Etilometro? Parliamone scientificamente

Scritto da Luca il 28 febbraio 2010

L’attività legislativa in Italia non sembra più dettata da alcuna programmazione. La commistione tra potere e mezzi di comunicazione ci ha catapultato in una vera e propria democrazia dell’emergenza. Che si tratti di fatti rali (e anche tragici) o di campagne montate ad arte non fa più differenza, si legifera forti dell’onda emozionale e si partoriscono obbrobri che, quando non sono espliciti regali a questo o quel potentato economico, sono comunque offese per La Ragione.

Non sempre tutto questo riesce, ad esempio la campagna terroristica sull’influenza A (mesi e mesi di prime pagine a partire dalla scorsa estate) si è rivelata forse il più grande fallimento di questo modo di fare (fallimento relativo, perché le compagnie farmaceutiche i soldi in tasca ormai li avevano messi), ma in tanti altri casi gli untori hanno successo.

Rimamendo al mondo del vino tutti hanno sotto gli occhi la palese assurdità di una legge che trova nell’abuso di alcol il solo capro espiatorio per i mille lutti che insaguinano le nostre strade (vogliamo parlare del culto della velocità? di come si omologhino mezzi con potenze e velocità certamente inadeguati alla circolazione stradale?).

Una assurdità che è ben rispecchiata dai dettagli della legge, una tipico esempio di legiferazione di emergenza, che si basa peraltro su aspetti ben poco scientifici.

Il nostro Enzo Zappalà, da bravo scienziato, si è posto la classica domanda che, da Galileo in poi, è alla base del metodo scientifico: quanto è vero quello che leggiamo nei nostri strumenti di misura, e quando è ripetibile l’esperimento che facciamo? E ha così accumulato tante belle informazioni sul funzionamento degli etilometri… ve ne diamo un primo resoconto in questo “rapporto preliminare“!

Immagine tratta da www.catalogopolizia.net

Pubblicato in medioevo prossimo venturo | Commenti (1)

One Response to “Etilometro? Parliamone scientificamente”

  1. de andreis fausto Says:

    La situazione descritta da Luca Bonci riguardo all’attività legislativa nel nostro paese è molto verosimile,ma nel caso specifico il legislatore si è superato
    Non si è nemmeno trincerato dietro l’alibi delle scarse conoscenze tecniche personali, plagiato dall’eventuale relatore tecnico fazioso, ha accettato possibilità che persone innocenti possano essere incriminate dalla diabolica macchinetta etilometro introdotta in Italia da poco tempo ma in America obsoleta da anni perche considerata inaffidabile. Causa la standardizzazione del fattore di conversione. e alle sue molteplici problematiche .
    Tralasciamo il fatto che la stessa quantita’ di alcol nel sangue in persone differenti comporta reazioni differenti, che le procedure di espirazione differenti danno risultati differenti, che la procedura per il controllo di un soggetto con l’etilometro non prevede di avvisare il controllato di eventuali situazioni che potrebbero alterare il risultato .
    Una legge nella quale se lo strumento segna 0,499 sei in regola ,se supera lo 0.5 sei condannato pesantemente, viziata da un errore di fondo il fattore di conversione per tutti uguale pari a 2100 ma che in pratica va da 1200 a 3300 non la si può accettare perche persone che hanno come fattore di conversione 1200 in caso di controllo l’etilometro gli diagnosticherà un valore superiore del 75% di quello reale mentre a chi ha come fattore di conversione 3300 gli viene calcolato un valore inferiore del 36%
    A nulla serve la precisione dell’etilometro nel misurare l’alcol nell’espirato quando l’errore di fondo e’ il fattore di conversione.
    Il prezioso lavoro di Enzo evidenzia ancor più le altre anomalie del sistema evidenziando la non idoneità dell’apparecchiatura

Leave a Reply

Gli ultimi commenti

Di recente

In archivio

Meta