Considerazioni “biodinamiche”

Scritto da Enzo il 5 novembre 2008 alle 12:38

Si parla ormai troppo spesso della biodinamica, forse senza nemmeno cercare di andare alla fonte delle frasi fatte che si moltiplicano a dismisura. Vorrei allora ricordare che per questa specie di “filosofia” i vari preparati da inserire nel terreno DEVONO essere considerati dei veri e propri organismi viventi. A questo riguardo, sperando di aprire gli occhi a qualcuno, e per far comprendere come questo sia possibile, vale la pena di scendere nei dettagli della preparazione di almeno uno dei suddetti “preparati dinamici” essenziali, il cosiddetto preparato 500, uno di quelli da spargere direttamente sul terreno. Voglio chiarire molto bene che ciò che sto per riportare è stato preso letteralmente da uno dei più autorevoli testi di agricoltura biodinamica e non è assolutamente frutto di una mia interpretazione personale.
“Per ottenere il preparato si deve prendere un corno di mucca, la quale abbia partorito almeno due volte, e riempirlo di sterco. Poi lo si sotterra all’inizio dell’autunno ad una profondità di 30-50 cm. Nel giro di qualche mese, all’interno del corno, si scatena un condensato di energie vitali, radianti e centripete, esaltate da forze di origine cosmica, che accentuano la trasformazione dinamica del contenuto del corno. In primavera questo si dissotterra e quindi si passa all’applicazione sul terreno. Per un campo di 1/3-1/4 di ettaro, si devono sciogliere 40-50 grammi del contenuto del corno in circa 10 litri d’acqua tiepida (meglio se piovana). Utilizzando un secchio di legno od un vaso di pietra, si inizia a rimescolare con un bastone in modo da formare un gorgo profondo, che viene mantenuto col movimento per 1-2 minuti. Poi si cambia direzione e si agita in senso inverso finché si formi di nuovo il gorgo, si cambia ancora senso e così via per un’ora intera, in modo che il potere dinamico del preparato venga incorporato nell’acqua. Attenzione però: se si cerca di abbreviare la durata dell’operazione o si agita meno intensamente si va incontro ad un sicuro insuccesso !”
Una descrizione veramente istruttiva. Personalmente, io sono rimasto molto colpito dal corno di mucca ( la quale abbia però partorito almeno due volte…), dalle strane energie radianti e centripete, dalla sequela dei movimenti alternati e vigorosi, ed infine dalla non scontata riuscita dell’intera operazione (chi sbaglia è perduto….). Ho in realtà l’impressione di aver letto la ricetta di una pozione magica (magari un filtro d’amore) di qualche stregone medioevale o di qualche malvagia fattucchiera. Tutto ovviamente senza spiegazioni. A chi solleva plausibili obiezioni in merito, viene normalmente risposto: non preoccuparti del perché. Segui le pratiche e vedrai il risultato!

Attendo commenti. Mi prendo ovviamente la responsabilità di quanto ho detto, soprattutto quando si sconfina nel campo astronomico….

Pubblicato in ironicaMente | Commenti (41)

41 Responses to “Considerazioni “biodinamiche””

  1. Luca Says:

    Beh, Enzo, ogni commento mi pare superfluo… però non imperversare così o apparirai un Torquemada (alla rovescia)!

  2. enzo zappalà Says:

    Hai ragione Luca … Tornerò ai miei raccontini ingenui e spensierati…

  3. lamberto Says:

    Io ho già commentato ,l’articolo di Fernando su Panzano dicendo la mia; l’unica cosa che ricordo a Enzo è che la viticoltura , come ogni altra attività umana in cui entra il commercio, vive di novità e invenzioni molte volte fasulle ma che fanno notizia e frammentano il mercato. Qualche anno fa si parlava di non potatura dei vigneti, della concimazione solo fogliare della vite, degli impianti ultrafitti su qualsiasi varietà, sulla riduzione di produzione che portava inevitabilmente a prodotti di elevatissima qualità ecc., poi oggi le mode passano e i francesi voglio permettere la dealcolizazione del vino!
    Tutto per fare notizia e diversificare un mercato che è in difficoltà sopratutto per il continuo calo dei consumi e l’eccessivo costo del prodotto al pubblico. Così ci si inventa una nicchia di mercato che tira e ci si infila in quella per poter giustificare prezzi e supposte qualità. Non a caso la biodinamica è dei primi del ’900 ma la scoprono tutti ora!!!

  4. enzo zappalà Says:

    @Lamberto,
    sicuramente sono d’accordo con te. Tuttavia quando vedo persone “abboccare” ingenuamente (e conosco vari produttori che ci sono caduti senza secondi fini, ma credendoci veramente) mi altero un pochino…. Chiedo scusa

  5. Luca Says:

    Di cosa scusa Enzo? Vi anticipo che stiamo pensando a una serie di pezzi sull’argomento, da pubblicare sulla rivista, con contributi esterni, in modo da parlarne più approfonditamente.

  6. enzo zappalà Says:

    ottimo Luca! se c’è bisogno sono a vostra disposizione

  7. chiara Says:

    Io ho conosciuto personalmente un produttore che “ci è cascato” e che sperimenta con successo queste tecniche.
    Penso che prima di esprimere giudizi sia il caso di ascoltare qualche esperienza diretta. Vi faccio un nome: Beppe Ferrua di Fabbrica di San Martino, Pieve Santo Stefano, Lucca.
    Io frequento spesso la sua azienda e posso testimoniare che i suoi vini sono sorprendenti.
    Comunque, sarebbe ottimo se se ne parlasse di più, in modo da sdoganare tali concetti e renderli meno “settari”, come possono apparire.

  8. Riccardo Says:

    È vero. Da parte mia aggiungo che durante la manifestazione che l’anno scorso organizzammo e dedicammo appunto ai vini da agricoltura biologica, biodinamica, ecc…, Naturalmente Vino, vi fu un seminario di Stefano Bellotti, vignaiolo e presidente di Renaissance Italia. Fu interessante, anche avvincente, e mise in luce cose non so se giuste ma sensate (tipo: il biologico è per le concimazioni naturali, il biodinamico è rigorosamente per non concimare….). Però glissò completamente sugli aspetti esoterici, tipo i corni ecc ecc. Ci sarà un motivo?

