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Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.

27 febbraio 2007

Terre di Toscana: meno dieci!

No, non si tratta della temperatura esterna, anzi quella è fin troppo primaverile, quasi preoccupante! Sono invece i giorni che mancano alla quarta edizione di Orizzonti e Vertici, come già sapete dedicata alla Toscana. Una Toscana vignaiola che ha veramente risposto in maniera entusiasmante, tanto che, a malincuore, abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni lasciando fuori qualche bel nome. Peccato, per la prossima volta vedremo di cercare spazi più ampi.

L'ultima azienda che abbiamo potuto accettare è Castello di Montepò, produttrice del celebrato supertuscan Schidione, e con questa siamo a 58, in rappresentanza di quanto veramente c'è di meglio in Toscana, e quindi, in un certo senso, in Italia.

Insieme al vino avremo anche una bella gastronomia, con i prodotti di 11 aziende, tra salumi, prodotti da forno, cioccolata, olio d'oliva e biscotti. Una selezione che spazia dalla provincia di Massa a quelle di Lucca, di Pisa e Pistoia. E poi la cena, un buffet a base di cucina toscana a cui parteciperanno tutti i vignaioli portando con loro oltre 100 delle etichette presenti nelle degustazioni pomeridiane, da assaggiare liberamente durante la cena per goderne e discuterne.

Bene, ci sono ancora un sacco di cose da fare... corro!

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Non dimenticare le tragedie dell'agroalimentare

Mi arriva perché me lo merito. O perlomeno, mi arriva e sotto la testata c'è scritto che "arriva solo se te lo meriti", dunque me la merito, appunto. Sto parlando della rivista capitaALvino di Andrea Dalcero (dalcero@iol.it, www.dalcero.com) simpatico e valente giornalista bolognese. Mi fa piacere riceverla, ci scrivono parecchi amici, ci ritrovo situazioni che ho vissuto e idee che condivido, oltre allo stile sempre un po' disincantato che permea le pagine e che mi piace.
Ma al di la' di questo, voglio trarre dal numero di Gennaio-Febbraio 2007 un brano dello stesso Dalcero, che ha avuto l'occasione di passare, rientrando dal Banco di assaggio di Torgiano, per Campello sul Clitunno, in Umbria, dopo un "incidente" ad un grosso stabilimento di produzione di "olio d'oliva". Che io non ricordavo già più, e dunque, anche a mia memoria, voglio riproporre.

"... L'ho impiegata per dare un'occhiata allo stabilimento della Umbria Olii di Campello sul Clitunno saltato in aria qualche giorno prima. Lo scenario era ancora impressionante: serbatoi grandi come palazzine di quattro piani lanciati in aria come missili, migliaia di tonnellate di olio in via di raffinazione spruzzate ovunque ad inquinare le falde e finite nel fiume, un presepe di curiosi attoniti in pellegrinaggio, polizia, vigili del fuoco e tanta, tantissima, troppa discrezione sull'accaduto. Qui non si lavorava l'extravergine per cui Campello sul Clitunno è conosciuto nel mondo: qui arrivava olio di sansa e di tutti i tipi, da tutto il mediterraneo ed oltre, per produrre 'l'olio delle scatolette del tonno' come dice la gente del posto. Qui si usavano quei solventi che hanno innescato l'esplosione che ha ucciso quattro operai dell'ennesima ditta in appalto: due li hanno ritrovati e gli altri due, come mi dice aiutandosi con un gesto vago delle mani un funzionario dell'ARPA, sono 'sparsi tutto qui intorno'..."

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26 febbraio 2007

Chianti, Nobile, Brunello: è passata la "settimana bestiale"

La settimana delle anteprime di Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino si è conclusa, vediamo di fare un primo bilancio, come si dice.

