Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Riccardo il 14 novembre 2008 alle 15:15
Rispetto ai precedenti post sull’olio nuovo qui si cambia decisamente registro. Siamo al cospetto della antichissima famiglia Contini Bonacossi, e della sua Tenuta di Capezzana, a capo della quale vi sono i conti Ugo e Lisa, con la collaborazione dei loro quattro figli. Da sempre attiva sul fronte vino a Carmignano, ha il suo fiore all’occhiello nel supertuscan Ghiaie della Furba (cabernet sauvignon in prevalenza, poi merlot syrah), che è stato sul finire degli anni ’70 il secondo vino toscano (dopo il Sassicaia) ad essere pensato senza il sangiovese. Va detto che quest’anno il Trefiano 2004, altro vino importante da uve sangiovese con saldo di cabernet sauvignon e canaiolo, ha avuto una bellissima performance.
Ma veniamo all’olio d’oliva, di cui si occupa Filippo Contini Bonacossi (il resto della nuova generazione è costituito dalle sorelle Beatrice, Serena e Benedetta). Nella tenuta vi sono 25mila olivi, che diventeranno 36mila, con la proporzione classica toscana: 60% frantoio, 30% moraiolo, poi leccino e pendolino, oltre ad una minoranza di altre cultivar che danno origine ad un “blend”. In passato vi sono stati tentativi in direzione di olii monocultivar (cioè provenienti da singola specie di oliva) che però alla fine non hanno convinto pienamente.
Chi lavora in campagna ha un “contratto di compartecipazione”, una forma prevista dalla legge: l’azienda esegue le lavorazioni meccaniche, le trinciature delle potature, le concimazioni, i trasporti e la trasformazione. Il compartecipante pota, spollona (ossia toglie “getti” superflui) e raccoglie; avrà in cambio la metà dell’olio. Ogni raccoglitore possiede i propri recipienti in modo che il suo raccolto sia quantificabile e riceverà l’olio delle “sue” olive. La raccolta viene effettuata manualmente o con rastrellini, e la frangitura avviene la notte successiva alla raccolta. Quest’anno un paio di piogge in agosto e in settembre hanno scongiurato gli effetti negativi di una stagione per il resto piuttosto siccitosa e permesso, anzi, una raccolta anticipata iniziata il 20 ottobre; l’olio appare già elegante ed equilibrato, privo di spigoli e molto profumato.
Non solo per l’olio è andata bene quest’anno, ma anche per il vino: “È stata una vendemmia con le scarpe pulite”, dice il conte Ugo, per far capire che tutto è andato come nelle annate migliori.
Nella seconda immagine: Filippo Contini Bonacossi; nella terza il conte Ugo e (sullo sfondo) Lisa Contini Bonacossi; nella quarta una deliziosa crema ai funghi porcini condita all’”olio novo” del ristorante Il Cibrèo di Firenze
Parole chiave: Carmignano, olio extravergine d'oliva, supertuscan
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Casina delle ostriche