acquabblog

Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.

30 maggio 2007

Appello sul vino: intervista di Franco Ziliani ad Andrea Gabbrielli

E torniamo sull'argomento Appello sul Vino, documento redatto e promosso dal giornalista Andrea Gabbrielli e firmato da oltre settanta protagonisti del mondo del vino, soprattutto produttori ed enologi, ma anche giornalisti. Il fatto nuovo è l'intervista di Franco Ziliani a Gabbrielli, il giornalista promotore dell'appello, apparsa su Il Sommelier, che chiarisce le sue idee: troppi vincoli burocratici dalle DOC, la necessità di qualcosa che liberi la fantasia dei produttori (tipo i "vecchi" Supertuscan), no alla demonizzazione delle "logiche industriali" e delle innovazioni in cantina...

Diciamo che, oggi come oggi, queste idee sono mediaticamente impopolari (chiunque parli di naturalità è accolto trionfalmente, visto che le industrie dell'alimentazione, lungi dal limitarsi a produrre cose sciatte e insapori, pensano bene di combinare dei disastri sul versante della salute e dell'ambiente... ma forse è inevitabile producendo cose sciatte combinare disastri??), e chiunque parli di trasformazione/elaborazione di un prodotto con tecnologie varie è visto con sospetto. Ma d'altra parte il vero potere dove sta?, ci si chiede. È giusto gridare alla sopraffazione ad opera dei "naturalisti" visto che questi effettivamente sono un po' un'armata Brancaleone (detto con il massimo rispetto e simpatia, naturalmente), pure divisi in fazioni e fazioncine?... O forse si sospetta che siano "cavalcati" da qualche furbetto?

Da parte nostra, abbiamo ricevuto in redazione
un testo (work in progress) da parte di Saverio Petrilli, enologo fra l'altro alla Tenuta di Valgiano (lucchesia), reduce da un raduno autoconvocato di produttori in quel di Montpellier. Ci parlavo l'altro giorno a margine di Anteprima, la manifestazione che a Lucca raduna i vini dei produttori dell'Associazione Grandi Cru della Costa Toscana. E lui, focoso com'è, paragonava la riunione a quella delle migliaia di viticoltori che si radunarono proprio a Montpellier nell'ottocento: fu inviato un drappello di soldati che poi non eseguirono l'ordine di sparare visto che si trattava, appunto, di una riunione di contadini... Mi ha promesso che quando finirà il testo potremo divulgarlo...

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29 maggio 2007

Cinque ristoranti

... di qui a sabato. Ce la farò? Non ce la farò? Diciamo che devo farcela, sennò è un casino. Non è questione di stomaco, quello non è mai stato un problema. E' un problema di organizzazione, spostamenti, aperture e chiusure... Ma ho avuto sempre l'ebbrezza dell'ultimo minuto, anzi stavolta non ho neanche traghetti da prendere... E poi ormai ci ho preso gusto, pure troppo... per esempio proprio in questo momento mi stanno trattando bene (ottimi l'insalata di frutti di mare, verdure e crostacei e i tagliolini ai frutti di mare e crostacei, l'orata con le verdure di stagione "montate" sopra è un po' troppo "oliata") e quasi quasi per riprova gli chiedo anche un risotto... Ma insomma, ce la farò o non ce la farò?... Ne riparliamo magari sabato....

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23 maggio 2007

Scuola e ASL... il lungo tragitto del panino scolastico

Ieri mattina passavo di fronte a quella che fu la mia scuola media. All'interno dell'edificio coesiste anche un istituto d'arte e così la merendina durante la ricreazione è un optional assai richiesto.

Ricordo che nel mio liceo c'era la Derna, che faceva sì da bidella, ma aveva messo su anche un piccolo biziness vendendo i panini imbottiti che andava a farsi preparare in un alimentari poco distante. Panini freschi e buonissimi, e a buon mercato.

Poi venne il periodo delle certificazioni sanitarie e dei controlli ASL: chiusero un monte di posticini, ristoranti, baracchine dove si mangiava bene e si spendeva anche poco, e non si potè certo continuare a portare panini non certificati dentro alle scuole (per inciso non si possono neppure più portare dolci fatti in casa, e così se volete festeggiare il compleanno di un vostro figlio dovrete farlo con una bella torta confezionata... pagando di più e godendo di meno).

