Che bello: il latte alla spina

Scritto da Riccardo il 12 agosto 2008 alle 0:07

Qualche tempo fa, durante un giro in auto attorno al lago d’Iseo, percorsa tutta la costa est (bresciana) e prima di ridiscendere da quella ovest (bergamasca) arrivo sulla “punta”, alle pendici delle Alpi, e mi fermo in un paesino (Esine, se non sbaglio).

Qui scorgo un distributore di qualcosa con cui un padre di famiglia sta riempiendo un grosso contenitore. Mi avvicino guardingo e scopro che trattasi di un distributore di latte crudo (di montagna) alla spina! Prendo la bottiglia di plastica dal distributore (20 centesimi), infilo una moneta da 50 centesimi… et voilà, mezza bottiglia è riempita. E che piacere, in una giornata calda, scolarsi mezzo litro di freschissimo (in tutti i sensi) latte di montagna!

 

 

 

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6 Responses to “Che bello: il latte alla spina”

  1. Luca Says:

    Chilometro ZERO, chilometro ZERO! Questo è il nuovo paradigma, la nostra salvezza!!!

  2. Riccardo Says:

    Beh, è un “dibbbattito” apertissimo su questo fra i gastrofili, anche quelli più “naturalisti”. Per dire, io non ho fatto zero chilometri per andare fin lassù, e gli amati formaggi d’alpeggio se ne rimarrebbero lontani, ahinoi…

  3. Luca Says:

    Beh, la risposta è persino ovvia: se gli amati formaggi di alpeggio li vogliamo far mangiare a tutti tramite la grande distribuzione… cominceranno a farli col latte delle mucche olandesi. Perché restino così come sono dovremo accontentarci di gustarli raramente, facendo i dovuti chilometri e rimirando le verdeggianti cime dove nascono.

    Una risposta meno poetica e più pragmatica è che il chilometro zero vale specialmente per gli alimenti quotidiani, come il latte, e qualche chilometretto ai prodotti meno usuali lo possiamo anche permettere. Però, guarda, proprio poche sere fa sono andato a cena in un positicino quì sulle apuane. Una bottega artigianale dove lavorano il maiale, che da qualche tempo si è aperta al pubblico e offre spuntini. Insomma, assai a chilometro zero, anche se veramente da dove prendano i maiali non lo so. Sotto di noi scorreva un torrente dalle acque fresche e chiarissime, e quella è zona di fonti purissime.

    Sediamo e ci mettono sul tavolo la solita bottigliozza di plastica di acqua minerale… imbottigliata sul Vulture!!!

    Non so se sia colpa dell’ASL, ma questa è stupidità allo stato puro. Io farei una legge apposta, altro che disciplinari del vino: galera a chi sposta l’acqua oltre i 100 chilometri!

  4. acquabblog » Pagine » Ancora sul latte alla spina Says:

    [...] che oggi sul blog Papero Giallo è riportato il link per avere informazione sui distributori come quello di Esine: [...]

  5. acquabblog » Pagine » Latte crudo bollito? Ma allora che gusto c’è? Says:

    [...] fa avevo raccontato di un emozionante incontro con un distributore di latte alla spina dalle parti del Lago d’Iseo. Poi c’è stato [...]

  6. lago iseo Says:

    di strutture per la distribuzione del latte sul lago d’iseo ce ne sono anche ad iseo sarnico

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