Iniziamo dalla vendemmia 2005, che ha avuto un andamento climatico "disordinato" (bella fino ad un certo punto, poi bruttina). Conseguentemente la maturazione delle uve ha avuto degli scompensi e l'annata non è stata perfetta. La caratteristica principale dei vini targati 2005 (Chianti Classico e Rosso di Montalcino) è stata l'alta acidità, che li potrebbe aver penalizzati un pochino in degustazione, ma li premierà negli abbinamenti con le carni, o con il cibo in generale. Quello che si percepiva all'assaggio era in generale un'entrata ampia, talvolta anche polposa, presto però raggiunta dalla sferzata acida che, se dominata, rendeva alla fine il vino convincente, altrimenti lo squilibrava. Comunque, assaggi sicuramente non stancanti, o meno stancanti rispetto a casi nei quali prevale l'alcol o il tannino (vedi il famigerato 2003). Più regolare e positiva l'annata 2004. Comunque, devo dire che i Chianti Classico sono stati complessivamente piacevoli, rispondevano ad una idea di territorio dopo tutto coerente, a parte qualche caso (soprattutto un paio...) che facevano tenerezza per quanto erano datati nello stile...

E come è andato il 2002, che con il Brunello di Montalcino passerà definiticamente negli archivi? Devo confessare di aver assaggiato solo una decina di Brunello 2002 e, insomma, erano un po' una caricatura del vero Brunello. Magri, vegetali, stanchi. Chi li ha assaggiati tutti (oltre cento) dice che qualcuno ne è venuto fuori comunque bene, vedremo. Comunque rimane aperto il dibattito: produrre o no un vino importante nelle annate infelici? Ci sono due scuole contrapposte, una è nettamente per il no, perché lo si umilia e se ne infanga il nome. L'altra sostiene che ogni annata può dare qualcosa di positivo se contestualizzata. Ma certo, può essere rischioso riempirsi la cantina di altre bottiglie in tempi di crisi... E i prezzi? Pare non verranno abbassati.

Infine, il Brunello di Montalcino Riserva 2001. Mi sono forse avvicinato a questi vini con eccessivo entusiasmo, ma come non giustificarlo? La più alta espressione di un vino già di per sé grande, in una annata assai felice... E invece non sono riuscito ad esaltarmi, ad ogni nuovo assaggio cercavo lo slancio, la progressione, che mi si trascinasse.... e invece: toni evoluti, vini piuttosto fiacchi, un pochino ripetitivi. Affascinanti in qualche caso, ma spesso dolci, poco emozionanti. Credo che verrò (spero) smentito, perché magari a fine giornata non ero poi così "fresco", e attenderò anche io giudizi più meditati.

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22 febbraio 2007

A San Gimignano il trionfo dell'Albariño

Che bello una volta tanto fare un bel titolo ad effetto! Ebbene, in attesa del pezzo "ufficiale" sull'evento, la degustazione di San Gimignano di lunedì 19 è andata così: nella prima batteria, la Vernaccia si è battuta contro lo svizzero Fendant (da uva chasselas), delicatamente profumato, ed è andata diciamo in pareggio. Nella seconda batteria, la Vernaccia contro il sorprendente greco Thalassitis (da uve assyrtiko, più precisamente dell'isola di Santorini), forse anche qui pareggio, seppur con fatica e grazie ad un bel 2003 di Panizzi. Nella terza batteria, c'è stato lo schianto, perché da parte delle due Vernaccia in competizione non c'è stato niente da fare contro i tre vini della Spagna del Nord (da uve albariño) Rias Baixas 2002, 2001 e 1999 (il vino migliore di tutta la degustazione) dell'azienda Pazo de Señorans. Sembravano dei grandi Riesling, con il 1999 che sprigionava un ventaglio di profumi che andava dallo zafferano (a San Gimignano...) agli idrocarburi. Complimenti comunque al Consorzio per questo tipo di eventi, altamente "sprovincializzanti".
Nella foto: Rocco Lettieri (Guida Veronelli), Giuseppe Poli (ilcronistadelvino.it) e Stefania Vinciguerra (Euposia) a zonzo per San Gimignano. Non ho chiesto la liberatoria, speriamo bene...

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Tre stelle Michelin ad uno chef donna!!

