sol, ma devo dire che la cioccolata e’ proprio speciale. E poi ci sono las churrerias, piccoli laboratori o semplici chioschi (la foto si riferisce a la churreria San Lorenzo a San Lorenzo de L’Escorial), e a quel punto i churros possono anche essere classificati come finger food… (come anche il cioccolato, trasportato in bicchieri di plastica).


PS: questa storia del chocolate con churros alla fine della “notte brava” la conoscevo fin dai miei esordi in terra spagnola, perche’ mi ero diligentemente preparato sulle guide turistiche. Ma in una delle mie (scarse) esperienze in merito, alle otto di mattina, piu’ morto che vivo, mi sono visto arrivare un vassoio con il “pollo a l’ajillo”, ossia pollo cucinato all’aglio….

Pubblicato in diario spagnolo, esterophoenia | Commenti (10)

10 Responses to “Diario spagnolo/chocolate con churros”

  1. Francesca Says:

    uh che bontà questi churros. Io li ho mangiati senza cioccolata, la prossima volta rimedierò :-)

  2. Anonymous Says:

    Sono talmente buoni che sono riuscita a mangiarli anche in un
    torrido agosto…..
    Eugenia

  3. Riccardo Farchioni Says:

    Eh eh Francesca… ma te li fai anche in casa, visto quello che “combini”? Comunque ai stragolosi (ehm) piacciono anche “nature”.
    Per quanto riguarda Eugenia: ma eri in un posto con l’aria condizionata? Perché gli spagnoli non concepiscono la vita senza aria condizionata…

  4. Anonymous Says:

    chiarimento:
    i “churros” non sono una miscela di farina, zucchero e olio, ma una massa di farina e acqua (a volte con un po’ di anice) che poi viene fritta sul olio e poi (non sempre) spruzzati con lo zucchero

  5. Riccardo Farchioni Says:

    Grazie per il chiarimento. Anche se in 12 anni di Spagna l’anice non s’è mai fatta vedere… La andrò a cercare la prossima volta.

  6. Anonymous Says:

    Riccardo….da quando gli spagnoli non concepiscono la vita senza AC? Da quel che a me risulta e guarda che ci sono stata una centinaia di volte…morivo dal caldo in estate a Madrid! e solo qualcuno ha l’aria cond. e qualche anno fa…era solo un sogno!

  7. Riccardo Says:

    Caro anonimo, quante volte mi sono rinfrescato negli uffici postali spagnoli, nei “centri di salute” spagnoli (e ora anche in molti classicissimi posti “di tapas”) … e quante volte ho sudato sotto dei patetici ventilatori negli uffici postali italiani, nelle USL italiane… Comunque, detto fra noi, meglio sudare che inquinare!

  8. cuoco a domicilio roma Says:

    solo a me non piacciono?? :$

  9. Riccardo Says:

    Nooo… credo che non piacciano alle persone che non apprezzano le cose “molto” fritte. Effettivamente dopo una colaziona a base di churros si rimane un po’… barcollanti….

  10. acquabblog » Pagine » Due libri dal Reina Sofia/1: Donde comen los grandes cocineros? Says:

    [...] il bistellato Sergi Arola); luoghi affollati, azulejos, toreri alle pareti, una steak house, una churrería, , El asador de nati, un fantastico posto di piatti da portare via, “restaurante sin [...]

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