Ristoro di Lamole: i dettagli che contano

Scritto da Riccardo il 17 settembre 2009 alle 1:02

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Eccoci qua, dunque, in uno degli spazi all’aperto del Ristoro di Lamole. Oltre la strada, lo sguardo si perde sul panorama, nel cuore del Chianti Classico a due passi da Greve. Lamole è un arcipelago di “unità poderali” (che ora sono deliziosi microborghi) istituite da quei santi uomini dei Medici, ma nel tempo un piccolo centro “piazza + parrocchia” (con trittico giottesco da vedere) si è alla fine formato. Il piglio del locale è toscano, mix ideale di allegria, franchezza ed educazione. Nonostante il tempo stia cominciando a cambiare dopo un lungo periodo di caldo siccitoso, fa piacere questa insalatina dove il tartufo fa la sua figura, ma a sostenere il gusto sono i buonissimi funghi della base. La temperatura dei crostini al lardo è quella giusta. La fiorentina è superba, e il dettaglio dei piatti caldi, anzi caldissimi, è importante.

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E poi, mannaggia, è rimasto un po’ di (Utti) Majuri 2006 (nero d’Avola e syrah della tenuta siciliana Terreliade) nel bicchiere? Ecco un favoloso pecorino sardo, seducentissimo nel suo colore verdognolo chiaro e brillante, scavato dalla forma e servito in un grazioso piatto “sopraelevato”.

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