Ieri sera, rientrato dall'assaggio dei Chianti e del tutto ignaro di quello che era successo nella nostra simpatica scena politica, mi sono visto in sequenza i vari Tg. Per ultimo, il Tg2 delle 20.30. Ad un certo punto nella barra che scorre in basso è apparsa la seguente notizia:

"Per la prima volta dopo cinquant'anni la Guida Michelin assegna le 'tre stelle' ad uno chef donna: si chiama Anne-Sophie Pic."

Ve lo giuro, non ero ubriaco!!

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21 febbraio 2007

Ipotesi svelata

Svelo il mistero della foto di un passato post.
Il programma della conferenza di Fulvio Pierangelini e Davide Cassi nella giornata d’apertura di Identità Golose (congresso milanese di cucina d’autore), recitava soltanto “Verso una cucina totale”.
Il che non lasciava intuire molto del contenuto. Però, poco prima dell’inizio, nei pressi del palco, si poteva scorgere un vassoio con alcuni ingredienti molto “evocativi”: farina di ceci, gamberetti, pomodori... Ma il bello doveva ancora arrivare. Al termine della conferenza, Pierangelini mette in pratica i concetti espressi elaborando una sorprendente variazione sulla sua passatina di ceci: ravioli di farina di ceci ripieni di gambero, su fondo di passatina, guarniti con pomodoro e olio extravergine.

Impatto al palato: indescrivibile. Memorabili la consistenza del gambero, quasi cremoso eppur presente e saldo, la perfezione della sfoglia (va ricordato che la farina di ceci non ha glutine), la ricchezza aromatica del pomodoro, l’equilibrio dell’insieme.

Bellissima la sensazione che si ha vedendo da vicino uno chef all’opera. E ancor più bella, l’emozione del riconoscere le singole materie quando stanno per trasformarsi in un piatto memorabile.

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Documentato il duro lavoro del degustatore

Come diceva Riccardo, la "settimana bestiale" delle anteprime toscane è appena cominciata. E oggi ci sono arrivate fresche fresche le immagini della prima giornata, quella dedicata ai Chianti Classico. Ne abbiamo scelte un po' per documentare la durezza del lavoro del degustatore, e tutte le misure adottate per alleggerire tale lavoraccio!

p.s. l'ironia è solo parzialmente giustificata, vi assicuro che assaggiare tutti quei vini mantenendo concentrazione e lucidità tali da poterli giudicare non è per nulla riposante!
















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20 febbraio 2007

La "settimana bestiale" del vino toscano

Ci siamo! Oggi inizia la "settimana bestiale del vino toscano". I tre Consorzi del Chianti Classico, del Vino Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino presenteranno le nuove annate dei vini: Chianti Classico 2005 e Riserva 2004, Nobile 2004, Brunello 2002 e Riserva 2001. Il tutto avviene consecutivamente, fino alla fine della settimana. Io personalmente ora devo fare i salti mortali, ma per ben due volte me la sono fatta tutta, con tanto di navetta per il transfer. Il martedì pomeriggio prima sessione di degustazione dei Chianti e cena di gala; mercoledì mattina ancora Chianti, poi arriva la navetta per il trasferimento a Chianciano Terme dove si dorme in un albergotto. La mattina dopo, a Montepulciano, assaggio dei Nobile; nel pomeriggio una volta c'erano le visite a due aziende, alla fine delle quali, stremati (e magari rimpinzati di pici, come successe a me), si veniva prelevati e portati a Montalcino. Il venerdì mattina alle 9.30 inizia il rush finale: maratona di assaggi fino alle 17 per sua maestà il Brunello, giretto per il borgo in attesa della grandiosa cena di gala al Castello di Poggio alle Mura di Banfi, una sorta di ricevimento a corte del vino toscano. Che, sia detto per inciso, ha tutti i difetti di questi appuntamenti, ossia le lungaggini ecc, e tanti amici la snobbano. Io, al contrario, la prima volta che fui invitato lo considerai come una soddisfazione personale e una pietra miliare di questa mia avventura nel mondo del vino e ci tengo sempre a partecipare, in segno di rispetto verso chi organizza e mi ospita. Il sabato, altra mattinata di assaggi, deposizione della "formella", ultimo pranzo e partenza!

