Latte crudo bollito? Ma allora che gusto c’è?

Scritto da Riccardo il 22 luglio 2009 alle 10:54

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Tempo fa avevo raccontato di un emozionante incontro con un distributore di latte alla spina dalle parti del lago d’Iseo. Poi c’è stato qualche problemino. Rischi reali per  la salute? Interessi contrari spalleggiati da politici amici? Ed ecco nei distributori (due) che ho visto l’altro giorno lungo la Porrettana fra Bologna e Ferrara campeggiare effettivamente l’avviso: “Prodotto da consumarsi solo dopo bollitura”. Si, ma allora che gusto c’è? Ed io, che ero in viaggio e già mi pregustavo un sana bevuta di latte fresco, mi sono rimesso gli spiccioli in tasca e me ne sono andato.

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23 Responses to “Latte crudo bollito? Ma allora che gusto c’è?”

  1. adriana Says:

    anche a s.piero c’è un distributore di latte alla spina…fino all’anno scorso non c’era scritto niente su come consumarlo,ma avevo raccolto perplessità da amici e parenti sulla sicurezza di berlo senza prima bollirlo. Ho smesso di andarci….

  2. Riccardo Says:

    In quello del lago d’Iseo (un annetto fa) c’era scritto (si può vedere dal post citato) che si consigliava di portarlo ad almeno 70 gradi in caso di soggetti con patologie varie e bambini sotto i 3 anni. Che dire? Andare a prendersi il latte crudo e poi bollirlo mi sa di nonsense. Certo, rimane la localizzazione, ossia latte di montagna, per dire… Ciao!

  3. Lisa Says:

    Sinceramente mi stupisce il vostro .. stupore.. Se chiedete a qualche vecchia nonna, vi dirà che il latte preso dalla stalla andava sempre bollito. Mai sentito parlare di batteri & Co.? Non è che l’industria pastorizza per farcela a noi: la carica microbica del latte è alle stelle. Esce sterile dalla mammella, ma si contamina all’istante per il contatto con la mucca, il secchio, ecc…..
    Perché allora il latte alla spina? Il gusto del latte è comunque e sicuramente diverso, si paga meno e l’allevatore guadagna di più (filiera corta), il prodotto è freschissimo.
    Contro: il latte è intero, non c’è la possibilità del parzialmente scremato (cioè con meno contenuti di grassi). Per questo è molto calorico per l’alimentazione degli adulti. Inoltre bisogna ricordarsi di bollirlo e consumarlo in tempi brevi.
    ciao

  4. Riccardo Says:

    Cara Lisa, grazie delle precisazioni, però ho un paio di osservazioni da fare:

    1. so bene che il latte munto nelle stalle va bollito, ma speravo che in questi distributori ci fosse latte crudo munto (magari “tecnologicamente”) in modo da minimizzare la carica microbica. E il cartello visto nel distributore che menzionavo (scaldare – neanche bollire – solo se in presenza di patologie o sotto i tre anni) mi rafforzò questa speranza tanto che lo bevvi lì per lì senza patemi d’animo.

    2. se io devo bollire un latte, pur buono che sia, ammazzando tante delle proprietà benefiche che ha e magari lasciando intatti batteri che resistono alle alte temperature allora magari preferisco il pastorizzato (naturalmente scegliendolo bene), con buona pace di Km0, centesimi risparmiati ecc ecc…

  5. Lisa Says:

    Sono d’accordo con te: intorno al latte fresco si è creato un mito (come, sic!, tanti altri miti alimentari dei nostri giorni, che vagheggiano un Eden pre-industriale che non è mai esistito, non almeno come a volte lo si immagina). 
    Alcuni pro ci sono, fra cui quelli che ho elencato. Se non bastano, nulla ci vieta di tornare al latte fresco che troviamo al supermercato.  Scusami, solo una precisazione: scrivi “se io devo bollire un latte…. preferisco il pastorizzato..”  La pastorizzazione del latte è la stessa cosa (circa) della “bollitura” casalinga: è un trattamento termico fatto a 75°-85° per 10-15 secondi.  Il risultato è, come dici tu, l’abbattimento della carica microbica (comunque il latte deve essere consumato in poco tempo), ma anche in parte il deperimento di alcune caratteristiche nutrizionali.  Diversa cosa è il trattamento UHT (industriale), 135°-145°C per 2-3 secondi, che sterilizza e allunga di molto la conservabilità.
    Bere il latte crudo non bollito non implica per forza di cose sicuro pericolo (non stiamo parlando delle stalle dei secoli scorsi), ma probabilità, che diventa più elevata soprattutto per i bambini piccoli.
    Grazie e ciao 

  6. Lamberto Says:

    Mi inserisco nella discussione per dire che il sistema per non bollire ed allungare la conservazione c’è è il latte microfiltrato. Vedete qui
    http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/latte/latte_microfiltrato.htm
    Ciao

  7. roberto gatti Says:

    Da quando mondo è mondo…..fin da tempi remoti ( 50 anni fà )a casa mia il latte di mucca è sempre stato bollito.
    Sempre meglio il latte fresco di mucca bollito, che quello del supermercato non bollito….o no ??
    salute

  8. Riccardo Says:

    Informazioni utili qui:
    http://www.corriere.it/salute/nutrizione/09_agosto_21/come_si_sceglie_latte_1e1452da-8e3c-11de-ba00-00144f02aabc.shtml

  9. andrea parma Says:

    Volevo rispondere a Lisa ed aggiungere qualcosa per tutti.

