A pranzo con Angelo Gaja e Nicolò Incisa

Scritto da Riccardo il 24 gennaio 2008 alle 11:19


Ore 13.30 di ieri: in orario sulla mia tabella di marcia, parcheggio in via Verdi 22 a Cecina, di fronte al ristorante Scacciapensieri. Mi aspetta un pranzetto solitario, quando vedo sfrecciare (a piedi) Angelo Gaja che mi scruta. Poi torna indietro: “Come vaaaa… vedo che pubblicate sempre le mie c….te! Sei a pranzo qui? Però, mica ti mangi un panino a pranzo tu, eh… Stai con noi! C’è anche Nicolò Incisa, anzi mettiti qua, vicino a lui”. Apprendo che l’occasione di questo pranzo conviviale è stata una degustazione comparata dei vini di Piemonte e Toscana di Gaja e Incisa, alla presenza di un collaboratore della Revue du Vin de France.


Il pranzo inizia. Gli altri si godono gli spaghetti alle vongole veraci? Per lui puntarelle! Poi, i pesci giganteschi che sfoggia Aldo Buonazia (patron di questo storico locale che ha fatto scuola nella zona) bolliti con olio o maionese casalinga. Gli altri cedono al millefoglie alla crema? Per lui un’arancia.

Nicolò Incisa da parte sua è appena rientrato dal Sudamerica, in Argentina ha un nuovo collaboratore che vende il Sassicaia en primeur. A proposito di Sassicaia, mi informo se ha trovato nuovi mercati. E nel caso, aumenterà la produzione? “No, rimane stabile sulle centomila bottiglie, anche perché conviene averne sempre una in meno della richiesta…” E Gaja apostrofa: “Eccolo là, lo sapevo che iniziava a far domande! I mosti concentrati, profumatamente finanziati dal denaro pubblico! Chi li produce, da dove vengono, dove vanno? Di questo si dovrebbero occupare i giornalisti del vino, altro che del numero delle bottiglie di Sassicaia!”

Incisa è piuttosto preoccupato perché i produttori aumentano ma lo stile dei vini di Bolgheri è ancora piuttosto incerto e poco identificabile. E vede nei suoi colleghi una spinta all’isolazionismo nei confronti delle zone con le quali prima era collegato, ossia la pisana Montescudaio e la livornese Val di Cornia. Un isolazionismo che non condivide e considera perdente.

Mi sembrava di aver orecchiato qualcosa riguardo a delle trattative in corso e al momento di salutare chiedo a Gaja se non stia per caso comprando qualcosa: “Comprare io? Semmai vendo!”

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6 Responses to “A pranzo con Angelo Gaja e Nicolò Incisa”

  1. consumazioneobbligatoria Says:

    riccardo che ci facevi a pranzo allo scacciapensieri in un giorno infrasettimanale? da solo per giunta? ps. grazie della difesa d’ufficio sul blog… af

  2. Riccardo Says:

    Sai, invece del solito panino a pranzo…
    Piuttosto, come e’ andata a Hong-Kong??

  3. consumazioneobbligatoria Says:

    hong kong che dire, è molto bella città, ma sono stato a tokyo :) )
    sto scrivendo qualche report sul mio blog… af

  4. cuoco a domicilio Says:

    hong kong…che città ragazzi!

  5. Anonymous Says:

    “No, rimane stabile sulle centomila bottiglie, anche perché conviene averne sempre una in meno della richiesta…”

  6. Riccardo Says:

    Non ho capito: c’e’ qualcosa di assurdo o e’ un approccio troppo “affaristico”?

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