Cocineros spagnoli: la polemica continua

Scritto da Riccardo il 20 agosto 2009 alle 11:05

Il fuoco cova ancora sotto la cenere, lo si vede ad occhio nudo. La ferita inferta all’unità dei cocineros spagnoli da Santi Santamaria con il suo attacco a Ferran Adriá durante la bollente edizione 2007 di Madrid Fusion non è ancora rimarginata. Un po’ cuoco ed un po’ filosofo, Santamaria è lo chef “tristellato” del Can Fabes di Sant Celoni (poco a sud di Girona, Catalogna), autore di libri che non passano inosservati (l’ultimo, gustoso, è La cocina al desnudo), ed è ormai indomabile difensore della cucina “tradizionale”, tanto da infilarsi anche, qui in Italia, nella polemica sollevata da Striscia la notizia, anche perché grande amico di Rocco Iannone. E tanto da beccarsi la risposta indignata di 800 chef spagnoli che hanno solidarizzato con Adriá.

Uno di questi, e non il meno importante, è Sergi Arola (“gavetta” nel laboratorio barcellonese dello stesso Adriá, ne abbiamo già parlato qui), dieci anni al La Broche ed ora nel suo “Bistrot” (due stelle Michelin a Madrid). Personaggio interessante, che non rinuncia al suo look giovanil-rockettaro (orecchino, tatuaggi. giacche di pelle o di jeans, ecc), viene seguito lungo una giornata dal’emittente spagnola Onda6 nel programma “Un dia con”. Nel suo ristorante naturalmente, poi nei negozi preferiti di vestiti, e nei luoghi dove ama fermarsi a tapear.

E qui sotto non rinuncia a lanciare frecciatine, o qualcosa di più, al collega. Grande cuoco ma anche grande demagogo, che con i suoi strali ha inciso (afectado) negativamente su tutto il sistema-gastronomia spagnola. E poi, ha mai cucinato per  le masse, Santamaria? Si atteggia a cuoco “popolare” ma è cuoco da duecento euro a pasto…

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