    Non tutte le stalle possono vendere il proprio latte crudo.
    Solo quelle che dimostrano di poter dare al consumatore un latte più pulito, diciamo così, cioè deve rispettare parametri altamente restrittivi stabiliti per legge, e verificati dalle ausl periodicamente.
    Non esistono più oggi la mungitura a mano e il secchio dove si può sporcare il latte e contaminare con miglioni di batteri; se così fosse un latte non passerebbe mai il test dell’ausl per essere idoneo alla vendita.
    Le vacche che fanno il latte per il distributore automatico, sono scielte giornalmente, sono di per se pulite e vengono munte seguendo scrupolose modalità di pulizia, sanificazione e detersione delle mammelle.
    Il latte munto non viene mai a contatto con l’aria fino a quando non entra nel vostro contenitore.
    Quindi se il vostro contenitore è pulito, il latte deve essere portato a casa al più presto e sicuramente avrete massima qualità di un prodotto sicuro e unico.
    Ora la scritta è stata imposta dopo che sono stati sbandierati sui giornali ed in tv casi di infezione da E. coli. Questi casi sono stati smentiti dalle ausl uno dopo l’altro, addirittura per alcuni casi l’allarme è stato lanciato direttamente dagli ospedali, senza darne dovuta comunicazione, e mai avvenuta, alle ausl di competenza; un caso che ha del ridicolo è quello di Bolzano, che però peccato non vi sia il distributore di latte a Bolzano.

    Da considerare inoltre che se il latte di un distributore fosse realmente il responsabile di uno di quei casi, la domanda spontanea sarebbe per tutti quella di chiedersi del perchè di un solo infetto, mentre in media ogni distributore vende 100 litri di latte al giorno.
    E tutti gli altri che hanno bevuto quel latte?

    Al mio distributore la gente continua a venire e a bere latte crudo!
    Poi è chiaro, a colazione immagino che nessuno si faccia una bella tazza di latte freddo di frigo, giusto?
    Ottimo è il microonde!

    Alla signora che ha smesso, be consiglio di informarsi direttamente dal produttore su quel latte, senza timore, e sarà lieto di darle tutte le spiegazioni in merito.

    Buon latte crudo a tutti

  10. Riccardo Says:

    Che dire? Intervento più centrato non poteva essere auspicato. Conferma con dovizia di informazioni e di particolari, con mia grande gioia, quello che mi sembrava ragionevole. Buon latte crudo a tutti!

  11. acquabblog » Pagine » Ancora sui distributori di latte crudo (riciclato) Says:

    [...] Siccome si è arricchito di un interessante commento di un produttore e distributore di latte crudo, ricicliamo linkandolo l’ultimo post sull’argomento. [...]

  12. Mariangela Says:

    Con molto entusiasmo e senza farmi troppe domande ho bevuto e fatto bere per diversi giorni anche al mio bimbo di meno di due anni il latte “crudo”, SENZA BOLLIRLO, di un distributore che si trova a Cupra Marittima (AP) e che proveniva da una fattoria del teramano a mio giudizio assolutamente in regola con le norme igienico-sanitarie, come veniva spiegato in una curatissima brochure. Personalmente voglio fidarmi e concedere molto a questi agricoltori in cerca di nuove vie dell’alimentazione. E comunque, stiamo tutti bene :-) .

  13. Luca BiblioWine Says:

    Vivere in un mondo eccessivamente sterile ci porta ad indebolire le nostre difese immunitarie.

    Sono padre di due figli e do a loro senza timore il latte crudo dei distributori, perchè è più buono, più grasso, più saporito e più ricco di vitamine e minerali, te ne accorgi subito quando lo bevi.

    Dobbiamo temere di più l’omologazione industriale che i pochi batteri contenuti in un alimento “vivo”: di questo passo ci faranno credere che è più sicuro bere latte sintetico che quello fatto dalle mucche sporche e puzzolenti…