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19 febbraio 2007

La Vernaccia di San Gimignano e i bianchi d'Europa

Il Consorzio di San Gimignano, con in testa il suo presidente Panizzi, si batte da alcuni anni per dimostrare che, anche dopo gli sforzi che sta compiendo, la Vernaccia puo' confrontarsi ad armi pari con altri validi bianchi europei. L'anno scorso ci fu un confronto coraggioso con il francese Chablis; quest'anno la degustazione, che si svolge (anzi, si sta svolgendo) nella stupenda sala di Dante del municipio, vede come ospiti l'Albariño, uva bianca del nord della Spagna, l'Assyrtiko del greco Thalassitis e il chasselas dello svizzero Fendant. Vediamo come va!

16 febbraio 2007

Viva il branzino rollé ecc ecc...

L'altro giorno, un menu completo in poco più di un'ora... niente male, no? Un grazie all'efficienza della cucina e del servizio (ma questo meno, eravamo tre "solitari" a pranzo), e un grazie al gestore per la sua educazione e discrezione esemplari... Senza voler sembrare degli orsi, ma quante volte sono uscito dal ristorante con il collo dolorante, perché siccome uno mangia da solo, poverino, allora deve essere tartassato di chiacchiere?
Comunque: bene, bene... e un piatto delizioso: il branzino rollé con porri e farcia d'astice dorato su verdurine sauté in salsa di molluschi e crostacei (vedere la foto, purtroppo bruttina). Sproloquio del nome a parte, elaborare con giudizio nella cucina di pesce si può! (Ristorante Bagatelle, Cecina Mare - ristorante-bagatelle.it)

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15 febbraio 2007

Fino a che arrivano i barbari

Martedì passato una ricorrenza mi spinge a Forte dei Marmi. Abito a pochi passi dal famoso centro turistico, il luogo mi è familiare, e da tempo irrimediabilmente bombardato da speculazione immobiliare e turismo d'elite. Il piccolo centro non ha ormai nessuna parvenza vitale, essendo ridotto a sequenza di negozi di note marche d'abbigliamento, più per necessità di presenza che per vera convenienza commerciale.

Una distruzione se non altro ormai stabile, peggio di così, pensavo, non si ridurrà il vecchio paese da cui partivano le navi dei marmi apuani.

Ultimamente però l'ho frequentato poco e così, nella luce vitrea della serata piovosa, mi meraviglio quando percorrò la via principale...

Ma il bar ....? Armani

Il caffè all'angolo? Manichini mi osservano da dove prima occhieggiavano paste e cappuccini

I Magazzini del Forte? Quella era già una degenerazione di emporio, un posto ormai giusto per la mutazione dell'agorà in vetrina... Cavalli!

Sottile disagio... scorro le vie deserte, illuminate dalla sequenza di vetrine accese più che dai lampioni stradali, in giro nessuno...

L'obiettivo era quello di cenare da Lorenzo, stellato e famoso ristorante, che, contrariamente alle strade, è popolato...

basetta - camicia bianca - sorrisia32dentiperfetti - capi griffati - ventenni (a quell'età i miei soldi erano forse giusti per la pizza, altro che stelle Michelin) ... sono i conquistatori che bivaccano sulle macerie ancora fumanti

Un gentile cameriere: "ci dispiace, siamo pieni, se volete attendere..."

Sollievo! E fuga veloce verso Viareggio, ancora inespugnata!

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In TV/Da vedere! Rose d'Africa

Giro più che volentieri:

Gentili amici,

mi chiamo Daniela Grandi e sono una redattrice del telegiornale de la7. Di ritorno dal Burkina Faso ho realizzato uno speciale che racconta un po' delle cose che ho visto e - soprattutto - parla di donne che cercano una strada per uscire dalla povertà.

