Bordeaux: vita da studente

Scritto da Lamberto il 22 dicembre 2007

Il primo giorno di lezione arriviamo nella facoltà di Enologia di Bordeaux attraversando la città con la metropolitana di superficie, costruita in circa 3 anni e che ora collega i maggiori quartieri della cittadina. Nell’ora di punta è affollata ma i frequenti passaggi della stessa (un transito ogni 5-10 min) riducono le attese. Nonostante il percorso attraversi il centro storico, l’impatto e minimo e i vantaggi di tempo sono enormi. Lo stesso percorso in bus, negli anni prima della metro, richiedeva circa 1 ora. All’arrivo in facoltà, dopo i primo convenevoli di rito iniziano le lezioni: lo stage di quest’anno affronta le problematiche relative alla produzione di vini rossi di qualità. Come sempre non si tratta di un corso propedeutico ma di una serie di approfondimenti su argomenti specifici di ricerca e tecnica.

Poi , alle 13,00 c’è la mensa universitaria, poca fila anche nei momenti di punta e buona scelta di piatti e contorni, ma la pasta è servita come contorno dell’agnello alla griglia! Un vero colpo per i cultori della pastasciutta!

Il ritorno in aula precede di poco la lezione in laboratorio sulla microossigenazione dei vini; con un approccio finalmente scientifico si analizzano le implicazioni chimico-fisiche di questa tecnica ormai di moda nelle cantine e, partendo dai diffusori, se ne studiano le metodologie di utilizzo. Ecco un piccolo filmato a proposito:

La sera cena in bistrot, in compagnia egli altri corsisti, tutti operatori del settore a vario titolo
(agronomi, proprietari di aziende, enologi e consulenti), alla ricerca di qualche prelibatezza gastronomica come nel caso di un noto locale della città specializzato in ostriche dove anche chi, come me, non ne è amante, è riuscito comunque ad assaggiare ottimi piatti alternativi, come una saporita zuppa di pesce o un formaggio di pecora particolarmente saporito.

Ma l’esperienza più attesa del corso è come sempre la visita alle cantine in compagnia dei tecnici che le dirigono. In particolare a Margaux si è visitato Chateau Rauzan-Ségla, Grand Cru Classé, e a S. Emillion Chateau Cheval Blanc Premier Cru Classé A.

Grande emozione e grande soddisfazione per l’assaggio di questi grandi vini durante la visita delle aziende (la prima di proprietà di Chanel) e per la competenza con cui i tecnici ci hanno intrattenuto sulla importanza del territorio nella qualità del vino, famoso cavallo di battaglia dei francesi.

La visita a Cheval Blanc è stata tutta incentrata sulla descrizione dei terreni e delle varie combinazioni terreno vitigno al fine di ottenere la maggior espressione qualitativa delle uve: il risultato all’assaggio dell’ annata 2001 dà veramente ragione all’enologo che da oltre 15 anni guida l’azienda. Cabernet franc e Merlot hanno i loro terreni di elezione in queste zone, tanto che viene riportata la stratigrafia all’ingresso dell’azienda per comunicarne l’importanza al visitatore.

Il vino, come era da aspettarsi, riconcilia con i vini francesi, che al ristorante non riescono ad essere convincenti se non oltre i 70-80 €. E’ vero che l’annata 2002 ha spuntato i 400 €, ma l’equilibrio, l’eleganza e la “dolcezza senza zucchero” di questo vino lo rendono realmente una grandissima espressione enologica. La sensazione è che niente si improvvisa nella ricerca della perfezione, ma molto è e rimane nelle mani della natura.

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2 Responses to “Bordeaux: vita da studente”

  1. ANNA Says:

    come si può partecipare a questa esperienza???

  2. lamberto Says:

    Lo stage è organizzato annualmente da ARSIA Toscana o in alternativa direttamente presso luniversità di Bordeaux facoltà di Enologia.

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