  9. enzo zappalà Says:

    @Chiara,
    io conosco moltissimi produttori che non fanno biodinamica ma fanno vini buonissimi. Bisogna stare attenti a non andare subito a conclusioni: chi fa questo ottiene quello, e allora questo funziona…Le cause potrebbero essere altre. Come astronomo da 40 anni posso sicuramente esprimere giudizi, dicendo che la pratica biodinamica è fondata su assurdità pseudoscientifiche. Non penso nemmeno invece a esprime giudizi sui vini dei “biodinamici”. Penso soltanto che se fanno vini buoni la ragione è un’altra… Tutto qui. Siamo nel 2008 e penso sia l’ora di buttare a mare le superstizioni e le imboniture alla Vanna Marchi. A meno che qualcuno non mi dia delle prove scientifiche e non atti di fede (Galileo insegna). Ben diverse sono invece le applicazioni biologiche. Non facciamo confusioni e leggiamo bene cosa dice Steiner….

  10. enzo zappalà Says:

    @Riccardo,
    se ha glissato sul corno di vacca e sulle influenze astrali, allora NON è un biodinamico. Magari si professa tale forse solo perchè adesso va di moda… Io non posso dire che sono un astronauta, solo perchè studio le stelle e i pianeti. Diamo a ogni cosa la giusta definizione e cerchiamo di avere il coraggio di accettare e spiegare perchè si pensa in un certo modo. SE Stefano Bellotti si dice biodinamico e poi non conosce gli effetti stellari di Maria Thun e le forse occulte di Steiner, non si può far passare da biodinamico, ma solo da attento agricoltore. E poi i vari composti non sono anch’essi concime? Invito tutti ad andare a leggere il trattato sull’agrizoltura di Steiner e i “miglioramenti” apportati dalla Thun. Poi mi direte … Tanto per cominciare potreste leggervi questo …
    http://www.rudolfsteiner.it/weleda/articoli/maria_thun.html

  11. enzo zappalà Says:

    caro Riccardo,
    torno da te… ho recuperato un articolo scritto da Stefano Bellotti sulla Biodinamica e ti accludo una parte…
    “I preparati biodinamici sono semplici e partono da materie prime facilmente reperibili. La pianta, come tutti gli esseri viventi, si trova al centro di due forze: la gravità e la levità. La vita è nella bilancia tra queste due forze, cio che è incarnato nella vita biologica è sottoposto a queste due forze: solo levità senza gravità non sarebbe incarnato, solo gravità sarebbe portato alla morte. E in ciò che è vivo sono presenti gli impulsi di tutti e quattro gli elementi: terra, acqua, aria e fuoco, anche se nel gesto di ogni pianta possiamo ovviamente leggere il peso maggiore di uno di questi quattro elementi. Ad esempio la terra nella vite, l’acqua nella ninfea, la luce nell’ulivo. La pianta è incarnata sulla terra, ma il suo archetipo sta in un altro paradigna e solo mettendosi in comunicazione con il suo specifico archetipo la pianta sarà guidata ad acquisire la sua forma. Le forze formatrici che guidano la pianta sono nella luce. Una pianta al buio cresce a dismisura ma non acquisisce forma, rimessa alla luce sapremo riconoscerla per quello che è. I preparati aiutano la pianta a ritrovare se stessa, la guidano verso la sua giusta armonia. Ci sono due preparati da spruzzo: il corno letame o 500 e il corno silice o 501. Il corno letame altro non è che il letame di mucca fresco, inserito in un corno di vacca (non manzo o toro) per tutti i mesi invernali. In primavera il corno viene dissotterrato e si estrae dal corno una sostanza completamente trasmutata, che con l’originale letame non ha più niente a che vedere. Otterremo una sostanza profumata di bosco, elastica e modellabile, che potremo conservare in apposite casse rivestite di torba e utilizzare spruzzandolo sulla terra dopo averlo “dinamicizzato”. Di questo preparato si utilizzano circa 100 grammi per ettaro ogni 30 litri di acqua tiepida (37°). La dinamizzazione consiste nel creare un vortice nell’acqua e, una volta ottenuto, romperlo girando nel senso contrario, fino a creare un altro vortice e così via per un’ora. Questo preparato, che si distribuisce in autunno e in primavera, essendo un potentissimo unificatore, lavora sulla forza di fertilità del terreno e sulle forze di crescita della pianta, quindi sugli elementi terra/acqua.”
    Come vedi parla e come di corni di vacca e di ben altro…Puoi trovare l’articolo al sito
    http://www.sorgentedelvino.it/articoli/stefano_bellotti_interazione_sistemi_vitali.php

    Ciò non toglie che dice molte cose giuste e sensate (anche se ben conosciute dai seri e coscienti agricoltori), ma non perchè è biodinamico, ma solo perchè ama lavorare la terra in un modo rispettoso della natura.

  12. enzo zappalà Says:

    andate anche a leggere come si prepara e sottera il corno di vacca. Come vedrete si cita sempre Steiner e le sue forze astrali ed occulte …
    http://www.resnaturalis.it/?p=193 e le pagine seguenti e p/o precedenti
    Buona lettura e buon divertimento….

  13. enzo zappalà Says:

    scusate ancora una volta, ma questa non potevo farvela perdere … soprattutto a Chiara che dice di informarmi prima di parlare…
    Beccatevi quello che c’è scritto sul sito di Stefano Bellotti
    http://www.cascinadegliulivi.it/italiano/biodinamica.htm
    e poi ditemi se come astronomo (vero) non posso parlare e confutare una regola che nemmeno Mago Merlino avrebbe osato fare….