Di fronte alla mia ex scuola vedo due donne che caricano contenitori termici, di quelli per il trasporto degli alimenti, in macchina e, incuriosito e deformato professionalmente, chiedo a cosa servissero. "Abbiamo portato la merenda ai ragazzi, siamo una cooperativa... da dove? Da Livorno!"

Non so, ovviamente, se quei panini fossero buoni o meno, ma non ho alcun dubbio che far percorrere 100 km (Livorno ne dista 50) a due persone e a un automezzo, per dare la merenda a scuola è un assurdo dal punto di vista economico, energetico, e del buon senso. Per non pensare al tempo e soldi persi in gare e burocrazia.

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21 maggio 2007

La spigola al sale del dalemiano DOC

"Non ti spiegheresti altrimenti le parole compiaciute di uno dei pochi "dalemiani" autorizzati a definirsi tali, mentre si gusta una spigola al sale in un noto ristorante romano: "Ormai siamo nel partito democratico, giusto? E allora lo possiamo dire: finalmente adesso abbiamo due banche. ".

Questo è un piccolo estratto di un articolo che c'era stamattina su repubblica.it, e che mi ha provocato un certo fastidio. L'articolo in questione è un "retroscena", una moda che ha contagiato i giornali (che nel giro di pochissimo tempo si sono come al solito copiati l'uno con l'altro): un giornalista si intrufola non si sa bene dove e carpisce segreti di cui di solito non frega niente a nessuno, visto che alla gente magari importa di più di sapere le proposte che stanno davanti alla scena e che riguardano problemi concreti e non cosucce autoreferenziali. Detto questo, la deformazione "professionale" mi ha spinto a concentrarmi sulla spigola al sale. Dunque, del dalemiano DOC (uno dei pochi autorizzati!) non si sa il nome, ma si sa che si sta a magna' una spigola al sale. Informazione inutile e risibile, ma che lancia diversi messaggi: il pesce in Italia costa caro, al ristorante poi carissimo, quindi fa status, e questo dà lustro all'immagine del nostro politico (tipo le vacanze di qui e di là...). Ma d'altra parte è anche l'immagine alquanto decadente del politico magnone e godereccio, che se la gode nel noto ristorante romano. Ma alla fin fine a me quello che fa più pena è proprio il giornalista, che sta lì a guardare il dalemiano DOC che mangia la spigola al sale aspettando la frase da mettere nel retroscena....

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17 maggio 2007

Le due novità di Populonia


Due novità ho trovato salendo per il quarto anno consecutivo a Populonia, delizioso borgo etrusco che domina le acque azzurre e cristalline del golfo di Baratti. La prima è che hanno aperto l'Acropoli, una nuova grande area del parco archeologico che fa da pandant alla Necropoli, giù dabbasso in prossimità del golfo medesimo. La seconda è che il ristorante che vado a visitare ha sulla sua porta, unico, un vistoso "bollino" adesivo che indica la presenza nella Guida Michelin 2007. Visto che nella Guida c'era anche l'anno scorso (però la fascia di prezzo è sostanzialmente cambiata, passando da 38/73 a 77/90... povera signora... io consiglierei quei quattro numeri per una quaterna secca) devo dedurre che la Guida per eccellenza ha vinto il suo tradizionale aplomb e, come le nostrane, si è messa anche lei a distribuire gli adesivi che ricoprono le porte di molti ristoranti. Anzi, a dirla tutta, da quello che ho visto giorni fa a La Ciau del Tornavento di Treiso (una stella) mi sa che mandano anche le stelle, delle belle pataccone metalliche con tanto di supporto che serve ad appoggiarle su un piano, fatte a immagine e somiglianza delle preziose effigi che fanno la fortuna di ogni ristorante. A questo punto, un ulteriore motivo per riuscire ad andare a qualche "due stelle" (ma purtroppo mi capita molto di rado) è vedere se hanno dato due patacche o hanno fatto una patacca "ad hoc" per le due stelle (il discorso si può ovviamente estendere alle tre stelle).

