Marchesi grande classico

Scritto da Riccardo il 24 luglio 2008 alle 14:59

Guardandolo, lì, nel piatto, il “Riso, oro e zafferano” di Gualtiero Marchesi non può che farti ripensare ai grandi classici, magari della musica, magari eseguiti quando l’autore era ancora in vita. Penso a Stravinsky che dirige la sua “Sagra”. Magari (anzi sicuramente) c’erano direttori più bravi di lui, magari c’erano compositori più moderni ed innovativi, già riconosciuti e osannati dalla critica. Ma meno, o per niente, “classici”.

Certo, si è ormai capito che la categoria dei critici gastronomici a Marchesi non piace, e contro di essa usa degli argomenti a volte veramente ingenui: come si fa a dire che un critico deve saper cucinare? Un critico (letterario, artistico, musicale… e gastronomico) deve saper cogliere lo “spirito” che un artista (cuoco), spesso senza saperlo, incarna nelle sue opere (piatti), e lo deve saper fare attraverso i suoi studi, le sue esperienze, il suo acume.

Ma non c’è niente da fare: quando io vedo Marchesi, non posso non vedere un pezzo di storia che si muove con lui…

PS: La foto di Gualtiero Marchesi è stata scattata mentre rilasciava una intervista “an plen air” in una terrazza all’Albereta, che io ho colpevolmente seguito solo per poco tempo: in quel momento parlava dei menu, che non devono essere sequenza di piatti, ma atti di uno spettacolo che rimandano al precedente e richiedono il successivo. Un alternarsi ragionato di contrasti, consistenze, stagionalità …….

PPS: Ma che buona la pasticceria servita a tradimento in un innocente “light lunch”….

Parole chiave: , , ,
Pubblicato in mangiare bere uomo donna | Commenti (0)

Leave a Reply

Gli ultimi commenti

Di recente

In archivio

Meta