  14. enzo zappalà Says:

    e per finire, ecco un corso di ASTRONOMIA PER AGRICOLTORI fatta da un pinco pallino qualsiasi (non certo astronomo ve lo assicuro…)

    CORSO DI ASTRONOMIA PER AGRICOLTORI”

    Docente Jean Michel FLORIN

    A partire da una sintetica presentazione dei principi dell’astronomia per la comprensione del Cielo visto dalla Terra, si avvia un percorso di osservazione e riflessione sulle influenze delle stelle e dei pianeti sull’atmosfera, sul suolo e sulla Natura terrestri. Esistono fattori cosmici che influiscono fortemente sulle piante coltivate e questo seminario vuole essere un momento di studio e approfondimento scientifico di quei fattori che una visione meccanicista dell’agricoltura trascura, ma che la tradizione e l’esperienza semplice ma profonda del mondo rurale ha da sempre riconosciuto e rispettato nella loro determinante importanza.

    Jean Michel Florin di Bordeaux, presidente dell’associazione dell’agricoltura biodinamica francese, per la prima volta in Italia per un seminario dove presenterà la sua lunga esperienza nell’allestimento dei preparati biodinamici: una stupenda ed unica occasione di confronto con l’esperienza biodinamica d’oltralpe.

    Venerdì ore 19,00 – 23,00

    Il cielo visto dalla Terra: le stelle e i pianeti. I ritmi della Terra e la loro connessione con i cicli cosmici del giorno e dell’anno.

    Sabato ore 9,00 – 13,00

    I pianeti esterni (Saturno, Giove e Marte), i pianeti interni (Venere, Mercurio e Luna), i pianeti “giovani” e il loro rapporto con il Sole e la Luna.

    Analisi delle 12 Costellazioni.

    Sabato ore 15,00 – 19,00

    Il Cielo e la Terra: le influenze delle forze cosmiche sul terreno agrario e sulle lavorazioni del suolo, sulla fertilizzazione e il ruolo fondamentale dell’humus.

    Il Cielo e le forze aeree:la determinazione dell’epoca e della modalità di distribuzione del preparato 501 e valeriana.

    Domenica ore 9,00 – 13,00

    La determinazione delle epoche di esecuzione della semina e della raccolta (raccolta di frutti, foglie o radici), epoche d’innesto e potatura. Analisi e comparazione delle piante spontanee e delle specie coltivate.

    Per favore … lasciamo stare e beviamoci un buon bicchiere di vino (biodinamico o no)

  15. Lamberto Says:

    Per riprendere il discorso di Enzo, sono completamente d’accordo sul dire che i vini fatti dai biodinamici possano essere anche ottimi, solo che, come accade per qualsiasi altra coltivazione spesso la pratica agronomica conta molto di più di quella chimica, e l’agricoltura biologica insegna in questo senso. D’altro canto molti biodinamici NON sono Biologici certificati , ovvero si sottraggono al controllo esterno in campo. In cantina come sappiamo non esiste una regolamentazione specifica tanto è vero che il vino biologico non esiste e , per legge, esiste solo il vino da uve provenienti da agricoltura biologica. Tanto per incominciare a fare chiarezza.

  16. stefano amerighi Says:

    Scusate se entro nel vostro discorso in maniera irruenta, ma mi dispiace molto sentire ridotto il dibattito sulla biodinamica e i presunti o reali influssi cosmici ad un livello così poco concreto.
    Mi spiego: da una parte c’è chi sostiene che la biodinamica fa fare grandi vini, permettendo alla vite di esprimere al meglio il proprio terroir, c’è chi dice che questo non è vero e che ci sono grandi vigne che non son mai state coltivate in biodinamica eppure hanno fatto lo stesso la storia dell’enologia, di converso ci sono scentisti come il nostro amico astronomo che giudicano tutto ciò che non è in linea con gli insegnamenti dei propri libri di scuola siano stregonerie alla wanna marchi, il dibattito non è su queste cose queste se permettete sono banalità… il problema non riguarda qualche produttore che pur di vendere il vino ne colora un pò la storia con aneddoti alchemici, il problema è che per gli agricoltori l’agricoltura convenzionale non riesce più a dar da mangiare alle proprie famiglie, che l’agricoltura della scienza e della chimica ha soppiantato quella della sapienza ancestrale producendo come effetto la perdita del “saper fare” della buona condotta del terreno in nome di una cieca fiducia nelle macchine e nelle tecnica che ha aumentato i costi a tal punto da non poter più produrre reddito!!…
    Io credo che la biodinamica sia un alternatava valida non a produrre un grande vino, ma a produrre alimenti che siano sani economicamente redditizi e di largo consumo…
    Da agricoltore e da viticoltore la considero una pratica agricola che se applicata bene può consentire a noi che lavoriamo la terra di continuare a vivere facendo la cosa per cui ognuno di noi lavora tutta la vita, quella di lasciare le nostre terre, fertili come o più di quando le abbiamo ereditate.

  17. Enzo Zappalà Says:

    caro Stefano,
    lungi da me dire di abolire le pratiche ancestrali. Anzi, che tornino pure e si eliminino le macchine. Ma questo non c’entra niente con le pratiche esoteriche e occulte. La biodinamica non è frutto degli antichi insegnamenti, ma della follia di un personaggio del 1900 … E poi io confuto soltanto la parte astronomica, su cui ho lavorato 40 anni come tu hai fatto nella vigna e nell’orto. Per cui penso di conoscerla non solo attraverso i libri di scuola, ma sul campo …

  18. Riccardo Says:

    Cari amici, da parte nostra ci stiamo convincendo sempre di più che bisognerebbe rispondere con calma alla semplice domanda: che cos’è (veramente) la biodinamica? È per questo che stiamo pensando di organizzare un giro di opinioni di chi potrebbe illuminarci su questo. Speriamo di riuscirci.

  19. Cipriano Barsanti Says:

    Cari Tutti,

    Io ci provo.