Ma basta con le digressioni: il ristorante è un piccolo scrigno (tinte forti alle pareti, tappeti, quadri...) ma su consiglio mi accomodo fuori, in una traversina del corso. Noto un menu e leggo "penne al pomodoro...", la cameriera mi appoggia una tovaglietta stile macellaio e a quel punto io non posso fare a meno di vincere un vistoso imbarazzo e scegliendo malamente le parole dico: "veramente io vorrei fare un pranzo ufficiale...". Lei si scusa, e mi porta fuori l'apparecchiatura che c'è dentro, anche se io le assicuro che non è l'apparecchiatura che mi interessa, ma il menu..... Arriva nel frattempo un gruppo di romani, che però vanno dentro "perché a noi ce piace de sta' comodi". Immediatamente, e con la sicurezza di chi un tempo dominava il mondo, attaccano bottone in un divertente anglo-romanesco ad una coppia di australiani e si mettono a parlare di moto, dal che deduco che sono motociclisti. La loro conversazione sarà un bel diversivo.


Il locale punta molto, e orgogliosamente, su degli sfiziosi antipasti: innanzitutto il carciofo ripieno di moscardini tritati, poi la crêpe ripiena di purea di patate e gamberi, insomma cose che possono stupire. Ma siccome questi antipasti sono quattro-cinque, e sono sempre quelli da quattro anni, io ho abbastanza finito di stupirmi. Comunque, la crêpe è buona. Sono normali gli gnocchi alla rana pescatrice e pomodoro. Quando poi mi arriva il secondo il buonumore di essere in quel bel posto (e che si raggiunge attraversando una strada fantastica) mi fa generare il seguente pensiero, secondo me molto divertente: se queste mazzancolle che vedo nel piatto per miracolo potessero resuscitare, si ritroverebbero a sguazzare non più nell'acqua azzurra e cristallina che ho menzionato all'inizio, ma nel bel giallo dell'olio....

Ma insomma, basta con l'ironia. Grazie di esistere, caro ristorante, che mi hai fatto andare per quattro volte a Populonia!

PS: secondo me per un menu completo vino escluso si spendono sui 50 euro (ma dipende dal pesce che si prende). Se volete provare la cinquina....

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16 maggio 2007

Un omaggio fotografico per ricordare i Naturali...


A Naturalmente vino abbiamo avuto anche cineoperatori e fotografi in cerca di "bei tipi" da immortalare. Ecco l'omaggio di uno di essi (Nando Melillo) che si è divertito sul brindisi del decano tra i nostri visitatori.

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14 maggio 2007

Due partecipanti (felici) di Naturalmente vino


Eccoli!

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13 maggio 2007

Diario da Alba Wines Exhibition: 10 maggio, ultima giornata


Siamo arrivati all'ultimo giorno, il giovedì. Arrivo alle 11.30 e mi rendo conto che il caldo, sempre più intenso, rischia di rovinare la festa: i vini rischiano di non essere più alla temperatura giusta, in una annata alcolica come la 2003, poi... A proposito, mi dicono che ieri La Morra sia stata duramente colpita e che sia stata una giornata durissima per il bravo degustatore. Ma oggi tocca a Monforte d'Alba ed alle Riserve 2001 (si esce dal tunnel!). Intanto io penso: sono 72 vini, se riuscissi a smaltire cinque batterie da cinque vini all'ora, in tre ore me la cavo. Beh, Monforte d'Alba se la cava in buona scioltezza, con punte di grande soddisfazione; mi sono piaciuti i vini di Monti che non conoscevo, buono il Vigneto La Villa di F.lli Seghesio, e poi bene Elio Grasso, Gianfranco Alessandria, Mauro Veglio. Ma è con le RIserve 2001 che arrivano i fuochi artificiali, degna conclusione della kermesse. Che dire? Sorprese e conferme: il Sarmassa di Cav. Enrico Beredano, Giacomo Borgogno, l'Audace di Roberto Sarotto, Bricco Parussi di Gianfranco Bovio, il Vignolo di Fratelli Cavallotto, Rocche Rivera di Luigi Oddero, F.lli Monchiero, Cascina Rocca (qualcuno la conosce? devo assolutamente approfondire...), l'Adasi-Costa Ravera di Famiglia Anselma, il Bussia di Armando Parusso, stupendo il Vigna Rionda di Oddero, il San Bernardo di Palladino....il Vigna Rionda di Massolino-Vigna Rionda.... MAMMA MIA! ... e siamo arrivati al vino n. 298, ossia praticamente alla fine.
Poi, interessanti visite dal giovane Enrico Rizzi (assaggiati uno per uno i cru, vendemmie 2005 e 2006) e dai vignaioli riuniti nella piccola cooperativa Pertinace.
Finalmente, poi, a La Ciau del Tornavento per la cena di gala... meriterà un "post" a parte.

