Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Riccardo il 28 maggio 2009 alle 1:01
Questa storia è a suo modo esemplare. L’azienda Castello di Bibbiano, territorio di Castellina, affonda le sue radici nella storia del Chianti Classico. Per dire, è l’azienda con cui iniziò la “libera professione” Giulio Gambelli quando smise di lavorare come cantiniere dell’Enopolio di Poggibonsi. 25 ettari di vigneto realizzati fra il 1959 ed il 1970 sono andati rinnovandosi fra il 1998 e il 2009. In gran parte sangiovese (anche grosso), poi colorino e merlot. Ecco, il merlot. Forse insicurezza sulla qualità delle uve, forse un cedere al “main stream”. Fattostà che i Chianti Classico (Bibbiano, Montornello e Riserva Vigna Capannino) avevano una quota di merlot che dalle annate 2007 è stata/sarà eliminata.
E il merlot che fine fa? Non preoccupatevi voi, dodici “merlottiani” sopravvissuti. Va nel “Domino”, nuova IGT dell’azienda, che ha un saldo del 20% sangiovese. E attraverso il Domino la Tenuta di Bibbiano sostiene Operation Smile, una onlus che si prodiga per “restituire il sorriso” a bambini del terzo mondo nati con malformazioni facciali. Il presidente è Santo Versace e, grazie a donazioni e volontariato dei medici, ha raggiunto 51 paesi del mondo, inaugurato 6 centri di cura in Colombia, Honduras, Cina, Vietnam, Marocco ed India ed iniziato la la costruzione di nuovi centri medici in Paraguay, Filippine e Brasile (Iban per donazioni: IT56 J 01030 03201 000004000007, con carta di credito sul sito).
[Filmato realizzato al ristorante Alle Murate di Firenze]
Parole chiave: Chianti, Gambelli, merlot, onlus, sangiovese
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La Tenuta San Pietro