Mercati e mercatini

Scritto da Riccardo il 28 ottobre 2009 alle 16:47

Sabato scorso, in due luoghi della mia città, due “eventi” paralleli.

Come ogni sabato mattina, nei locali del Consorzio Agrario sulla Via Aurelia a Pisa, c’era il mercato “Campagna amica” che ha esordito nello scorso Luglio. Verdura, frutta, il  macellaio con allevamento proprio (che ha peraltro la bottega-boutique in centro ma che qui fa prezzi più bassi), formaggi a latte crudo e latte crudo “alla spina”. Chi va a questo mercato? A giudicare dal panorama, gente “normale” che vuole risparmiare anche se si intravede pure un qualcuno  più smaliziato in cerca del Km zero e del contatto più ravvicinato con la terra dove vive. Fattostà che in autunno-inverno apre alle 7.30 e alle 9 c’è la fila in pressoché tutti i banchi. Per esempio, a fine ottobre: vaschetta da quattro cachi (medie dimensioni) un euro. Mele 1.20, 1.40, 1.60€/Kg a seconda della grandezza; fagiolini 2€/Kg “perché sono grossi, sennò erano 3€, ma in quest’epoca mi vengono questi. Ci saranno la prossima settimana? Dipende dal tempo…”, il latte vuole il canonico euro al litro più i 20 cent se non si ha la bottiglia dietro, i pacchi di carne sottovuoto sono da tre chili e vengono 10€/Kg (nel misto si può trovare il macinato, il bollito ed il roastbeef, ad esempio. Dall’altra parte dei banchi mani di contadini, lentezza nel gestire la clientela che si assiepa e nel fare i conti. Se uno non ha pazienza, si spazientisce.

Contemporaneamente, in una piazzetta affacciata sull’Arno, il mercato contadino dell’ultimo sabato del mese. Anche questo a filiera corta,  stavolta rigorosamente bio. Anche qui mele (addirittura biodinamiche), caprini, salumi di cinta senese… E il pubblico appare completamente diverso. Si mescolano i curiosi del vecchio e nuovo turismo “Ryanair” del fine settimana, all’”intelligentzia” cittadina, alle madri/padri (e mi ci metto anche io) che ormai sono nel tunnel dei GAS di frutta verdura carne pesce. Molta “sovrastruttura”, rispetto all’altro, molta consapevolezza. E rispetto all’altra parte appare più evidente la convinzione di star vendendo cose preziose anziché dei semplici anche se importanti frutti della terra.

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One Response to “Mercati e mercatini”

  1. Luca Says:

    Per me molto meglio il primo, se non altro per l’assenza di “biodinamici”, no?

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