Foto: la fioritura del nebbiolo un mese in anticipo: sarà un altro 2003?
Le "sfiziosità dello chef" a La Ciau del Tornavento con sullo sfondo le colline di Barbaresco

11 maggio 2007

Naturalmente vino... ultime notti (insonni)

Non c'è verso, hai voglia di dirti "questa volta mi organizzo prima e arrivo agli ultimi giorni con meno cose da fare..." non c'è proprio verso, prima di un evento come questo si dorme poco. E se non bastasserro gli imprevisti fisiologici, le piccole dimenticanze, l'accumularsi delle urgenze alla vigilia, ecco che qualcosa di veramente imprevisto spunta sempre.

Lo scorso anno, per la degustazione di vini friulani, contavamo su una calda serata (erano i primi giorni di giugno) visto che le oltre duecento persone che avevamo a cena avrebbero dovuto accomodarsi sulla affascinante terrazza in riva al mare. Affascinante ma terribilmente fredda in qui primi giorni di giugno. Ricordate? Noi lo ricordaimo di certo, fino all'ultimo momento sembrava di dover cenare in cappotto... poi proprio l'ultimo giorno venne fuori un bel solicello, il vento si placò e tutto andò bene.

Quest'anno sembra che il tempo dia meno preoccupazioni, anche se non bisognerebbe dirlo, per scaramanzia, e cosa ti troviamo sulla nostra strada? A completa nostra insaputa, fino a ieri, l'amministrazione viareggina ha decretato la chiusura delle strade proprio di fronte al luogo della degustazione dalle 10 alle 12,30 di domenica, per una gara di triathlon... e quando si dice chiusura non si intende solo alle automobili ma anche, in certi momenti, ai pedoni, visto che transiterà la gara ciclistica.

Beh, il primo pensiero è stato "poco male, la degustazione inizia a mezzogiorno... solo mezz'ora di ritardo..." ma subito dopo "oddio! e i sessanta produttori, tra vignaioli e gastronomi, che proprio in quelle ore dovranno scaricare centinaia di cartoni di vino, formaggi, salumi, miele, cioccolata... aiuto!!!"

Da ieri stiamo lottando per risolvere questo "problemino da nulla", e specialmente il nostro Fernando ha iniziato, a non dormire prima di tutto, e poi una staffetta tra uffici comunali, vigili urbani, organizzatori del triathlon, gestori del centro congressi...

Insomma, alla fine forse uno spiraglio di soluzione l'abbiamo trovato, ma gran parte del vino e del cibo andrà comunque portato a mano alle sale di degustazione, una sana operazione di facchinaggio, tanto per tenerci in forma (noi e i produttori).

Insomma, ci risiamo quasi. Due mesi fa Terre di Toscana ci ha dato un grande soddisfazione, speriamo di replicare con Naturalmente Vino... e poi ci riposiamo!

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09 maggio 2007

Diario da Alba Wines Exhibition: 8 maggio, seconda giornata

Ore 9, fresco e riposato, riprendo posto nello stesso tavolo di ieri, e medito: che organizzazione! Sommelier solerti e cortesissimi quasi corrono su e giù per la sala, non un vino che manchi, bottiglie cambiate in caso di dubbi....

Anche oggi 75 vini: Barbaresco 2004 del comune di Barbaresco ed altri (ieri erano stati smaltiti Neive e Treiso), poi Barolo 2003 di Verduno e una ventina da Serralunga d'Alba, fra terroir più affascinanti di Langa.

Fra i Barbaresco mi è sembrato molto in forma il Martinenga di Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy, naso affascinante ma qualche vuoto per il Rabajà di Bruno Rocca. E poi fra gli outsider menzionerei la bella prestazione del Sorì Montaribaldi di Montaribaldi.

