No, non voglio parlarvi del TigullioVino.it Meeting, che è andato bene e anzi è stato anche
santificato dalla nascita di Viola Ronco, figlia dell'organizzatore Filippo (COMPLIMENTI!), ma della mattina dopo, stamani per essere precisi, quando, dopo essermi svegliato sotto la pioggia, ho impiegato l'oretta di tempo che avevo in attesa del treno per girellare nel centro di Rapallo.
Sarà forse che la geografia impervia della riviera ligure impedisce il dispiegarsi massiccio dei supermercati, sarà per la ricchezza dei luoghi, sarà per la grande percentuale di anziani che scelgono Rapallo come
buen retiro, sarà per tutto questo insieme, ma passeggiare nella zona commerciale di Rapallo, nella parte più espressamente dedicata ai prodotti alimentari è stato un bell'inizio di giornata.
Tra le numerose gastronomie, i negozi di pesce, le macellerie, i golosissimi panifici (focaccia ligure e al formaggio tanto per dirne due...), le enoteche, i bei bar, ecco che spunta un mercatino ortofrutticolo. Niente di fisso, piccole bancarelle messe su con le cassette della frutta e tavole, ma una bellezza e una varietà dei prodotti da passarci mezz'ora a rigirarsi attorno.
Non ho assaggiato nulla, ma la qualità dei prodotti era evidente, i prezzi più o meno come all'
iper, e anzi, come sempre succede, probabilmente inferiori per le verdure di stagione. E poi, mi ripeto, quanta roba diversa che c'era. Ho contato almeno cinque tipi di ciliegie, di provenienza e tipo diverso. Non c'erano semplicemente "le ciliegie", ma i duroni e le ferrovia, di Vignola e della Puglia... e così via per le zucchine, coi bei fiori gialli aperti e turgidi, e le erbette di campo, e le tenere insalatine...
La conclusione è la solita, pochi anni fa tutta l'Italia dava quello che ho visto a Rapallo, e ora? Chi ci ha ridotto così?
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