Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Riccardo il 14 dicembre 2009
Costantino Charrère, grande viticultore valdostano ed ottimo oratore, ha spiegato le origini e la natura della Federazione Italiana Vignaioli Italiani, nel corso di “Quelli che le Guide…”, sorta di talk show organizzato da Guido Ricciarelli (Spirito DiVino e Guida Vini Buoni d’Italia) quest’anno a Viareggio per far confrontare i curatori della varie guide ai vini d’Italia.
Semplicemente, i produttori di vino italiani che controllano la filiera produttiva del vino dalla vigna alla vendita non avevano rappresentanza in Italia, ma soprattutto in Europa, cosa che sta contando sempre di più. I problemi generali dell’agricoltura (attività sempre meno redditizia, spesso al limite della sopravvivenza) che si saldano con quelli specifici del vino (invasioni di vini a bassissimo costo, grandi imbottigliatori) devono essere affrontati coralmente e con massa critica da chi si riconosce in certi minimi principi.
Parole chiave: Federazione Vignaioli Indipendenti, Unione Europea, vignaiolo
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Notte blu e cous cous