Barolo 2003: a Verduno e Serralunga l'annata è stata meno inclemente del previsto: molte freschezze impreviste, naturalmente qualche eccesso alcolico, ma non si poteva pretendere diversamente; infine, qualche chiusura rapida ma anche tanti begli esempi di finali con quella bella frustata e invasione del palato "alla nebbiolo vero".. Alcune notazioni: ottimo ad esempio l'Asili di Michele Chiarlo, molto buono l'Enrico VI di Monfalletto, positivo il Monvigliero di Fratelli Alessandria, positive sorprese dal Vitalotti di Carlo Boffa, dal Massara Castello di Verduno, dal Villero di Cascina Rocca, più che discreto il duo di Ettore Germano, meno travolgente del solito il Barolo di Massolino-Vigna Rionda.

Mercoledì niente diario perché sono rientrato, ma giovedì, se tutto va bene programma da urlo: gli ultimi 75 vini (che precisione 'sti piemontesi...) che saranno i Barolo 2003 da Monforte d'Alba e i Barolo Riserva 2001, nel pomeriggio due visite in azienda che mi sono fatto prenotare (Rizzi e Pertinace) perché in entrambi i casi entrmbi i vini presentati mi sono piaciuti molto, e la sera, cena di gala nel bello (e stellato) La Ciau del Tornavento!

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08 maggio 2007

Diario da Alba Wines Exhibition: 7 maggio, prima giornata

Che bello! La strada che porta ad Alba dall'uscita Asti Est della Piacenza-Torino non è più una superstrada+statale, ma è diventata un'autostrada... Stanno costruendo i caselli e per ora è gratis. Certo, non so l'impatto sull'ambiente, ma quei camion che supero con scioltezza mentre al palazzo dei congressi di Alba stanno iniziando le degustazioni mi si sarebbero parati davanti senza speranze e sai che nervoso...

Ma ecco il diario della prima giornata ad Alba Wines Exhibition. Assaggio di 29 campioni di Roero e 45 di Barbaresco dalle zone di Treiso e Neive dalle 9.30 alle 13.30; riposino/dormitina all'hotel Savona (non è il massimo della comodità stando al palazzo dei congressi ma è centrale, carino, classico e un po' consunto) ed altri assaggi all'Enoteca di Canale, il posto dove c'è anche il ristorante stellato di Davide Palluda, che ha anche fatto capolino. Qui ho scelto i Roero Arneis per spezzare la dittatura dei rossi in una splendida giornata di sole, infine cena dal produttore Giacomo Vico.

Oggi era di scena l'annata 2004, molto positiva, che ha dato origine ad alcuni vini molto buoni, anche se non sono mancate le "scivolate". Dal Roero, belle conferme per il Roche d'Ampsej di Matteo Correggia, il Trinita di Malvirà, il vino di Almondo (ma molti non sono stati d’accordo, problemi di bottiglie?), il Prachiosso di Angelo Negro, il Braja di Deltetto, il Superiore di Giacomo Vico (confermato da un buon 2001 sentito a cena). Per il Barbaresco mi sono parsi fuori centro i vini de La Spinetta (anche lo Starderi); belle/splendide conferme da: Cascina Luisin, il Sori' Burdin di Fontanabianca, il Basarin di Moccagatta, il Sori' Paitin di Paitin. Belle sorprese: l'Ausario e il Teorema di Molino, il Vigneto Marcarini e Vigneto Nervo di Pertinace, il Pajore' "Suran" e il Nervo "Fondetta" di Rizzi e i vini dei F.lli Giacosa.

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Appello sul vino, il mercato e l'enologia del terzo millennio

Ecco il testo di un appello che sarà presentato alla stampa tra due giorni, a Roma. Un appello per la libertà di ricerca enologica, contro "un preoccupante atteggiamento di chiusura nei confronti dell'evoluzione della scienza enologica e dei mezzi che essa mette a disposizione, ". Molte le firme importanti, che riportiamo in calce all'appello anche se la lista è provvisoria.

Da parte nostra qualche dubbio, forse dovuto alla non perfetta conoscenza della questione, che spero vedremo presto chiarito nella presentazione e nella discussione che ne seguirà.

