Se questo si chiama differenziare

Scritto da Riccardo il 9 luglio 2009

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Eccolo qua, un cassonetto fotografato ieri che dovrebbe essere dedicato esclusivamente ai rifiuti di tipo alimentare ed invece è riempito di carta, bottiglie… I cassonetti, a Pisa, sono stati reintrodotti nel centro storico dopo l’abolizione, a furor di popolo, della raccolta “porta a porta”, che aveva delle oggettive scomodità (tenersi l’immondizia dentro casa per due-tre giorni, vedere le strade costellate di sacchetti lasciati ai piedi dei portoni proprio all’ora di cena). Ma probabilmente, se continua così, sarà un sacrificio da accettare.

Un’amica giornalista ha condotto una inchiesta sul Tirreno, scoprendo che con la reintroduzione dei cassonetti la percentuale di differenziazione è crollata dal 73% al 40%, effetto diretto della situazione descritta dalla foto sopra, perché tutto ciò che è messo nei contenitori sbagliati non viene riciclato.

Il problema dell’immondizia è sempre in agguato: municipalizzate che falliscono, comuni che non riescono a sostenere le spese dello smaltimento. E ogni volta che si vede l’immondizia traboccare, si materializzano i fantasmi di Napoli e Palermo e si trema…. Ma questo evidentemente non riguarda chi non ha neanche la voglia di scegliere il cassonetto giusto.

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Pubblicato in Senza categoria, medioevo prossimo venturo | Commenti (0)

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