Sono esempi positivi, l'Africa non è solo disperazione. La seconda parte dello speciale è della mia collega Silvia Resta e racconta del Kenya e delle donne che lì - sottopagate - coltivano fiori. I prodotti chimici rovinano le loro braccia e inquinano. I fiori, bellissimi, vengono spediti ad Amsterdam e venduti ovunque.

Per logiche che non faticherete a comprendere, questo speciale è stato programmato in prima serata di sabato...di fatto mandato al massacro. Così si potrà dire che l'Africa è un argomento che non fa ascolto perché è noioso e che l'informazione non serve (anche quella è noiosa).

Solo se lo ritenete opportuno vi chiedo di segnalare a più persone che potete lo speciale. Lo hanno intitolato "Rose d'Africa", è in onda sabato 17 febbraio alle 20.30.

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14 febbraio 2007

Lo sformato di zucca del Gallo

Bel colpo, Maria! L’ultima puntata della cucina del Gallo ha colpito nel segno. Mi sono messo alla prova sullo sformato di zucca, nella versione acquabuonista da poco messa on line. Mica male! Unica variazione, mi sono inventato un letto rosso per lo sformatino giallo; l’ho fatto con una barbabietola rossa frullata con burro, acqua e una foglia di salvia. Alla prossima!



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Visto in TV/"Cuentame" e "Raccontami"

Ebbene sì, sono ormai due anni che, per ragioni familiari, il giovedì sera mi sorbisco "Cuentame", la storia di Spagna dal dopoguerra ad oggi raccontata dal più piccolo di una famiglia la più tipica possibile. All'inizio ero piuttosto infastidito dal tono sdolcinato e allegramente nostalgico, e mi chiedevo: ma stavate o no sotto una dittatura? C'erano o non c'erano le deportazioni, le fucilazioni, la privazione della libertà di espressione, di stampa, di voto...? E poi, ero molto inorgoglito dalla più o meno contemporanea uscita de "La meglio gioventù": ah, pensavo, ben altro modo di raccontare la propria storia, ben altra consapevolezza... Poi mi sono dovuto ricredere, perché la dittatura, avvicinandosi agli anni '70, irrompe nel racconto in modo piuttosto insistente, tanto che la figlia dei protagonisti (nella foto) viene arrestata perché amica di amici di gente sospetta di antifranchismo.
E ora c'è anche il nostro "Raccontami", che io per la verità ho visto solo per pochi secondi. Quanto basta però per osservare quanto è diverso il modo di muoversi, di parlare, di spagnoli ed italiani. Noi siamo sornioni, melodiosi, paciocconi (vedi Massimo Ghini)... quella famiglia spagnola mi è sempre parsa un inferno: rarissime tenerezze, tutto un parlare a scatti, rapidamente e sibilando le parole, ansia e sguardi tesi ...

Ps... Ma una volta assistetti ad una conferenza di Umberto Eco (di Alessandria) che disse che gli "alessandrini" pensano che gli astigiani camminino in modo ridicolo, e viceversa. Insomma, come al solito dipende dal punto di vista...

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13 febbraio 2007

Il 2% de che?

Titolone su repubblica.it: "Nel 2006 il Pil al 2%". Ma che significa? 2% de che? Poi, leggendo si capisce che è CRESCIUTO del 2%... L'analfabetismo dell'italiano medio nella cultura scientifica, per il quale dobbiamo ringraziare Croce, delle volte è disarmante. Come quando tutti pensavano che l'anno-luce fosse una misura di tempo e dicevano "è successo anni-luce fa!". Ma ora quasi tutti hanno capito che l'anno-luce è una misura di spazio...