Per informazioni sulla presentazione, che si terrà il 9 Maggio 2007 alle ore 11,30 presso la Sala Convegni del Monte dei Paschi di Siena, in Via M. Minghetti 30a (traversa Via del Corso), chiamare lo 06 99705682

Ecco l'appello:

Il vino e l’enologia nel terzo millennio

Negli ultimi quarant’anni il vino italiano ha consolidato la sua posizione nel mondo, raggiungendo dei traguardi che sino a qualche decennio fa erano impensabili. È stato un processo lungo e complesso che ha avuto nell’esaltazione della qualità, dell’origine e della territorialità dei vini dei momenti fondamentali.

Tutto ciò però è stato possibile grazie alla rivisitazione sia delle pratiche agronomiche nelle campagne sia all’incessante evoluzione della ricerca e dell’applicazione della scienza enologica nelle cantine. In questo modo i nostri vini hanno compiuto un deciso salto di qualità, anche dal punto vista organolettico, recuperando quel gap di conoscenze ed esperienze che in passato ci aveva fortemente penalizzato sui mercati internazionali.

Oggi il nostro Paese ha una posizione di primo piano nel mondo grazie proprio all’ammodernamento e allo svecchiamento delle cantine dal punto di vista tecnologico e strutturale e dall’efficacia dei protocolli enologici moderni applicati sia dalle grandi che dalle piccole aziende.

In passato i vini italiani si sono segnalati all’attenzione internazionale per la capacità di rompere gli schemi affiancando alla produzione tradizionale una ampia schiera di vini che hanno fatto dell’innovazione la loro cifra stilistica e sono riusciti ad interpretare con fantasia e meglio di altri, i gusti e le esigenze del consumatore internazionale, tenendo per altro alta, in un momento molto difficile, l’immagine del vino italiano. I cosiddetti Supertuscan, ieri classificati come Vini da Tavola (VdT) oggi come vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT), sono stati in questo campo l’esempio di maggior successo.

A fronte di ciò negli ultimi anni si è sviluppata una corrente culturale che vuole imporre una visione che tende a limitare gli orizzonti della ricerca e dell’enologia. Il confronto insomma si è spostato e non è più solo tra conservatori e innovatori. Infatti da una parte c’è chi in nome del rispetto della tradizione considera l’enologia come un sistema chiuso alle novità, sostanzialmente incapace di ascoltare. Dall’altra c’è chi, pur rispettando profondamente l’origine e la storia dei prodotti, vuole esaltare questi aspetti sfruttando tutte le possibilità offerte dalla moderna enologia e tecnologia ad essa collegata, interpretando le sollecitazioni che vengono da un mercato ormai planetario.

Le discussioni su certi aspetti del nostro mondo del vino, hanno evidenziato un preoccupante atteggiamento di chiusura nei confronti dell’evoluzione della scienza enologica e dei mezzi che essa mette a disposizione. L’enologia non può limitarsi ma deve essere in grado di cogliere tutte le opportunità, soprattutto quelle che permettono di abbassare i costi e di aumentare i profitti delle aziende, rendendole sempre più competitive.

Noi che a diverso titolo ci occupiamo del vino, esprimiamo la nostra preoccupazione perché i dati scientifici vengono sistematicamente ignorati, preferendo la banalizzazione degli argomenti all’approfondimento. Senza adeguati approfondimenti tecnici, scientifici ed economici non si può pensare di affrontare con efficacia la competizione internazionale e incrementare la qualità dei nostri prodotti.

Seguono firme dei promotori

Andrea Gabbrielli (Giornalista)
Robero Zironi (Professore ordinario Università di Udine)
Luigi Odello (Centro Assaggiatori Brescia)
Fabio Turchetti (Giornalista)
Andrea Sartori (Casa Vinicola Sartori)
Piero Mastroberardino (Mastroberardino)
Riccardo Cotarella ( Enologo)
Carlo Ferrini (Agronomo Enologo)
Gioia Cresti (Enologa)
Ezio Rivella (Pian di Rota)
Stefano Campatelli (Direttore Consorzio Brunello di Montalcino)
Barbara Tamburini (Enologa)
Attilio Pagli (Enologo)
Alberto Antonini (Agronomo)
Paolo Bisol (Ruggeri)
Lucio Brancadoro (Ricercatore Università di Milano)
Claudio Gori (Enologo)
Paolo Tommassini (Enologo)
Vittorio Fiore (Enologo)
Stefano Chioccioli (Enologo)
Filippo Mazzei (Marchesi Mazzei)
Nicodemo Librandi (Librandi)
Andrea D’Ambra (Casa d’Ambra)
Franco Giacosa (Zonin)
Michele Farro (Cantine Farro)
Piernicola Leone De Castris (Leone De Castris)
Giovanni Dimastrogiovanni (Enologo, Agronomo Leone De Castris)
Roberto Cipresso (Enologo)
Cesare e Andrea Cecchi (Cecchi)
Rudy Buratti (Enologo)
Alessandro Candido (Candido)
Giuseppe Martelli (Direttore Assoenologi)
Sandro Boscaini (Masi Agricola)
Alessandro Botter (Botter)
Alberto Canino (Giovanni Bosca Tosti)
Etile Carpenè (Carpenè Malvolti)
Renzo Cotarella (Marchesi Antinori)
Lamberto Vallarino Gancia (Gancia)
Francesco Ricasoli (Ricasoli)
Giacomo Rallo (Donnafugata)
Pietro Alagna (Carlo Pellegrino)