  14. Carlo Says:

    Purtroppo siamo in Italia e da quando i produttori di latte si sono messi in proprio, hanno ricevuto le “dovute attenzioni” da parte della politica. Nella mia zona (reggio Emilia) nessun produttore di latte crudo si è mai sognato di scrivere sui propri distributori “prodotto da bersi crudo”, ma ciò nonostante la politica è intervenuta per far affiggere su ogni impianto quella scritta terroristica. La domanda che mi pongo è perché allora non obbligare anche i fruttivendoli o i macellai ad apporre cartelli simili? La tempestività di tali regolamenti restrittivi mi fa venire molti dubbi. Non voglio fare demagogia, ma, se allo Stato stesse veramente a cuore la salute dei propri cittadini, ci sarebbe ben altro da fare. Ribadisco una cosa: ho paura che le AUSL disseminate sul territorio non siano sufficienti a monitorare debitamente le condizioni sanitarie di bestiame e foraggi dei produttori generici di latte; ho visto personalmente una stalla ed i macchinari per la produzione di latte crudo, niente a che vedere con le stalle convenzionali e i controlli sanitari sono severissimi. Vogliamo davvero credere che il latte della grande distribuzione sia migliore? Io non lo so, ma mi fido del mio palato: gradisco di gran lunga il latte crudo, che utilizzo ovviamente dopo bollitura nella preparazione di tutti i cibi e, solo quando mangio il latte freddo con i cereali, utilizzo quello del supermercato. In sintesi penso che il ritorno del latte crudo abbia comportato un aumento della varietà e della qualità dell’offerta al consumatore; che ognuno faccia ciò che meglio crede.

  15. Olly Says:

    Consumo latte crudo e appoggio quanto scrive Andrea di Parma, inoltre aggiungo che anche il confronto fra le statistiche dei casi di SEU pubblicati dal ministero della salute (http://www.simi.iss.it/enternet/dati_seu.asp) dal 1988 al 2004 ed i 10 casi di SEU segnalati tra il 2007 ed il 2008 porta a riflettere sui timori scatenati in questi ultimi tempi.

  16. Riccardo Says:

    Anche io. Ho deciso di fidarmi di quello che c’è scritto nel sito di uno dei produttori della mia zona, Pisa. Ossia riscaldare oltre 70 gradi se si hanno patologie ecc. Sennò, bollire se si vuole che si conservi 4-5 giorni, non bollire se lo si consuma entro 2 giorni.
    Aggiungo una riflessione. Forse non è del tutto inutile prendere il latte crudo e bollirlo. Infatti la pastorizzazione modifica il gusto del latte, e ancor di più il trattamento UHT. Quindi chi ama il gusto del latte crudo e vuol conservarlo più a lungo può bollirlo, anche se deve sapere che a livello nutritivo sarebbe meglio che prendesse il pastorizzato.
    Ricordo per chi non lo sapesse che tutti i distributori stanno qui: http://www.milkmaps.com, dove si possono selezionare anche i produttori bio.

  17. andrea parma Says:

    …attento riccardo, mi pare che fai un pochino di confusione quando dici che il gusto del latte si altera un po’ con la pastorizzazione e l’uht, mentre con la bollitura no.
    Ogni trattamento termico al latte altera il suo sapore, quindi anche la bollitura.
    Se lo porti a 70°c cambia molto meno.
    La pastorizzazione altera meno della bollitura le qualità orgnanolettiche del latte. L’uht le distrugge completamente; sempre a parità di qualità del latte prima del trattamento.
    Ora, qualsiasi latte crudo che potete trovare al distributore possiede qualità organolettiche molto maggiori rispetto al latte che utilizza l’industria prima della lavorazione.
    Per questo il latte crudo, anche se bollito, mantiene qualità superiori a qualsiasi latte in commercio.

  18. Riccardo Says:

    Se non ho capito male dunque bollire il latte crudo ne altera il sapore, però dal punto di vista nutritivo è sempre meglio di un latte fresco pastorizzato? Oppure, come pensavo io all’inizio, se uno deve bollire un latte crudo a quel punto è meglio che prenda il pastorizzato che subisce un trattamento a temperature inferiori rispetto alla bollitura? Questo per me è il punto centrale…

  19. andrea parma Says:

    Riccardo, io lo bevo crudo, riscaldato quel tanto che basta per non farlo bollire a colazione.
    Poi ognuno fa come crede.
    Certo che se voglio mele cotte e quelle che ho messo in pentola sono mezze marce, bè mangerò sempre mele mezze marce cotte, non mele cotte!
    Sono stato più chiaro?
    ciao

  20. Riccardo Says:

    Ok….
    Visto che la discussione continua, segnalo questo:
    http://www.acquabuona.it/2009/11/filiera-corta-il-miracolo-del-latte-alla-spina/

  21. Marina Says:

    Io abito in provincia di Roma, uso il latte crudo ma non lo faccio bollire quasi mai, solo l’ultimo giorno di utilizzo. Ho visitato la fattoria da cui proviene e il sistema di mungitura è completamente automatico, niente è toccato con mano e credo che sia così per legge. Hanno una marea di controlli igienico sanitari e se una mucca sta male viene allontanata e messa in quarantena. Il famoso cartello a scritte rosse sui distributori di latte fu messo un paio di anni fa su ordine del governo quando calcolarono che la perdita media per le aziende produttici di latte era di 16 mln di euro al giorno… ritengo che sia un latte sanissimo e buonissimo, anche se è meglio non esagerare perché è decisamente sostanzioso :-)

  22. Mattia Says:

    Però oggi la mungitura non è come quella di 50 anni fa…guardate nel nostro sito http://www.lattecrudoassanelli.it come vengono munte le nostre vacche: con un sistema di mungitura completamente robotizzato!!!!

    saluti
    Mattia

  23. Riccardo Says:

    Grazie Mattia!

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