Qui olio nuovo/2: Chianni

Scritto da Riccardo il 8 novembre 2008 alle 19:27


Dal “poggio”, fra i filari regolari, si intravedono sullo sfondo i dolci rilievi delle colline pisane, una parte di Toscana non particolarmente celebrata, meno che dagli stranieri che hanno comprato a prezzi convenientissimi. Chianni sta in una delle propaggini della Strada del vino delle Colline pisane, ma non vi risultano produttori di rilievo. In compenso, ogni novembre c’è una rinomata Sagra del cinghiale

Gli olivi sono curati e “recenti”, avranno una decina d’anni, e furono piantati nella proporzione dell’”olio toscano” fra frantoio, correggiolo, moraiolo, leccino e pendolino. Sono maneggevoli, e anch’essi stracolmi di olive. E si fa piuttosto sul serio: c’è un capo raccoglitore (friulano) e sua moglie, piuttosto decisi, talvolta quasi militareschi, nel regolare il lavoro del solito nugolo di amici dei fine settimana. L’olio si può considerare biologico, anche se non certificato. Già franti 1500 chili di olive, altrettanti in procinto di esserlo. E all’assaggio l’olio appare meno grasso ma più fine di quello di Calci. Sarà l’altitudine, la diversa distanza dal mare?


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