Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Lamberto il 12 febbraio 2010 alle 10:08
Putroppo, dopo le affermazioni del Presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni, fatte a Fieragricola di Verona, sulla polenta OGM e sulla sua presunta maggiore salubrità rispetto alla polenta tradizionale non ho resistito ad intervenire per dare una lettura tecnica, da Agronomo, alla questione. I facili proclami non servono a migliorare la consapevolezza del consumatore ma solo ad ingrandire gli affari dei produttori di sementi OGM che sono notoriamente delle multinazionali.
1) Si afferma nella dichiarazione che il mais OGM contine meno aflatossine e micotossine perchè contnenendo al suo interno , attraverso la modificazione genetica, la tossina prodotta dal Bacillus Thuringensis (ammesso in agricoltura biologica) si riducono gli attacchi di piralide alla pannocchia e successivamente gli attacchi dei funghi che su essi si instaurano. Ma spiace constatare che il problema fondamentale non sta lì. Il problema fondamentale è il prezzo del mais e i costi di essiccazione. Questo perchè il mais per lungo tempo staziona in campo prima della raccolta, dato che si va a raccogliere quando i prezzi sono più alti, usando il campo come magazzino. In questa maniera tutto il mais che sta in campo è soggetto potenzialmente ad attacchi di funghi perchè molte volte viene raccolto a novembre inoltrato: in particolare perché si tende a farlo asciugare sulla pianta riducendo così i costi di essiccazione successivi (per la conservazione il mais deve stare intorno al 15 % di umidità).
Ma in questa maniera se alla fine dell’estate asciuga, poi, se non viene raccolto per motivi di mercato o tecnici, subisce le piogge autunnali e va incontro all’attacco di funghi potenzialmente tossici.
2)L’azione preventiva del mais OGM è quindi scarsamente necessaria e soprattutto tende a convalidare una prassi peggiorativa della qualità del prodotto e non migliorativa come dovrebbe essere una filiera più attenta al consumatore, poiché induce a far credere ai produttori di poter lasciare impunemente il mais in campo tanto non succederà nulla!!
2)Altro fattore importante da considerare è che la quantità di aflatossie e micotossine ammesse è particolarmente bassa (microgrammi per kg di granella) e quindi siccome l’efficienza di questi mais OGM è sul 60-70 % di protezione anch’essi non proteggono comunque dal danno della piralide o di altri lepidotteri che colpiscono il mais.
Altra posizione è invece tenuta dalla Cia e dalla Coldiretti notoriamente contrarie all’uso degli OGM.
Parole chiave: agricoltura, mais, OGM
Pubblicato in Senza categoria, medioevo prossimo venturo | Commenti (1)
Notte blu e cous cous
febbraio 15th, 2010 at 03:25
Segnalo questi 10 botta e risposta fra Petrini e Bressanini, chimico, che tiene un seguito blog sul sito dell’Espresso:
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/02/12/dieci-risposte-a-carlo-petrini-sugli-ogm/
Bressanini confuta, o ritiene di confutare, molte tesi di Petrini. Temi ricorrenti: non è vero che l’ogm contamina il non-ogm (bastano piccole separazioni); è difficile in modo naturale combattere i parassiti; gli ogm hanno fatto abbattere il quantitativo di antiparassitari utilizzati, con beneficio generale….