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12 febbraio 2007

Visto in TV/Davide Scabin su Gambero Rosso Channel

Su Gambero Rosso Channel mi sono imbattuto in Davide Scabin, chef del ristorante Combal.Zero al Castello di Rivoli, vicino Torino. Naturalmente stella Michelin, è molto ben considerato ed è in particolare il profeta del "Food design". I piatti (spesso, non sempre) sono serviti in scatoline, astucci, con spiegazioni scritte su fogliettini ecc ecc. In questa trasmissione ("In cucina con lo chef") spiegava il suo modo di vedere la cucina, e in particolare mi sono imbattuto nella spiegazione del "Piola kit" (la piola è la tipica osterie torinese), una elegante scatola che contiene un mazzo di carte (perché nelle piole si gioca a carte), e poi una bottiglina di barbera e dei vasetti contenenti i cibi che si mangiano (o si mangiavano) nelle "piole". Dunque tomino con salsina, peperoni con salsa "in stile" bagnacauda, tajarin... Va detto che tutte le scatoline hanno anche la funzione di conservare i cibi alla loro rispettiva temperatura ideale anche per diversi minuti. Questo facilita il servizio in caso di grandi catering...
A parte tutto ciò: io sono appassionato di queste cose, e ne vengo naturalmente catturato. Ma poi ho provato ad "estraniarmi" un attimo. Scabin, a chi non conosce il tono spesso un po' malinconico e "strascicato" dei piemontesi, poteva sembrare non del tutto convinto lui per primo di quello che diceva. La "messa in scena" era piuttosto fredda e "tecno", con musica elettronica di sottofondo... e Natasha Lusenti era truccata pesantissima stile statuina di porcellana, con uno chignon (si dice così?) dei capelli che faceva un po' Micky Mouse...
Non so, ma chi è al di fuori della "community" cibovino, e vede questa cosa, non è che pensa "ma dove sono capitato"? ...

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10 febbraio 2007

Mi illumino di meno

Il 16 febbraio scatta la terza edizione di M’illumino di meno, giornata contro lo spreco energetico organizzata da Caterpillar, popolarissimo programma di Radio 2. È una bella idea, che serve a render più coscienti che in campo energetico non siamo solo dei consumatori, ma anche (nel nostro piccolo) dei gestori di energia. Soffermarsi a riflettere sul gesto di accendere o spegnere un interruttore diventa così un’azione carica di senso. Poi da cosa nasce cosa... se ad esempio si considera quanta inefficienza energetica c’è dietro a una vecchia lampadina a incandescenza...
Quindi, per informarsi e per aderire: http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm
Per ascoltare, invece, il programma va in onda su radio 2 dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 19.30.

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Amaroni 2003

Chiedere una degustazione alla cieca e' un'eresia, qui nel bel palazzo Verità-Poeta di Verona. Avere una lista dei vini e non solo dei produttori e' una chimera. La pazienza e' la virtu' dei forti. E su questo 2003, nella terra degli Amaroni, che dire? Che ha colpito duro anche qui, forse piu' che altrove. Dove e' arrivata in soccorso l'acidita' (poche volte) e' arrivata la salvezza....

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09 febbraio 2007

La sera prima degli Amaroni

Verona: la sera prima dell'anteprima degli Amaroni 2003, all'Enoteca della Valpolicella di Fumane, in compagnia dei produttori Manara, Antolini e Contra' Malini, oltre a "Robbertino" Giuliani di lavinium.com... come andra' questo 2003? Lo sapremo domani!
Intanto, con i produttori, tanti discorsi... la tipicità, le guide, i colori dei vini, ...

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Ricordi di Valsassina

Ieri, sapido scambio di battute e ricordi sulla Valsassina con il bravo Tommaso Farina...
http://www.tommasofarina.com/2007/sitidagustare/112/valsassina-for-dummies-allalva
ah, quanto verde, e quanti chilometri...!
Alla prossima!

