Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Lamberto il 28 settembre 2009 alle 15:52
Gli annunci apparsi sui giornali e sbandierati da molti addetti ai lavori e non di una vendemmia di eccezionale qualità, a fronte di un mercato in chiara difficoltà, non ci paiono alla prova dei fatti e delle analisi così veritieri. Che la crisi sia arrivata alle cantine e ai produttori è innegabile. I prezzi delle uve Chianti Classico si sono praticamente dimezzati dall’anno scorso e molti produttori (anche nomi illustri) che hanno sempre imbottigliato tutta la loro produzione, quest’anno hanno tentato anche la via della vendita delle uve. La situazione è a questi punti per la contrazione della domanda in concomitanza di una espansione sconsiderata delle superfici vitate.
Ma veniamo alla nostra vendemmia 2009. L’annata prima particolarmente piovosa e successivamente siccitosa ha provocato una rapida discesa della acidità nelle uve, in particolare quelle bianche. pH elevati e acidità basse tanto da far dire a molti analisti di laboratorio che quest’anno si vedrà la “bravura dell’enologo”, essendo una vendemmia con parametri non semplici da gestire. Infatti a questo si è associato un relativamente basso accumulo zuccherino durante i mesi più caldi, dovuto essenzialmente alla chiusura degli stomi da parte della pianta, che tendeva ad economizzare l’acqua, impedendo però in questo modo all’anidride carbonica di penetrare nelle foglie e facendo mancare quindi la materia prima per la fotosintesi. Naturalmente non tutte le uve sono in queste condizioni ma il panorama non è certo quello caratteristico delle grandi annate.
Le uve rosse hanno subito effetti diversi ma in parte riconducibili a quelli sopra esposti. La produzione di sostanze fenoliche risente in particolare dell’attività fotosintetica, e la maturità fenolica ha spesso difettato nel suo andamento regolare recuperando comunque dopo le piogge di inizio settembre. Il diradamento dei grappoli, che in molti casi è stato fatto troppo in ritardo per la speranza di una mancata pioggia, non ha sortito gli effetti sperati, consentendo ad oggi , solo un recupero del grado zuccherino . Ecco che solo la corretta gestione delle vinificazioni e l’attenta e rigorosa selezione delle uve può e deve fare la differenza, in questa annata dalle molte facce.
Parole chiave: acidità, annata, maturazione, vendemmia, zuccheri
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