tecnotappi di Gallura

L’articolo di Lamberto Tosi sui tappi di sughero è caduto a pennello su una serie di pensieri che avevo fatto aprendo una bottiglia di Vermentino di Gallura Canayli 2005 della Cantina Gallura, Tempio Pausania.
Ero rimasto stupito, alla prima vista della bottiglia, dalla capsula, evidentemente sovradimensionata. Al momento dell’apertura, ho scoperto che in realtà la capsula non era quella classica in materiale termoretraibile, ma era in plastica. Dopo un attimo di smarrimento, dovuto al fatto che non c’era niente da tagliar via col coltellino, procedendo per tentativi, si capiva che in realtà la capsula era parte del tappo... Ma per aprire? Bastava svitare, con sforzo non eccessivo, e si vedeva la capsula stessa alzarsi verso l’alto, ottenendo, di contro, un rassicurante rumore di sughero in via di sfilamento. Ma il sughero non si vedeva. 
In pratica un ingegnoso meccanismo, durante lo svitamento, fa sì che la capsula, che fa leva sulla filettatura del collo di bottiglia, trascini il sughero, grazie a un tassello dotato di testa girevole. Difficile sia a dirsi che a farsi. Nelle foto ho messo il sistema di tappatura, anche in versione “smontata” (non potevo non farlo!). A fine operazione, una domanda: ma quanto costa all’azienda un tappo di questo tipo? Il costo del tappo di sughero, più il tassello in plastica inserito nel tappo (con la speranza che non ci siano tasselli difettosi che abbandonano il sughero nel collo...) più la capsula in plastica più la bottiglia speciale col collo filettato... più la tecnologia per fare tutto questo. Speriamo che la Cantina di Gallura non vada in bancarotta.

Ma, tappo a parte, il contenuto è davvero notevole. Il Canayli si conferma uno dei migliori vermentini di Gallura. Colore paglierino carico con riflessi dorati, naso al tempo stesso maturo e pungente: maturità che proviene da una vinosità sorprendente, quasi “rossista” (ricorda un cesto di more di rovo appena colte), pungente dalla classicissima mineralità gallurese, con in primo piano la pietra focaia. In un secondo tempo affiorano note sottili mielate e floreali (fiore d’acacia). Bocca tesa, con un ingresso intrigante e per niente ruffiano, nota amarognola, grandissima e persistente sapidità. Intenso, coinvolgente e di buona lunghezza. Tappo o non tappo, un grande vermentino gallurese.





