acquabblog

Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.

19 luglio 2008

Gioco delle Cuvée: le immagini del trionfo!


Eccolo qui, in esclusiva mondiale, il filmato della proclamazione della squadra Toscana quale vincitrice del Gioco delle Cuvée 2008 tenutosi nell'azienda Contadi Castaldi il 17 ultimo scorso.


Alle informazioni del post precedente (a proposito: dati i pasticcetti che ho fatto ripeto i componenti della squadra: Stefania Vinciguerra (capitano), Andrea Gori, Kate Singleton, Luciano Zazzeri, Guido Ricciarelli, Vito Lacerenza, Piergiuseppe Alessandro, Daniele Bartolozzi, Paolo Baracchino, Leonardo Romanelli, Maria Pia La Scala e chi scrive) aggiungo che la giuria che ha giudicato le quindici cuvée si era allenata il palato riconoscendo alla cieca le provenienze di due Champagne, un Cava, due Franciacorta, un Oltrepò, un Trentino ed uno "Sparkling" USA (credo). I più bravi (riconosciute praticamente tutte): Pierluigi Gorgoni (Spirito diVino ed altro) ed Andrea Grignaffini (Ristoranti L'espresso ed altro).

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22 maggio 2008

Dai fratelli Cavallotto

Ultima edizione di Alba Wines Exhibition, terminata un paio di settimane fa. Dopo le sessioni di assaggio mattutine, una organizzazione encomiabile aveva programmato piccoli "eventi" pomeridiani con transfer multipli incrociati. Ed eccoci dunque qui, nell'azienda dei Fratelli Cavallotto per una verticale di Barolo Bricco Boschis Vigna San Giuseppe dal 1971 in poi (sette annate).

Io, che ho frequentato la tenuta di Elio Grasso (vedi copertina dell'Atlante delle vigne di Langa di Slow Food editore, per intenderci), credevo di aver "visto tutto". E invece... E siccome le parole e le foto non sarebbero bastate, ecco il filmatino...


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05 aprile 2008

Ore 9, produttori di Montalcino in riunione

Stamattina, ore 9.10: una piccola folla scende dalle scale che portano al "piano alto" dello spazio del Vinitaly dedicato al Consorzio del Brunello di Montalcino. Sono i produttori che hanno appena terminato una riunione nella quale hanno ascoltato le comunicazioni del presidente Cinzano Marone ed altri interventi. Riunione resasi indispensabile per decidere una "linea comune" da tenere nella risposta alla sempre più insistente curiosità dei visitatori di Vinitaly, siano essi giornalisti, operatori o semplici appassionati.
Chi ci riferisce dell'esito della riunione è Achille Mazzocchi, appassionato produttore, uomo di impeccabile eleganza e con le idee molto chiare da "sangiovesista" convinto. Idee che mette in pratica a Le Macioche, che peraltro ha "sfornato" quest'anno un delizioso Brunello 2003.
Per la cronaca, mentre preparavamo la piccola intervista, è passato proprio Cinzano Marone, che ha tenuto a precisare che la riunione appena terminata era solo la prima di una serie che inizierà già dal martedì successivo alla fine di Vinitaly.

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19 marzo 2008

Quanto sono interessanti le carte dei vini dei locali fiorentini?

Durante l'ultima edizione di Taste, salone del gusto fiorentino nato da un'idea di Davide Paolini, preso "in gestione" da Pitti Immagine ed ambientato dal 15 al 17 marzo nella suggestiva Stazione Leopolda, è stata presentata l'edizione 2008 di "Pappa e Ciccia", guida ai ristoranti, osterie, trattorie, vinerie di Firenze e provincia, curata da chi della Firenze "mangereccia" conosce gli anfratti più nascosti, ossia il giornalista Leonardo Romanelli. Edita da AIDA Edizioni (www.aidanet.it), ha 134 pagine e costa 6,50 euro, e si confronta con gli appassionati del mangiare bene nel sito www.pappaeciccia.golagioconda.it dove sono accolti suggerimenti, critiche, ecc.

Ma a proposito, quanto sono interessanti le carte dei vini dei locali della capitale di una regione cruciale per la nostra viticoltura? Ecco lo scambio di battute fra Paolini e Romanelli.

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04 marzo 2008

Il direttore della Guida Michelin Italia: la "rossa" è per l'emozionalità in cucina

Perché, ci si chiede spesso, nell'individuare il vertice assoluto della nostra gastronomia le guide dei ristoranti italiani nel corso degli anni sono andati convergendo su alcuni nomi e la Guida Michelin su altri? È una sorta di ripicca reciproca o una più importante differenza di intepretazione della cucina italiana (non so, simile al dualismo Michelangelo-Raffaello esistente fra gli studiosi del Rinascimento?).

