Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Luca il 22 dicembre 2011 alle 19:30
Mi sono imbattuto in questo filmato (pubblicitario lo so, ma vi assicuro che non mi stanno pagando per questo!) e sono rimasto affascinato. Per un attimo mi sono immedesimato in quei pochi, fortunati, contadini, che in sella a questo trattore si dovevano proprio sentire gli alfieri della modernità! Una modernità che ancora vedeva l’uomo al suo centro, e le macchine al suo servizio, per alleviare il duro lavoro quotidiano… bei tempi!
p.s. so benissimo che quel bei tempi risuona alla perfezione con l’ironia dell’ultimo film di Woody Allen, beh, bei tempi lo stesso!
Parole chiave: agricoltura sostenibile, testa calda superlandini, trattore superlandini, Woody Allen
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Casina delle ostriche
dicembre 29th, 2011 at 17:37
Il trattore in questione, come altri dell’epoca, erano detti a “testa calda” perché esisteva una vaschetta sopra la testata dove andava messo il gasolio o olio pesante, che doveva essere incendiato per scaldare la testata, prima di mettere in moto altrimenti le basse pressioni a cui era soggetta la fase di compressione del motore non sarebbero state in grado di incendiare la miscela aria gasolio.
Interessante è anche il fatto che l’aratro sia trainato e non portato , come nei trattori di oggi poiché la macchina non era dotata di sistema idraulico e presa di forza.
Lamberto