06 febbraio 2007

Visto in TV/Almodovar e Marta Argerich

Tornando a casa, a pranzo, senza la voglia di vedere niente di particolare, guardando fra le finestrelle del Tg di Sky se è successo qualcosa di interessante. Dunque, classico zapping, per cercare qua e là qualche spunto che abbia senso, senza la pretesa della completezza... Trovato! Telegiornale della televisione spagnola, intervista ad Almodovar. E' reduce dalla (ovvia) vittoria di diversi premi "Goya", i premi al cinema spagnolo, l'equivalente dei nostri Donatello (che qui pochi cagano, mentre lì i Goya sono orgogliosamente celebrati con una kermesse stile Oscar, anche in maniera un po' ingenuamente emulativa, con tanto di inquadrature affiancate ai "nominati" prima della designazione del vincitore). Ma è reduce anche dalla sorprendente esclusione di Volver dalla cinquina che avrà l'Oscar al miglior film straniero, e dice di avercela messa tutta, che spera che vincerà Penelope Cruz alla quale vuole moltissimo bene. Niente tic o narcisismi o ammicchi, emana serietà, forza intellettuale, tranquillità, antidivismo...

Finita, passo per il canale "Classica". Conversazione con Marta Argerich, pianista argentina, fra le più grandi del secolo, capace (credo unico caso) di vincere i due concerti pianistici più importanti: il concorso di Ginevra, a 16 anni (quello vinto da Benedetti Michelangeli, per intenderci) e poi, più in là, lo Chopin di Varsavia (quello vinto da Pollini, per intenderci).

Un vero personaggio, anche fragile, che racconta con assoluto understatement questi successi incredibili. E poi le crisi, le insicurezze. Molto bella da giovane quando viene premiata, ma anche molto intenso il suo viso di ora....

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05 febbraio 2007

La porta di Dionisio

L’invito a degustare un nuovo aperitivo a base di vino rosso unito al piacere di una esposizione di opere di Fabrizio Favilla e Vezio Moriconi è una occasione da non perdere. L’ambiente che ci accoglie è una famosa esposizione di mobili di arredamento che si trova in una delle strade più centrali di Bologna.

Ambiente caldo e accogliente per Andrea Moschetti, il drink designer, chef e barman, titolare della "Dreamin' Entertainment - Food & Beverage Consulting", che ci accoglie con molta simpatia. Moschetti è un toscano doc, versigliese di Lido di Camaiore, con una valida esperienza all’estero.

L’aperitivo prende il nome de “La Porta di Dioniso”, il dio greco corrispettivo del romano Bacco. E’ una sapiente miscela di Sangiovese toscano giovane, vermouth e grappa di Malvasia. Una combinazione che rende questo aperitivo gradevolmente secco, marcato da forti note di erbe, donate dal Vermouth, e dal robusto contributo della grappa.

Una combinazione sapiente e inizialmente molto equilibrata, anche se alla fine il trio dovrà lasciare il passo alla prepotenza della grappa.

Rimane in ogni caso un cocktail molto innovativo, nato dalla necessità, come ci dice il nostro “inventore”, di rimuovere la staticità del bere del nostro tempo.

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Ascensore!

Ieri era una splendida giornata e sono andato in Piazza dei Miracoli. Passando vicino alla Torre, ho sentito una signora informarsi se c'era l'ascensore.

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01 febbraio 2007

Fumetti per tutti

Mi vien da ridere a vedere che oggi Repubblica regala il primo numero di una serie di fumetti di TEX. Proverei un certo rimpianto nel mio stato di espatriato in oltralpe che non puo' cogliere una simile occasione se non fosse che ricordo ancora l'ultima volta che cercai di accaparrarmi un pacchetto giornale+omaggio in edicola. Consapevole di quanta gola un omaggio faccia al paesano medio mi presentai di buon'ora in varie edicole, ma incredibilmente mi venne sempre risposto che se volevo potevo avere il giornale, ma che l'omaggio era gia' finito! Ora, o si trattava di una maldestra operazione editoriale che non affiancava un numero di fumetti omaggio in linea con la vendita media giornaliera (non credo) o i vari edicolanti della zona avevano deciso di tener i fumetti per i propri clienti affezionati o per farne commercio clandestino. Non e' incredibile che anche solo per avere in omaggio uno stupido fumetto in Italia si debba fare mafia per entrare nelle grazie dell'edicolante?

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