    Non sarà facile spiegarvi la cosa ma se avete pazienza di leggere quello che segue forse posso fare un po’ di chiarezza se non ci riesco io, altri produttori sicuramente interverranno in mio aiuto.
    Questi 7 giorni di blog non sono altro che lo specchio di quello che sta avvenendo a livello mediatico nei confronti della biodinamica. 18 post in una settimana su questo argomento con una tale enfasi sono un vero successo! Molto di più di quello che è stato fatto dai fantomatici enti di certificazione negli ultimi 20 anni! (ma questo è un altro argomento non solleviamo vespai!) E’ VERO questo metodo ha alla sua base una visione esoterica della natura. Logicamente questo va in diretta ed inesorabile collisione con la cultuta essoterica con la quale tutti noi specie europei, siamo stati cresciuti. Questo per dire che dal suo punto di vista il Sig. Zappala’ ha ragione ad accanirsi sulle spegazioni che si danno quando si va a descrivere come si preparano i preparati biodinamici o come le forze cosmiche agiscano sulla natura.
    Ma la colpa non è ne della biodinamica ne’ del Sig. Zappala’. Sono semplicemente due modi completamente diversi di vedere le cose, di interpretare la natura. Io da contadino che segue questo metodo ho fatto un percorso a ritroso. Sono partito applicando il metodo biodinamico dopo un breve seminario di due giorni senza troppo preoccupari di quello che ci stava dietro. Il mio metodo di agire è stato rigorosamente scientifico! Sono partito da una IPOTESI che a me poteva apparire anche un po’ strampalata (per chi non mi conosce premetto che la mia formazione è stata assolutamente scientifica visto che sono uscito dall’università di Pisa) e l’ho verificata attraverso un vero e proprio ESPERIMENTO ovvero due aziende una di proprietà e l’altra dove lavoro come dipendente, oltre tutto con diverse impostazioni aziendali e ambientali. RISULTATI: vini migliori(non lo dico io lo dicono le guide e gli esperti del settore), migliori terreni (Presto avremo anche dei dati più precisi a livello microbiologico per gli amanti dei dati numerici). CONCLUSIONI il metodo funziona. Solo più tardi ho iniziato ad approfondire la questione da un punto di vista prettamente filosofico per cercare di capire perchè questo funziona e da dove è nato. La cosa è molto semplice ma allo stesso tempo complessa proprio perchè noi non siamo abituati a ragionare in termini spitituali e qualitativi ma esclusivamente in termini meccanicistici e quantitativi. Qui sta il nocciolo della questione. Lasciamo stare corni, pianeti e quat’altro la VERA differenza tra una Agricoltura di tipo convenzionale o biologico rispetto all’approccio Biodinamico sta nel vedere la pianta, la terra, l’uomo da un punto di vista spirituale e non meramente meccanicistico. Le nostre piante di vite ad esempio non vengono concimate ormai da oltre 5 anni ed abbiamo addirittura in alcuni casi problemi di troppa vigoria. Riusciamo a produrre a 80 q.li ad Ha e questo da un punto di vista quantitativo sarebbe impossibile. Ci viene insegnato che tutto quello che si toglie da una coltura DEVE essere reintegrato. Ci sono pagine intere di conti sul bilancio dell’azoto nei terreni. In realtà da un punto di vista spirituale le piante non crescono e vivono solo grazie a quello che assorbono con le proprie radici (oltretutto sempre più atrofizzate e poco funzionanti nelle piante cresciute con agricoltura convenzionale) ma grazie anche agli influssi spirituali e cosmici.
    Tutto questo è così stupido? Siamo una setta di maghi? Perchè un bosco di sequoie cresce generando piante che arrivano a 100 metri e non una ma centinaia senza che nessuno vada aconcimarle con Azoto, Fosforo, e Potassio?
    Mi piace vedere la biodinamico come una possibilità di ampliare il nostro modo di vedere. Siamo semplicemente difronte ad una interpretazione diversa della natura.
    Per concludere una precisazione sull’agricoltura. Anche io sono stato a sentire Jean Michel Florin in un corso di astronomia per agricoltori. Posso garantirvi che chi fa agricoltura in maniera professionale non ha molto tempo e possibilità di stare dietro ai gioni più o meno favorevoli per fare le varie operazioni colturali è molto più importante lavorare i terreni in modo corretto, con i terreni nelle condizioni giuste, con gli attrezzi giusti. Purtroppo abbiamo perso quella sensibilità ed umiltà che i nostri predecessori avevano acquisito in migliaia di anni di agricoltura e che noi convinti di essere onnipotenti grazie alle nostre conoscienze stiamo inesorabilmente perdendo con danni ai nostri terreni indescrivibili. Per quello che è stata la mi breve esperienza vedo nella Biodinamica ( o chiamatela come vuolete se questo termine vi da così noia) una reale opportunità per tornare a fare vera agricoltura ovvero gestire e preservare la nostra terra così da poterla tramandare ai nostri figli.

    Rimango a disposizione di chiunque voglia visitare la mia azienda per un proficuo scambio di esperienze.

  20. enzo zappalà Says:

    caro Cipriano,
    siamo perfettamente in linea, ma allora…. Perchè continuano a chiamarla BIODINAMICA quando non seguono assolutamente i suoi dettami, ma solo quelli di un sincero ed appassionato approccio con la terra e con la sua coltivazione. Non vogliamo chiamarla “biologico”, cambiamogli allora nome…ma non certo Biodinamica. Non si può accettare qualcosa che è chiaramente definito e regolato e poi dire “ma io non seguo le sue “scemate” “. Se i vini di Pinco sono migliori di quelli di Pallino, e Pinco segue la bodinamica (vera), la motivazione della differenza starà sicuramente nel modo di trattare il terreno, di estirpare le erbacce, di curare le malattie, ecc., ecc., ma non certo nel corno di vacca o nelle povere costellazioni. E’ questo il punto. Se io mangio un piatto di carne non posso dire che sto mangiando pesce! E non posso nemmeno dire: “sai lo chiamo pesce,ma so benissimo che non c’entra niente col mare o con i fiumi”. Tu dici di prendere il buono della biodinamica, escludendo esattamente quello che caratteristica la parte “dinamica” (la più fondamentale secondo i dettami scritti). Ma allora chiamala “Ciprianica” e tanti saluti a Steiner ed a chi si fa i soldi con questo tipo di moda esoterica e astrologica… Oppure c’è il rischio che se non si chiama con quel bel nome, così di moda, i vini si vendono a meno?

