Franco Biondi Santi: questa è la mia terra

Scritto da Riccardo il 29 dicembre 2009 alle 13:37

Perfetto e solare esempio di nobiluomo di campagna, quello di Franco Biondi Santi. È vero, nella sua villa ne Il Greppo sventola una magnifica bandiera con l’istrice, simbolo di appartenenza alla corrispondente ¨contrada sovrana¨della sua dimora senese. Ma ormai è qui che passa tanto del suo tempo, qui in campagna, qui nella sua terra di Montalcino. Qui Ferruccio, suo nonno, reagì in modo geniale ma al tempo stesso obbedendo ad un concretissimo buon senso alla sciagura della fillossera, semplicemente osservando quali delle sue uve avevano sofferto meno danni. Selezionò così il celeberrimo ¨sangiovese grosso¨, ossia il Brunello. Tancredi, il figlio, continuò nella direzione della viticoltura di qualità puntando alla longevità dei suoi vini.

Solo apparentemente Franco ha semplicemente continuato una strada, quella del nonno e del padre, perché anche senza tragedie epocali come quella della fillossera, anche i nostri sono stati, seppur più modestamente, tempi di rivolgimenti stavolta ideologici durante i quali egli ha tenuto ¨la schiena dritta¨, avendo una chiara e precisa idea di quale fosse, oltre la sua terra, il suo vino. Di cosa dovesse essere il suo Brunello, nonostante che oltreoceano lo valutassero in modo miope e da questa parte egli venisse considerato come un personaggio da rispettare ma in qualche modo da archiviare in nome di un rinnovamento del gusto.

E Franco Biondi Santi era di ottimo umore e per niente stanco il 18 dicembre scorso, dopo la presentazione al teatro degli Astrusi di Montalcino del libro a lui dedicato (¨Questa è la mia terra. Franco Biondi Santi, Montalcino e il Brunello, che ha unito le penne di Maurizio Boldrini ed Andrea Cappelli e la macchina fotografica di Bruno Bruchi, Protagon Editore) la sera, nella sua villa con il figlio Tancredi, i quattro nipoti, Gelasio Gaetani, e tanti amici ed estimatori.

Insomma, sarà anche per questa solarità condita di giusta ironia, ma come non si fa a non ammirare questo nobiluomo di campagna che è Franco Biondi Santi, e a non amare, assieme alla sua, la classicità dei suoi vini?

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