La copuletta di Ozieri

Scritto da Paolo il 5 settembre 2010 alle 21:49

Ozieri, in Sardegna (per esser più precisi nel Logudoro, parte centro-nord in provincia di Sassari), è uno di quei posti baciati dalla fortuna gastronomica. Oltre ad essere una dei paesi del pane per eccellenza (da lì provengono la spianata o pane fine e un fragrantissimo carasau fatto a legna con farina integrale di grano duro), è anche famoso per la tradizione dolciaria, e in primis per la copuletta.

Perché parlare della copuletta di Ozieri? Tra il vastissimo repertorio dei dolcetti tradizionali sardi svetta sicuramente per la perfezione, la semplicità, la riuscita assoluta e sorprendente. Da descrivere è semplice: si tratta di una barchetta in sottilissima sfoglia (pasta bianca lavorata con lo strutto), un ripieno leggerissimo in mandorla e uovo montato, e una guarnitura superiore di glassa fine. Il problema è proprio qui. Ma descriverla è come romperla, violarla. Ricordo il primo assaggio, anni fa. Una illuminazione, rimasi basito. Com’era possibile che cose così semplici potessero dare una sensazione così indescrivibile? Magia delle mani delle donne di Ozieri.

Magia rara, e fugace: le copulette vanno mangiate freschissime, entro 2-3 giorni dalla produzione, per poterle assaggiare al meglio. Per chi ha la fortuna di trovarsi in Sardegna sabato 11 e domenica 12 settembre, da non perdere Sapori e tesori di Ozieri; sagra della spianata, del sospiro (dolce di pasta di mandorle), della copuletta, della greviera e dello zafferano. In alternativa, visto che è un presidio Slow Food, la copuletta di Ozieri si potrà trovare al Salone del Gusto di Torino, il 21-25 ottobre prossimi.

Un indirizzo sicuro dove trovare le copulette ad Ozieri:

La Copuleta – laboratorio artigianale, via Alagon 26, Ozieri. (tel. 079 770810)

Alcune informazioni (anche se purtroppo non aggiornatissime…) si possono trovare anche su www.saporietesoridiozieri.it

Pubblicato in en passant | Commenti (2)

2 Responses to “La copuletta di Ozieri”

  1. anna Farina Says:

    Sono di origine sarda e sposata con un sardo di Ozieri, ma viviamo in Inghilterra e i dolci sardi sono la mia, nostra passione. Ma con le nonne e mamme che non ci sono piu’ a farci assaggiare questi sapori cosi’ squisiti, le tradizioni dei dolci fatti in casa si stanno perdendo. Inoltre con la loro mancanza non si visita piu’ la terra di origine; quindi anche quegli ‘assaggi’ cosi’ aspettati non ci sono piu’. Mi farebbe molto piacere e ne sarei grata, di avere le ricette di quei dolci cosi’ buoni-copulettas, papassini, amaretti, sospiri-da poterli far assaggiare ai miei nipotini che non avranno l’occasione, come l’abbiamo avuta noi, di gustare un sapore del passato che ci ha tanto marcato. Grazie e buona Pasqua. Anna

  2. Paolo Says:

    Ciao Anna, infatti in rete non si trova molto riguardo a questi dolci; forse sono talmente delicati e richiedono tanta manualità e tanta esperienza che solo chi riesce a tramandarne la formula in modo diretto, di generazione in generazione, riesce a mantenerli vivi. C’è una ricetta di copulette in un libro di ricette di dolci sardi, (“Dolci di Sardegna”, Zonza Editori) ma in realtà non sono come quelle di Ozieri. Il libro però è di per sé interessante, per tutto gli altri dolci che presenta (pardulas, piricchittus, pabassinas, gattò, bianchini, aranzadas…). In vendita su IBS (www.ibs.it) puoi trovare anche “Dolci di Sardegna”, edizioni della Torre. Ma ti volevo segnalare anche un altro libro, bellissimo: “Pani. Tradizioni e prospettive della panificazione in Sardegna”, edito da Il Lisso. La versione stampata è splendida ma assai costosa, ma se ne trova anche una versione da scaricare gratuitamente in internet. Ecco il link: http://www.sardegnaagricoltura.it/index.php?xsl=443&c=4138&s=59479&v=2
    (nella pagina basta cliccare sul link in basso, file .pdf) Lo consiglio caldamente a tutti, è un volume di una bellezza unica che illustra una vera e propria forma d’arte popolare. Buona lettura!

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