  21. Riccardo Says:

    Grazie mille Cipriano, veramente un bello spunto che mettiamo “agli atti” per una futura sintesi che sarebbe bello poter raggiungere….

  22. Cipriano Barsanti Says:

    Forse non mi sono spiegato bene.
    Io utilizzo i preparati biodinamici che lavorano molto probabilmente proprio come descritto da Steiner (da buon contadino mi fermo qui non vado a occuparmi di problematiche e diatribe che lascio ai filosofi e agli scienziati) In realtà la forza di questo metodo e la dinamicità stanno proprio nel non avere schemi preconfezionati sul come relazionarsi con i vari terreni e le varie situazioni colturali. Questo invece avviene nell’agricoltura convenzionale. In realtà biodinamica vuoldire grande libertà. Osservazione, sensibilità e rispetto sono alla base di questo metodo. Questa è la parte su cui focalizzare l’attenzione. Ma non basta. Fare biodinamica significa spruzzare i preparati correttamente nei momenti giusti e con le modalità corrette di preparazione e conservazione. Cosa dire: personalmente i miei terreni ed i miei vini sono migliorati, i prezzi sono rimasti costanti, spendo meno e sono più buoni. Cosa devo fare tornare ad utilizzare i sistemici?

    Spero di essere stato sufficientemente meccanicistico e quantitativo nella spiegazione………

  23. enzo zappalà Says:

    caro Cipriano,
    ognuno è libero di fare quello che vuole (fortunatamente). Io la vedo in un certo modo e non accetterò mai le regole dettate da uno che non mi sappia dare delle spiegazioni scientifiche, ma chiede solo Atti di Fede. Altri, come te, preferiscono fare il ragionamento più semplice: se faccio questo ottengo di più. e allora perchè dovrei smettere?”. io rimango convinto che i tuoi vini sono migliorati, ma non certo per il corno di vacca preparato con la Luna di traverso e le costellazione pronte a guardare cosa stai facendo…Sicuramente perchè lavori meglio la terra e con più passione (ma questa non è certo biodinamica). Tuttavia mi fermo qua. Senza ovviamente accusarti di niente, come invece tu continui a fare con “quantitativo e meccanicistico”. Tu pensi davvero che per studiare le VERE meraviglie dell’Universo non ci voglia passione, amore, dedizione, fantasia, ma solo matematica fredda e ripetitiva? Sbagli, sati sicuro… Comunque ognuno continui a rimanere delle proprie idee e tanta fortuna per i tuoi vini che sono sicuramente ottimi!

  24. Cipriano Barsanti Says:

    Caro Enzo,
    Lungi da me l’essere arrogante nei tuoi confronti. Scusami se ti ho in qualche modo offeso. So’ benissimo quanta passione ci voglia per stare intere notti a testa in su’ a rimirar le stelle! Anche io da ragazzino avevo questa passione e devo dire che di tutte le discipline scientifiche è sicuramente quella che maggiormente affascina e fa riflettere l’uomo sul vero senso della vita in maniera molto pratica ma allo stesso tempo inevitabilmente spirituale. Quindi scusa ancora e buon lavoro spero un giorno di incontrarti di persona.

    Cari saluti

  25. enzo zappalà Says:

    caro Cipriano,
    non mi sono certo offeso! A me piace discutere su tutto e con tutti. Ed è bello esprimere liberamente le proprie convinzioni, anche se alla fine tutto resta come prima. Qualcosa si impara sempre e comunque. E questa è la cosa più stimolante della nostra esistenza. Spero anch’io di incontrati (di dove sei?) e di assaggiare il tuo vino. Biodinamico o no sarà sicuramente GRANDE.
    A presto

  26. stefano amerighi Says:

    Salve a tutti,
    lo scambio di opinioni tra Cipriano ed Enzo è molto bello, ringrazio cipriano che conosco e saluto (quando ci si vede???) ed Enzo del quale quando ho risposto precedentemente non avevo capito l’amore e la professionalità con cui ha portato avanti il suo lavoro.
    Per riccardo devo dire che una sintisi stringata di ciò che è la biodinamica rischia di essere soltanto puro nozionismo, mentre pensso che la spiegazione di Cipriano sia una traccia ottima per delianeare cosa sia la biodinamica.
    Vorrei soltanto dire e sottolineare che la conoscenza in senso assoluto (e quindi anche quella più propriamente scientifica) è un moto in costante crescita attraverso i secoli, lo è sempre stato, e ciò che adesso la scienza ufficiale conosce non è necessariamente ciò che la scienza tra cento duecento anni sosterrà come verietiero, quindi eviterei di prenderla come dogma, l’assiomo tutto ciò che non è spiegato dalla scienza non esiste oppure non può esistere è una inesattezza provata dal fatto che nei secoli scorsi tante cose che adesso l’uomo conosce non esistevano, penso (visto l’argomento) alla fermentazione del vino: fino a Pasteur l’idea del processo biologico dietro alla vinificazione del mosto era sconosciuto completamente, MA ESISTEVA!!! era soltanto che noi non la conoscevamo.. e i meccanismi che regolano i rapporti tra gli esseri la materia e l’universo chissà se tra qualche secolo serviranno come esempio per queste discussioni al posto della storia di pasteur.
    Buona serata a tutti
    stefano

  27. enzo zappalà Says:

