Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Paolo il 6 gennaio 2012 alle 9:39
Milano, Stazione Centrale. Un luogo pieno di segni e di significati.
Qui a pochi metri, oltre la ferrovia c’è via Gluck. Vederla adesso e pensare ai campi, mette vertigine.
Dalla parte opposta invece, su via Ferrante Aporti, c’è un binario particolare, un binario nascosto, carico di storia. Il binario 21, che partiva dai sotterranei della stazione per portare tra il 1943 e il 1944 gli ebrei milanesi verso la soluzione finale. Più di 750 persone.
Oggi alzi gli occhi e vedi la torre. La torre dei ferrovieri. Ogni treno che passa fa un fischio per loro che sono lassù, imbacuccati in una tenda rossa dal 9 dicembre, da quando sono stati licenziati per la soppressione del servizio dei treni notturni.
Milano, Stazione Centrale; non è lontano, non è così improbabile; a pensarci bene, 800 persone che dall’oggi al domani perdono il lavoro, è una cosa che toglie certezze a tutti. Pensare a loro in questo scampolo di festività, e oltre nel quotidiano, non è poi così peregrino. Alle volte per tenere bene i piedi per terra bisogna alzare gli occhi al cielo. Per vedere il passato e capire l’oggi, per captare per caso un volo d’uccello che può indicare una strada nuova, di maggiore consapevolezza.
In bocca al lupo, ragazzi!
Parole chiave: binario 21, ferrovieri licenziati milano, ferrovieri sulla torre, ferrovieri treni notturni, via ferrante aporti, via gluck
Pubblicato in tangenziali e risaie | Commenti (1)
Notte blu e cous cous
gennaio 8th, 2012 at 11:40
Questo è quanto ci hanno regalato venti anni di fandonie sull’aziendalismo, sull’efficienza e balle simili. Abbiamo servizi pubblici che fanno schido (le FS sono un caso emblematico) gestiti come fossero aziende private ma pagate da noi, in cui gli unici che ci guadagnano sono i manager o i privati che si apprestano a mangiarseli (ma solo i bocconi migliori). Ora poi, c’è anche la gran buffonata della crisi che giustifica tutto, una crisi dettata (voluta) dal capitalismo (quello vero, non la barzelletta populistica del berlusca) che ha deciso che in Italia (e in Europa) si stavano sprecando troppi soldi per i popoli: “Basta stato sociale! Questi soldi servono alle nostre speculazioni, si privatizzi, liberalizzi, si raccontino un po’ di balle che questi gonzi tanto credono a tutto…”
In bocca al lupo, ragazzi!