I vini de Il Molino di Grace

Scritto da Riccardo il 10 febbraio 2010 alle 10:27

L’azienda Molino di Grace nacque alla fine degli scorsi anni ’90 quando Frank Grace e Gerhard Hirmer decisero di unire i loro rispettivi due e quattro ettari e mezzo per fare vino, possibilmente buono, in una delle zone più vocate della Toscana, quella del Chianti Classico di Panzano. Le cose sono andate bene, gli ettari sono diventati presto 30, poi cresciuti ancora grazie all’acquisizione di un’altra azienda. Uno sviluppo che ha reso necessaria il reclutamento di un nuovo valido collaboratore, Tiziano Vannoni.

A parte il vino più “facile”, il Volano che contiene un 25% di merlot, gli altri vini (Chianti Classico, Riserva e Riserva Il Margone, tratte da vigne più o meno giovani, e il Gratius, tratto da singola vigna) sono tante e diverse declinazioni del sangiovese in purezza. Negli anni c’è stato un avvicinamento ad una agricoltura di tipo sostenibile (vedi l’autosufficienza energetica grazie all’uso delle biomasse), ed oggi l’azienda è a tutti gli effetti biologica, evitando però certificazioni e “parrocchie”, che non siano una associazione dei produttori panzanesi (pressoché tutti, una ventina) che si coordinano per portare avanti la loro idea di naturalità.

Passiamo agli assaggi. Il Chianti Classico 2006 è suadente e levigato, con una affascinante componente floreale al naso, ed in bocca è compatto e sfoggia una bella “stretta” nel finale. Il Chianti Classico Riserva 2005, inizialmente chiuso e un pochino incerto nei profumi, propende più per la maturità del fruttato, affiancata da sfumature dolci di cioccolato. Di trama larga e distesa, mostra bella succosità e tannino fine. Bella prestazione dal Chianti Classico Riserva 1999, che affascina con i suoi profumi di terra umida e le sensazioni balsamiche confermate in un palato largo ed affascinante. Il Chianti Classico Riserva Il Margone 2000 ha naso piccante, dalle sfumature balsamiche, mentolate ed erbose. È un vino dalla beva scattante, dinamica, fresca, in un rincorrersi nervoso di sensazioni che termina con bell’allungo. Infine, il Gratius 2005, di floreale somma eleganza, è poi snello e di estrema bevibilità al palato. Ed essendo quest’ultimo l’IGT dell’azienda, tipologia di solito utilizzata per smarcarsi parzialmente da una stilistica territoriale e ammiccare a mercati dai gusti meno ‘raffinati’, è la migliore dimostrazione che l’eleganza, ed anche una certa impeccabilità, sono le caratteristiche con cui Frank Grace e Gerhard Hirmer vogliono marcare i loro vini.

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