    @Stefano,
    quello che dici è in parte vero. la scienza è un continuo divenire. Ma le leggi fisiche un po’ meno. Ai tempi di Pasteur la fermentazione era un processo FISICO che si ripeteva costantemente e non si conoscevano ancora le cause o quanto meno avevamo già i mezzi per spiegare,( chimica e bilogia), ma non sapevano applicarle bene a quel fenomeno. Nel caso dell’astrologia, biodinamica (la parte “dinamica”)il processo fisico non esiste. Non è provato in modo scientifico (mentre la fermentazione si…) ed è impossibile spiegare fisico provato. Ti assicuro (ed ho fatto ricerche capillari) NESSUNA università o centro di ricerca VERI hanno mai accettato le prove di Steiner e colleghi. Quello che scrivono sono fandonie…cercano ATTI DI FEDE.
    Ti faccio un altro esempio: fino a pochissimi secoli fa le comete si pensavano provenire dai vulcani. Non si sapeva spiegarle correttamente, ma LORO esistevano e come. E di esempi ce ne sono tanti. la differenza tra scienza NON spiegata e esoterismo alla Steiner è che nel primo caso vi sono dei fenomeni che si ripetono e si possono verificare e la scienza cerca di spiegarli; nel secondo che i fenomeni NON sono provati ma si pretende comunque di spiegarli con leggi che vanno fuori dalla nostra sfera conoscitiva. Le reazioni chimiche di pasteur sono state scoperte appartenenti alla nostra chimica e biologia. Le forze di Steiner e degli astrlogi ad una sfera inventata di sana pianta. Questa è la vera differenza. Dobbiamo cercare di non fare confusione….
    Comunque capisco che ogni voglia tenersi le proprie idee. Scusa, ma quarant’anni di ricerca sui pianeti, i satelliti, le stelle e le forze che li legano non mi possono permettere di non arrabbiatmi un poco quando il primo pinco pallino (come quel francese) pretende di spiegara la VERA astronomia. SE comunque ti interessa sul sito Astronomia.com potrai da scaricare un manoscritto sugli effetti della Luna che ho scritto qualche anno fa, dopo un capillare ricerca bibliografica… Se vuoi, buona lettura.
    E poi che ognuno resti della sua idea, l’importanto è il rispetto e la stima reciproca!!
    http://www.astronomia.com/2008/11/12/quando-la-scienza-entra-in-campo/
    vedrai, dopo un articolo che ti farà arrabbiare molto ….perdonami, che c’è il link con il mio manoscritto…
    A presto

  28. enzo zappalà Says:

    @per Stefano e anche per gli altri,
    per cercare un punto d’accordo tra le nostre visioni discordi, leggete un po’ il racconto che ho pubblicato dul mio sito del Circolo Tirso. Forse servirà a sentirci più vicini, anche senza condividere le stesse idee. Questo è quello che io intendo per natura e amore per la terra, senza bisogno di astrusità … Che ne dite?
    http://www.circolotirso.net/?p=145#more-145
    buona lettura

  29. In vino veritas - L’AcquaBuona » In copertina » Caiarossa, cavalcando la complessità Says:

    [...] Con questa visita all’Azienda Caiarossa di Riparbella e coll’articolo di Andrea Gabbrielli, A proposito della Biodinamica, prende il via una serie di interventi che vorrebbero quanto più possibile chiarire le nuove tendenze “naturali” che si stanno sviluppando in agricoltura, e specialmente in vitivinicoltura. Seguiranno altri interventi e contiamo sul contributo di tutti i nostri lettori, che già hanno preso parola in proposito commentando l’articolo Prima di tutto, la terra. Parola della Unione Viticoltori Panzano, sulla rivista, e l’intervento sul blog: Considerazioni “biodinamiche”. [...]

  30. In vino veritas - L’AcquaBuona » In copertina » Cronache, ricordi, assaggi, anticipazioni. A proposito della Biodinamica Says:

    [...] Con questo articolo di Andrea Gabbrielli e con il racconto della visita all’Azienda Caiarossa di Riparbella, che utilizza i metodi dell’agricoltura biodinamica, prende il via una serie di interventi che vorrebbero quanto più possibile chiarire le nuove tendenze “naturali” che si stanno sviluppando in agricoltura, e specialmente in vitivinicoltura. Seguiranno altri interventi e contiamo sul contributo di tutti i nostri lettori, che già hanno preso parola in proposito commentando l’articolo Prima di tutto, la terra. Parola della Unione Viticoltori Panzano, sulla rivista, e l’intervento sul blog: Considerazioni “biodinamiche”. [...]

  31. michele baio Says:

    Buongiorno sig. E. Zappalà,sono Michele Baio, agricoltore biodinamico, forse, in Italia, il problema più grossa che ha l’agricoltura biodnamica è la mancanza di una corretta
    informazione, problema che all’estero, dalla Svizzera in su
    a tutto il nord Europa,non esiste, a tal proposito, visto che lei chiede informazioni scientifiche, la invito a prendere lettura del “dossier FIBL” , redatto dall’Istituto
    di ricerca FIBL in collaborazione con l’ente federale di ricerca in agricoltura di Zurigo,si tratta di una comparazione DOK, sperimentazione condotta per 21 anni su
    comparazione delle 3 tecniche ” convenzionale ” “biologico”
    “biodinamico” la rivista “science”, una delle riviste più
    autorevoli del mondo della scienza ha pubblicato in un suo
    numero i risultati, questi risultati hanno convinto 3 dei
    maggiori atenei Italiani (Firenze-Pisa, Napoli, Roma )a
    inserire nei loro Master di specializzazione l’agricoltura biodinamica, il dossier è reperibile presso l’associazione per l’agricoltura biodinamica di Milano o presso le sezioni regionali, presso Agribio e sedi regionali o in Inglese,
    direttamente all’istituto FIBL. noi agricoltori,non abbiamo
    molto tempo per l’esoterismo,e con gli atti di fede non ci
    mangiamo……
    Michele Baio

  32. Luca Says:

    Gentile Michele Baio, il problema non mi sembra la scarsa informazione, ma la confusione che regna dalla parte di chi utilizza i metodi biodinamici. La biodinamica (lasciando perdere la sua base filosofica) è un complesso insieme di pratiche, alcune delle quali sensate ma non certo originali (il sovescio, per dirne una?), altre insensate e originalissime (i preparati, i calendari astrali, ecc.).

