Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Riccardo il 13 novembre 2009 alle 10:05
Ah, il gavettone, ricordo di gioventù… Come invidiavo i miei focosi compagni di classe che inscenavano furiose battaglie, specie durante le gite scolastiche, negli alberghi devastati e ridotti ad acquitrini come in “Paura e delirio a Las Vegas”… Io guardavo in disparte, forse perché sofferente di quella malattia che si chiama “seriosità precoce”, invidiavo però chi li lanciava e anche chi li riceveva, avendo anche una terribile paura di bagnarmi, ecc. ecc.
Cosa ci può essere di più lontano da una guerra di gavettoni e dai suoi protagonisti? L’idea di scuola di eccellenza, degli studenti di una scuola di eccellenza, quindi anche della scuola di eccellenza per eccellenza, la Scuola Normale Superiore di Pisa. Sorgente di premi Nobel (Carducci, Fermi – che però se ne andò presto a Roma e poi negli USA – Rubbia…) e di molte “alte personalità” (Ciampi, D’Alema – che la occupò e non si laureò). Studenti ingobbiti dal lavoro, esami interni extra da dare, media minima del 27/30 e senza sgarrare una sessione sennò fuori… Oppure quell’altra, che sta sempre a Pisa e che si chiama Scuola Superiore di Studi Sant’Anna, dedicata alle scienze applicate (economia, ingegneria, medicina…), che ha sede in un bel campus nascosto nel centro della città (qui mi viene in mente solo Giuliano Amato, ma pare siano fortissimi a livello mondiale nel costrure robot.)
Distanza siderale fra gavettoni e scuole di eccellenza? Lascio quindi immaginare la mia reazione di fronte a questa “civetta” de Il Tirreno…
Parole chiave: Pisa, Scuola Normale, Università
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