Questa la curiosità girata al direttore della Guida Michelin Italia Fausto Arrighi intervenuto alla premiazione del concorso per cuochi professionisti "Azzurro in cucina" organizzato dal giornalista Claudio Mollo negli ambienti dell'Hotel San Ranieri e Ristorante Squisitia di Pisa.


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24 febbraio 2008

Il ministro Damiano: abbiamo interrotto anticipatamente la vendemmia

Il ministro per il lavoro uscente Cesare Damiano ha visitato Benvenuto Brunello, ed è stata l'occasione per delle simpatiche metafore: "anche le annate meno fortunate hanno la loro riserva"; "abbiamo interrotto anticipatamente la vendemmia, ma è positivo quello che abbiamo seminato e raccolto". E la vendemmia 2008? "Sarà una bella gara fra contadini...".
A fianco del ministro Francesco Marone Cinzano, proprietario dell'azienda Col d'Orcia e nuovo presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino.

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02 febbraio 2008

La nuova stella lucchese


“Mi ero ripromessa di non comprarla, quest’anno, la guida Michelin… l’anno scorso ci avevano dato la stessa valutazione di…” dice Mariella, e nomina una classica simpatica trattoria lucchese dal formidabile rapporto qualità-prezzo. “A noi ce lo ha detto Sauro [Sauro Brunicardi del ristorante La Mora di Ponte a Moriano, vecchia stella anch’essa lucchese], e io non ci credevo... siamo così nuovi. Effettivamente qualche mugugno da chi la aspetta da tanto ci è stato riferito. E poi, quante telefonate, quanti telegrammi, quanta simpatia, da Santini in giù. E le aziende vinicole che ci hanno regalato le bottiglie con l’etichetta dedicata a noi e alla stella…” Insomma, si entra in un vero e proprio club, a quanto si capisce.

[cappesante rosolate in padella con bavarese di carota e crema di mandorle al limone]

La provincia di Lucca, con quattro stelle (due di costa, Romano di Viareggio e Lorenzo di Forte dei Marmi, e due d'interno, La Mora di Ponte a Moriano e Butterfly di Marlia) si piazza alle spalle, nella classifica della Toscana giudicata dalla "rossa", delle inarrivabili Firenze e Siena. Predilezione per la cucina di pesce, molta umiltà (Fabrizio Girasoli è autodidatta, e assieme alla moglie ha viaggiato in lungo ed in largo per imparare), passione e fantasia, nei titoli dei piatti (è vero, i titoli lunghi stanno venendo a noia, ma qui non c'è mai pomposità) e nelle composizioni. Punti forti? L'armonia e la precisione dei sapori. Da migliorare? Un po' più di "forza"...

Ristorante Butterfly,
SS12 dell'Abetone e del Brennero, 192
Marlia-Lucca. Tel. 0583.307573
www.ristorantebutterfly.it
Aperto la sera, domenica anche a pranzo
due menu degustazione 45 euro
alla carta 55 euro vini esclusi

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22 dicembre 2007

Bordeaux: vita da studente

Il primo giorno di lezione arriviamo nella facoltà di Enologia di Bordeaux attraversando la città con la metropolitana di superficie, costruita in circa 3 anni e che ora collega i maggiori quartieri della cittadina. Nell’ora di punta è affollata ma i frequenti passaggi della stessa (un transito ogni 5-10 min) riducono le attese. Nonostante il percorso attraversi il centro storico, l’impatto e minimo e i vantaggi di tempo sono enormi. Lo stesso percorso in bus, negli anni prima della metro, richiedeva circa 1 ora. All’arrivo in facoltà, dopo i primo convenevoli di rito iniziano le lezioni: lo stage di quest’anno affronta le problematiche relative alla produzione di vini rossi di qualità. Come sempre non si tratta di un corso propedeutico ma di una serie di approfondimenti su argomenti specifici di ricerca e tecnica.

Poi , alle 13,00 c’è la mensa universitaria, poca fila anche nei momenti di punta e buona scelta di piatti e contorni, ma la pasta è servita come contorno dell’agnello alla griglia! Un vero colpo per i cultori della pastasciutta!

Il ritorno in aula precede di poco la lezione in laboratorio sulla microossigenazione dei vini; con un approccio finalmente scientifico si analizzano le implicazioni chimico-fisiche di questa tecnica ormai di moda nelle cantine e, partendo dai diffusori, se ne studiano le metodologie di utilizzo. Ecco un piccolo filmato a proposito:

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La sera cena in bistrot, in compagnia egli altri corsisti, tutti operatori del settore a vario titolo
(agronomi, proprietari di aziende, enologi e consulenti), alla ricerca di qualche prelibatezza gastronomica come nel caso di un noto locale della città specializzato in ostriche dove anche chi, come me, non ne è amante, è riuscito comunque ad assaggiare ottimi piatti alternativi, come una saporita zuppa di pesce o un formaggio di pecora particolarmente saporito.