    Il fatto che un campo coltivato “biodinamicamente” si differenzi da campi coltivati in maniera diversa non mi meraviglia, ma perché credere che questo sia dovuto alla magia e non alla parte sensata della disciplina?

    Quello che la sfido a trovare è uno studio (serio) che abbia preso in considerazione una coltivazione biodinamica ortodossa e una coltivazione biodinamica senza preparati magici, e che abbia dato risultati differenziati.

  33. michele baio Says:

    Altrettanto gentile Luca, indubbiamente in alcuni casi la confusione regna anche tra chi utilizza la metodica biodinamica, fatto sta che sopratutto tra il grosso pubblico
    manca una informazione concreta e scientifica di cosa sia la biodinamica,perchè dovrebbero essere “pratiche originali”? non basta che funzionino molto bene essendo sperimentate da molti anni? mentre quelle” insensate e originalissime” sono state applicate nella sperimentazione FIBL della quale parlo e che, credo, lei non abbia letto, non capisco il suo parlare di ” magia”, nel mio intervento del 2/12mi sono espresso in ben altri termini, quello che parla di magia è lei….. uno studio tra una coltivazione biodinamica ortodossa e una biodinamica senza preparati (quindi non biodinamica ) non è mai stato fatto, lo faccia
    lei se ha tempo da persere, altrimenti, ripeto legga il Dossier Fibl e poi possiamo confrontare i dati.

  34. Luca Says:

    Il rapporto FIBL, per chi non l’avesse letto, lo trovate qui. Il risultato dello studio mostra le differenze di campi trattati biodinamicamente, biologicamente, e convenzionalmente. Ovvie e grandi le differenze tra coltivazioni biologiche (il rapporto chiama così sia quella biodinamica che quella biologica) e quella convenzionale. Minori, seppur presenti, quelle tra biologico e biodinamico.

    Lasciamo perdere il fatto che esistono anche studi che confutano il rapporto FIBL (la conoscenza si basa sulla ripetibilità degli esperimenti, i risultati di un solo esperimento vanno sempre sottoposti a conferme) come basta vedere andando alla voce biodinamica in wikipedia (tale voce è stata chiaramente scritta da un fautore della biodinamica, che onestamente riporta anche le prove avverse).

    Il fatto è che biologico e biodinamico non si differenziano solo per l’utilizzo di preparati, ma anche per le pratiche, la concimazione, tutte cose sensate che meriterebbe discutere.

    Baio suppone che io abbia tempo da perdere, invece penso l’opposto, ovvero che la acritica applicazione della biodinamica, con tanto di dinamizzazione (per dirne una), ruotazione in un senso, poi nell’altro, attenzione al fatto che il vortice che si forma nel liquido raggiunga l’85% della profondità (perché non il 78%?) del liquido stesso, ecc. ecc., sia una bella perdita di tempo (anche di soldi) per gli agricoltori, e un cedimento a pratiche magiche poco rispettoso della nostra storia culturale.

    Se poi Baio mi dice che lui queste cose non le fa e mira al sodo, ebbene, non è un agricoltore biodinamico ma un semplice, pragmatico, agricoltore naturale, e allora siamo tutti contenti.

  35. michele baio Says:

    Egregio Luca,
    Come lei stesso rileva, esistono differenze tra il biologico e il biodinamico,il biodinamico risulta migliore
    nei confronti del biologico, occorre anche notare che il
    registro cee 2092/91 norme di produzione per l’agricoltura biologica concede l’uso di circa 1000 aiuti per l’agricoltura, ammendanti etc. le norme Demeter e Agribio-
    Dinamica, che sono i 2 marchi di garanzia che in Italia garantiscono il prodotto biodinamico,concedono l’uso di circa 40 aiuti tra ammendanti etc.i preparati fanno la differenza. per il dossier FIBL, gl istudi che lo confutano, come detto in Wikipendia, non sono di tale durata
    quindi non hanno lo stesso valore, per inciso, la sperimentazione FIBL si è conclusa nel 2006 sommando 28 anni di durata. discuterei molto volentieri con lei sulle pratiche che definisce sensate, e che io riporto sia in biologico che in biodinamico con il concetto di buon senso agricolo, senza il quale i 2 metodi non sono applicabili nel reale.venendo al paragrafo sulla perdita di tempo, le
    rispondo come professionista in agricoltura biodinamica:
    il votice deve poter incorporare più ossigeno possibile
    a tale scopo deve avere la massima profondità raggiungibile
    la profondità MINIMA deve essere dell’85%, sulla perdita di
    tempo e soldi, faccia lei, io non uso nè Piretro nè null’al
    tro di costodo sulle mie coltivazioni quasi tutto ciò che mi serve per coltivare lo produco in azienda,concime e trattamenti compresi………
    Quindi, io queste cose le faccio, con ottimi risultati e
    soddisfazione, devo notare, che non ha fatto cenno a quel
    che dico nella mia prima mail ,indirizzata al prof. Zappalà,
    sugli atenei Italiani che hanno fatto e fanno, master in
    biologico e biodinamico,Università, Istituti Agrari, le faccio anche un esempio in campo sociale, vada a vedersi sul
    sito http://www.agricolturabiodinamica.it il progetto carceri che dal 1996 conduciamo nelle carceri Italiane, insegnando ai
    carcerati biodinamica ( molti carceri Italiani hanno piccole aziende per far lavorare i detenuti), piccolo particolare, sia i master che il progetto carceri e molti altri esempi sono finanziati dal Fondo Comune Europeo (CFE)
    e sopratutto sono rifinanziati in modo continuo, visto che viene riconosciuto il risultato in base al numero di persone formate che, aumentano ogni anno, le Università,non
    hanno accettato di fare i master tanto per fare, hanno giustamente preteso, dati scientifici, studi e dati di fatto
    Il Fondo Sociale Europeo,condivide la divulgazione della biodinamica in quanto dalla Svizzera in sù essa è un dato di fatto, con un importante mercato sul quale al prodotto biodinamico viene riconosciuto un prezzo superiore…e su
    quel mercato finisce (purtroppo) il 90/95% dell’ottimo prodotto biodinamico Italiano, ma questa è un’altra storia,
    La “magia” come la chiama lei, ha convinto molta gente,e sono dati di fatto,verificabili da chiunque, mi chiedo se lei sia mai stato in un’azienda biodinamica vera,e sottolineo vera, che applichi veramente la metodica in tutte le sue parti e sia in grado di modificarla a seconda delle proprie esigenze.
    Se ha dei dati di fatto da contrapporre ai miei, sarò felicissimo del contributo che mi darà rilevando eventuali pecche nel sistema biodinamico e dandomi modo di correggerle

