Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Riccardo il 2 aprile 2010 alle 1:32
I lavori in corso nel vecchio Gambero Rosso di San Vincenzo, il bianco che viene steso sulle pareti, è forse il suggello visivo di un cambio definitivo di pagina. Anche gli ultimi “negazionisti” (“non è vero che è chiuso, come vi permettete, è solo una pausa di riflessione, riaprirà senz’altro!”) si sono estinti passando direttamente nelle schiere dei nostalgici, che però devono giocoforza, come gli altri, guardare avanti. E avanti ci sono, sostanzialmente, Massimo Bottura (La Francescana, Modena) e Massimiliano Alajmo (Le Calandre, Rubano – PD). Sostanzialmente nel senso che, alternati o in compresenza, riempiono ormai frequentissimamente, con le loro vite e filosofie sviscerate nei minimi dettagli, le pagine dei giornali specializzati e le schermate dei bloggers.
Detto questo, l’aver assistito (parzialmente) al Taste Ring (sorta di talk show nell’ambito del fiorentino Taste) sugli additivi in cucina, ci ha fatto capire come queste “nuove leve” o “astri nascenti” abbiano effettivamente spesso lo spessore dell’intellettuale consapevole, anche al di fuori della cucina, anche quando non parlano (anche lì, da veri intellettuali) di cucina. Alajmo, per dire, ha detto “sono due settimane che ci sto lavorando”, e non si riferiva allo schema di un nuovo piatto, ma a capire le pieghe e le (incongruenze) della direttiva ministeriale sui cosiddetti “additici chimici in cucina”.
Vedere il filmato qui sotto per credere…
Parole chiave: additivi, Alajmo, Le Calandre, texturas
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Il ristorante Lorenzo