Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Luca il 28 giugno 2010 alle 14:24
Mangiare con le mani è una cosa da bambini, uno sfogo che tutti ci permettiamo di tanto in tanto e che, anzi, all’estero è certamente più diffuso che in Italia (e non parlo di India o Africa, ma del ben più occidentale abbuffarsi in auto dopo una sosta al fast food). Ecco così che anche l’alta cucina, una volta sperimentata la rottura della rigida etichetta imposta da posate e apparecchiature eleganti, si è lanciata alla grande sul “finger food”, e non manca evento mondano (anche quelli de L’AcquaBuona ahimè) che non contempli almeno un aperitivo “alle dita”.
Ma se da principio ci si accontentava di tartine o di gustose fritture ancora calde con cui ungersi i polpastrelli, ecco che poi si è capito che si poteva fare di più, e la fantasia di chef e fornitori si è sbizzarrita nell’utilizzare e proporre ogni guisa di piccolo contenitore atto a alloggiare piccole creazioni culinarie in porzioni da un boccone o poco più.
Devo confessare che la prima volta che mi capitò di trovarmi davanti tutte questi ciottorini eleganti e colmi di squisitezze ne fui piacevolmente colpito, e d’altra parte come negare il fascino di questa neotenia montante che ci riporta tutti all’età della fanciullezza per rederci più felici (salvo poi imporre crescite forzate ai nostri figli per farli diventare precoci e avidi consumatori). Non solo potevo mangiare con le dita, ma anche collezionare qualche piccolo piacevole attrezzetto, e senza tema di essere preso per ladro visto che, naturalmente, tutto quanto avevo davanti e conteneva cibo era usa e getta.
Ecco il risultato del mio ultimo “finger food”, risultato parziale devo dire, avrei potuto collezionare molti più oggettini. Li ho portati a casa per far giocare le mie bimbe, ma non posso non pensare al cumulo di rifiuti che mi sono lasciato dietro, visto che quanto vedete va moltiplicato per gli oltre duecento “fortunati” commensali.
Cari chef, cari organizzatori di tali sofisticate futilità (da futili inutilità?), forse non stiamo parlando del più grosso problema del mondo, ma se proprio volete farci mangiare con le dita, permettetecelo sul serio e fatecele sporcare! Le nostre mani almeno non sono usa e getta, si lavano e si riusano, per una vita!
Parole chiave: finger food, spreco
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Il ristorante Lorenzo