  36. enzo Says:

    un solo, unico, inequivocabile dato di fatto. Le forze astrali della biodinamica NON esistono in Natura e sono solo frutto di superstizione e di pratiche magiche da medioevo. La parte dinamica della biodinamica insulta la vera scienza che si è sviluppata attraverso centinaia di anni di studi, di ricerche, di fatiche mentali e di osservazioni continue e che ha portato risultati alla prova di tutti. L’uomo vero ha sempre cercato di capire il perchè delle cose e questa è vera scienza. Steiner e compagni NON hanno mai spiegato niente in termini scientifici e ripetibili. Si legga Galileo Galilei, Newton, Einstein, ecc., ecc. e vedrà facilmente in che cosa differisce la scienza dall’astrologia, dalle forze occulte mai spiegate, dalle corna di mucca che hanno partorito due volte (e perchè non una?), e da tutte queste opere di pesudo-stregoneria. Mi dia qualche formula sui composti biodinamici. mi spieghi il perchè fanno questa e quella cosa. Mi dica quali leggi universali uniscono gli astri con il suo campo, me le spieghi, me le descriva con formule, dati, equazioni, come si può fare con tutti i fenomeni reali che ci circondano. Se lei vuole io posso spiegargli la legge di Newton che la tiene con i piedi per terra, che fa girare la Terra intorno al Sole, che ci ha fatto andare sulla Luna, che tiene in orbita i satelliti artificiali che lei usa per il cellulare, la Tv e altre diavolerie moderne. Le posso descrivere tecnicamente perchè viaggia in macchina ed accellera. Perchè il suo cellulare funziona e mille altre cose. Faccia lo stesso con la biodinamica e con la sua parte astrale se è veramente cosa scientifica. La biodinamica è un vero insulto alla Natura ed alla bellezza organica, perfetta e meravigliosa dell’ Universo. Attendo prove scientifiche, formule, equazioni ripetibili ed applicabili e non parole …
    Grazie

  37. Michele Baio Says:

    Nel nostro scambio epistolare privato, ci eravamo lasciati, se non erro con “ognuno si tenga le proprie idee e buona fortuna”, al di là di ciò, non intendo ricominciare da capo,
    visto che il tono è quello delle mail precedenti, lei mi ha chiesto dati scientifici e io glieli ho dati, non li prende in considerazione? benissimo! non è obbligato a farlo….
    la meravigliosità del genere umano stà anche nelle incredibili differenze tra le persone, tra i modi di pensare
    e da quanto persone tanto diverse possono imparare l’uno dall’altro…… visto che me lo chiede le rispondo, il corno deve essere di una vacca che abbia partorito almeno 2 volte ( ogni parto delinea un anello bianco alla base del corno)altrimenti l’agente cheratinico contenuto nel corno
    non è sufficiente per innescare la trasformazione microbiologica del letame nella giusta direzione.

  38. In vino veritas - L’AcquaBuona » Attualità e idee » Attilio Scienza. Biodinamica, il contesto culturale Says:

    [...] Prosegue con questo intervento di Attilio Scienza e con il contributo di Saverio Petrilli, la discussione sulla biodinamica che ha già visto l’articolo di Andrea Gabbrielli e la visita all’Azienda Caiarossa di Riparbella, nonché le discussioni su Prima di tutto, la terra. Parola della Unione Viticoltori Panzano, e l’intervento sul blog: Considerazioni “biodinamiche”. [...]

  39. In vino veritas - L’AcquaBuona » Prima pagina » Saverio Petrilli. Biodinamica, una mia visione personale Says:

    [...] Prosegue con questo intervento di Saverio Petrilli (enologo alla Tenuta di Valgiano che aderisce all’organizzazione Renaissance des Appellations) e con il contributo di Attilio Scienza, la discussione sulla biodinamica che ha già visto l’articolo di Andrea Gabbrielli e la visita all’Azienda Caiarossa di Riparbella, nonché le discussioni su Prima di tutto, la terra. Parola della Unione Viticoltori Panzano, e l’intervento sul blog: Considerazioni “biodinamiche”. [...]

  40. In vino veritas - L’AcquaBuona » Prima pagina » Biodinamica. Giusto Occhipinti risponde Says:

    [...] Ancora un intervento sulla biodinamica, una lettera di Giusto Occhipinti già pubblicata sul Corriere Vinicolo n° 43 in risposta agli interventi di Gabbrielli e Scienza, che grazie alla cortesia della rivista riportiamo anche sul nostro sito. La discussione ha già visto gli articoli di Vincenzo Zappalà e di Saverio Petrilli, la visita all’Azienda Caiarossa di Riparbella, i commenti a Prima di tutto, la terra. Parola della Unione Viticoltori Panzano, e l’intervento sul blog: Considerazioni “biodinamiche”. [...]

  41. In vino veritas - L’AcquaBuona » Prima pagina » Si può imitare la Luna? Says:

    [...] Un intervento sugli effetti lunari in agricoltura, redatto da un astrofisico, per continuare a discutere biodinamica, pubblicato insieme a una lettera di Giusto Occhipinti in risposta agli interventi di Gabbrielli e Scienza, La discussione ha già visto gli articoli di Saverio Petrilli, la visita all’Azienda Caiarossa di Riparbella, i commenti a Prima di tutto, la terra. Parola della Unione Viticoltori Panzano, e l’intervento sul blog: Considerazioni “biodinamiche” [...]

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