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	<title>Commenti a: Vignaioli &amp; Vignerons a Firenze, con un&#8217;intervista a Giancarlo Gariglio</title>
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	<description>Il BLOG de L&#039;AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.</description>
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		<title>Di: saverio petrilli</title>
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		<dc:creator>saverio petrilli</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 18:43:15 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Fabio per evitare che la tua mail diventi come scrivi &quot;polemica sterile&quot; cercherò di far chiarezza per conto dei Vignaioli Indipendenti.

Innanzitutto ancora a fine 2007 ci fu un ampio dibattito su chi fosse il vignaiolo, Elio Altare sosteneva dovesse avere i calli alle mani, Ampelio Bucci con grande senso dell&#039;umorismo ribatteva che lui non avendo al fortuna di avere un nome come il Barolo a sostenere i suoi vini, i calli doveva farseli venire al cervello per riuscire a vendere!

Io, che peraltro i calli ce l&#039;ho, riconosco che in Italia abbiamo differenze regionali enormi, culturali, di superficie media, di potenziale qualitativo e di marketing, geografiche, geologiche, ampelografiche etc etc. Per riuscire a mettere tutti insieme occorre tanta fantasia e buona volontà.

Il Punto è: Perchè vogliamo metterci tutti insieme?

Perchè siamo arcistufi di subire norme e leggi adattate (oserei dire anche determinate da) all&#039;industria e non alle nostre particolarità, che impediscono l&#039;esistenza sia di chi ha i calli alle mani che di chi fa il gentiluomo di campagna.

Per fare questo ci siamo uniti e abbiamo smesso di guardare le barriere (inesistenti) che ci separano cercando piuttosto i punti in comune (tanti). La situazione italiana è rispetto a quella francese paradossale. In Francia il vignaiolo è una figura legale, normata e definita (con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ciò comporta).
In Italia dobbiamo inventarci una definizione e forse un giorno potremo anche inserirla nel codice civile, per adesso accontentiamoci di acquisirla mentalmente.
Buon Natale
Saverio Petrilli</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Fabio per evitare che la tua mail diventi come scrivi &#8220;polemica sterile&#8221; cercherò di far chiarezza per conto dei Vignaioli Indipendenti.</p>
<p>Innanzitutto ancora a fine 2007 ci fu un ampio dibattito su chi fosse il vignaiolo, Elio Altare sosteneva dovesse avere i calli alle mani, Ampelio Bucci con grande senso dell&#8217;umorismo ribatteva che lui non avendo al fortuna di avere un nome come il Barolo a sostenere i suoi vini, i calli doveva farseli venire al cervello per riuscire a vendere!</p>
<p>Io, che peraltro i calli ce l&#8217;ho, riconosco che in Italia abbiamo differenze regionali enormi, culturali, di superficie media, di potenziale qualitativo e di marketing, geografiche, geologiche, ampelografiche etc etc. Per riuscire a mettere tutti insieme occorre tanta fantasia e buona volontà.</p>
<p>Il Punto è: Perchè vogliamo metterci tutti insieme?</p>
<p>Perchè siamo arcistufi di subire norme e leggi adattate (oserei dire anche determinate da) all&#8217;industria e non alle nostre particolarità, che impediscono l&#8217;esistenza sia di chi ha i calli alle mani che di chi fa il gentiluomo di campagna.</p>
<p>Per fare questo ci siamo uniti e abbiamo smesso di guardare le barriere (inesistenti) che ci separano cercando piuttosto i punti in comune (tanti). La situazione italiana è rispetto a quella francese paradossale. In Francia il vignaiolo è una figura legale, normata e definita (con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ciò comporta).<br />
In Italia dobbiamo inventarci una definizione e forse un giorno potremo anche inserirla nel codice civile, per adesso accontentiamoci di acquisirla mentalmente.<br />
Buon Natale<br />
Saverio Petrilli</p>
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		<title>Di: fabiocimmino</title>
		<link>http://blog.acquabuona.it/2009/12/percezioni-letto-visto-ascoltato/vignaioli-vignerons-a-firenze-con-unintervista-a-giancarlo-gariglio/comment-page-1#comment-7554</link>
		<dc:creator>fabiocimmino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 08:39:52 +0000</pubDate>
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		<description>Non voglio fare sterile polemica ma già solo l&#039;incipit (si dice così) del manifesto è il primo grande autogol...

«Il vignaiolo si prende cura in prima persona della vigna, della cantina, della vendita».

Per quello che ho visto e conosco io ci sono aziende che hanno aderito che sono ben lontane da questi requisiti. Aziende che fino all&#039;altro ieri cercavano il consenso del Gambero Rosso (o meglio i 3 bicchieri) ed, ora, vogliono assicurarsi di non rimanere fuori da questa nuova &quot;avventura&quot;...
Aziende che la vigna la fanno lavorare ad altri (basterebbe semplicemente chiedere di mostare le mani) ed in cantina hanno l&#039;enologo amico che guarda caso è anche un consulente &quot;di grido&quot;...

Ciò non toglie che le stesse aziende possano essere i paladini di un determinato territorio ma per piacere certe certe favolette andatele a raccontare ad altri...

Ho conoscituo diversi anni fa Giancarlo Gariglio e mi è sembrato un ragazzo serio ed onesto ma mi sa mi sa che le cose gli satnno sfuggendo di mano.

Sono proprio curioso di vedere, a questo punto, come si comporterà, adesso, la nuova guida ai vini targata slow food dopo i vari (intenzioni più che apprezzabili e pienamente condivisibili, non c&#039;è che dire, sia ben chiaro) proclami.

Se il buongiorno si vede dal mattino.... direi che è venuto già il momento di accendere le luci!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non voglio fare sterile polemica ma già solo l&#8217;incipit (si dice così) del manifesto è il primo grande autogol&#8230;</p>
<p>«Il vignaiolo si prende cura in prima persona della vigna, della cantina, della vendita».</p>
<p>Per quello che ho visto e conosco io ci sono aziende che hanno aderito che sono ben lontane da questi requisiti. Aziende che fino all&#8217;altro ieri cercavano il consenso del Gambero Rosso (o meglio i 3 bicchieri) ed, ora, vogliono assicurarsi di non rimanere fuori da questa nuova &#8220;avventura&#8221;&#8230;<br />
Aziende che la vigna la fanno lavorare ad altri (basterebbe semplicemente chiedere di mostare le mani) ed in cantina hanno l&#8217;enologo amico che guarda caso è anche un consulente &#8220;di grido&#8221;&#8230;</p>
<p>Ciò non toglie che le stesse aziende possano essere i paladini di un determinato territorio ma per piacere certe certe favolette andatele a raccontare ad altri&#8230;</p>
<p>Ho conoscituo diversi anni fa Giancarlo Gariglio e mi è sembrato un ragazzo serio ed onesto ma mi sa mi sa che le cose gli satnno sfuggendo di mano.</p>
<p>Sono proprio curioso di vedere, a questo punto, come si comporterà, adesso, la nuova guida ai vini targata slow food dopo i vari (intenzioni più che apprezzabili e pienamente condivisibili, non c&#8217;è che dire, sia ben chiaro) proclami.</p>
<p>Se il buongiorno si vede dal mattino&#8230;. direi che è venuto già il momento di accendere le luci!</p>
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