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06 maggio 2007

Alba

Beh, questo è un post dal titolo altamente ambiguo: Alba, perché domani all'alba partirò per Alba. Infatti inizia Alba Wines Exhibition, presentazione delle nuove annate di Roero, Barbaresco e Barolo. Uno dei più grandi tour de forces del degustatore, poco meno di cento vini al giorno per cinque giorni, che quest'anno si riducono però a quattro perché il 2003, per il Barolo è annata "piccola" (ma vedremo!) e che mette paura per i suoi tannini che si prospettano terribili... Invece ci saranno poi il Roero 2004 e Barbaresco 2004. A presto per aggiornamenti!

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La cinta senese al supermercato


Confesso di avere sobbalzato quando negli scaffali di un supermercato ho visto evidenziato un settore dedicato ai salumi da maiale di Cinta Senese che, ricordiamo, è una razza recentemente recuperata e il cui allevamento, a quanto so, è sottoposto a regole piuttosto rigide. Il risultato è che i prodotti che se ne traggono sono considerati di pregio, ed effettivamente hanno sapori intensi, fonte di grande godimento per il palato. Il mio stupore derivava forse dal fatto che avevo sempre incontrato questi prodotti in manifestazioni enogastronomiche, accuratamente presentati.... e trovarli al supermercato mi ha dato una strana sensazione. Ma bando agli snobismi e largo alla curiosità! Fra pancette, lardi, finocchione, scelgo un semplice salame, che, leggo, ha l'imprimatur del Consorzio di Tutela del Suino Cinto Toscano. Ma dopo l'imprimatur, leggo anche che il detto salame contiene, fra gli ingredienti, conservanti e saccarosio... C'è qualcosa che non torna?

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02 maggio 2007

Naturalmente fantasiosi...

Avete letto i nomi dei vini che saranno presenti a Naturalmente Vino (13 e 14 maggio a Viareggio)?

Non c'è che dire, i vignaioli naturali vincono non solo per empatia ambientalista, ma anche per la fantasia con cui scelgono i nomi dei loro vini, frutto evidente di un coinvolgimento alto nella creazione del proprio vino.

Ecco una selezione dei più ispirati nomi propri che troverete a Viareggio:

Refosco dal Peduncolo Rosso SolSiRe
Arcese Bianco
Uis Blanchis, Alì e Uis Neris
Il Carica l'Asino e Barbera d'Asti Asinoi
Dolcetto Nibiò e Barbera Mounbé
Brumaureo
Annick, Nicole e Nicolò
Arcipressi Bianco e Rosso
Terra e Cielo, Daino Bianco
Terre a Mano
Sovana Rosso Superiore Terreeteree
Venuste, Isistro e Montecucco Sangiovese Trasubie
Ageno
La Rovinata
Saetta e Tzingana
Siccagno
Cuore Di..Vino, Contro la Guerra, Pepe Bianco, Pepe Rosso e Pepe Nero
Matis e Rio de' Messi
Intenso e Pico della Marronaia
Dopoteatro
Harmoge, Viassö, Tonos e Çericò
Un Verduz dal Cinq, Un Piculit dal Cinq e Une Mufe di Piculit dal Quatri
Giallo dei Muri
Bianco Sialis, Tokai Friulano e Rosso Stamas
Cerasuolo rosa-ae, Cocciapazza e Mazzamurello

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