Ma l'esperienza più attesa del corso è come sempre la visita alle cantine in compagnia dei tecnici che le dirigono. In particolare a Margaux si è visitato Chateau Rauzan-Ségla, Grand Cru Classé, e a S. Emillion Chateau Cheval Blanc Premier Cru Classé A.

Grande emozione e grande soddisfazione per l'assaggio di questi grandi vini durante la visita delle aziende (la prima di proprietà di Chanel) e per la competenza con cui i tecnici ci hanno intrattenuto sulla importanza del territorio nella qualità del vino, famoso cavallo di battaglia dei francesi.

La visita a Cheval Blanc è stata tutta incentrata sulla descrizione dei terreni e delle varie combinazioni terreno vitigno al fine di ottenere la maggior espressione qualitativa delle uve: il risultato all'assaggio dell' annata 2001 dà veramente ragione all'enologo che da oltre 15 anni guida l'azienda. Cabernet franc e Merlot hanno i loro terreni di elezione in queste zone, tanto che viene riportata la stratigrafia all'ingresso dell'azienda per comunicarne l'importanza al visitatore.

Il vino, come era da aspettarsi, riconcilia con i vini francesi, che al ristorante non riescono ad essere convincenti se non oltre i 70-80 €. E' vero che l'annata 2002 ha spuntato i 400 €, ma l'equilibrio, l'eleganza e la "dolcezza senza zucchero" di questo vino lo rendono realmente una grandissima espressione enologica. La sensazione è che niente si improvvisa nella ricerca della perfezione, ma molto è e rimane nelle mani della natura.

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12 dicembre 2007

OCM vino: lunedì il redde rationem

Non era l’argomento centrale del convegno "Valore e valori del vino italiano", organizzato a Firenze dalla Bayer, ma l’OCM vino (OCM sta per Organizzazione Comune del Mercato) ormai monopolizza l’attenzione, e non poteva che esserci un passaggio sull'argomento nelle considerazioni finali del sottosegretario alle Politiche agricole Guido Tampieri. Sono infatti queste le ore decisive prima del “redde rationem” europeo di lunedì prossimo, e sono ore di contatti frenetici: De Castro, annunciato in un primo momento, è in Spagna a definire strategie comuni dei paesi mediterranei. La posizione del governo espressa dal sottosegretario è la seguente:
-dando tutti i dovuti meriti alla precedente OCM una riorganizzazione del mercato vino era comunque necessaria e non può essere impedita: detto questo, vanno salvaguardati i nostri interessi;
-rispetto ad una prima versione “drammatica”, la superficie di vigneti da estirpare è scesa da 400mila ettari a meno di 200mila, ed è ancora oggetto di trattativa;
-(come quasi nessuno aveva dubbi, ndr) l'abolizione dello zuccheraggio è uscita dalle trattative (salvando la produzione tedesca), e su questo il governo italiano non metterà bocca, ma a questo punto dovrebbero esserci contropartite positive per i nostri mosti concentrati;
-fra l’altro, diminuire la superficie di vigneti da estirpare libera dei fondi che possono essere utilizzati per altri scopi, ed in ogni caso i fondi UE per l'Italia in relazione a questa nuova OCM dovrebbero essere cospicui;
-notizie rassicuranti sui problemi connessi a tutele sulla zona di provenienza e lavorazione delle uve, etichettature ecc.

Ecco un passo significativo dell'intervento del sottosegretario


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24 novembre 2007

Degustazione a Pisa dei "Grandi Cru" e il Tre Bicchieri mancato

Come ormai fa da diversi anni, l'Associazione Grandi Cru della costa toscana (una ottantina di validiproduttori dei territori di Massa-Lucca-Pisa-Livorno-Grosseto) ha organizzato a Pisa (in occasione di Pisa Vini) una degustazione “a tema” che stavolta aveva come titolo “Il Sangiovese e i suoi fratelli”. “Moderatore” Daniele Cernilli che ha aperto scusandosi di stare in cattedra fra “colleghi” e che quella sarebbe stata in realtà una franca ed aperta discussione. Salvo poi, subito dopo, assegnare 10 minuti per l’assaggio dei 16 campioni; “almeno 20!” ha ribattuto Ginevra Venerosi Pesciolini (Tenuta di Ghizzano), ormai saldamente e sempre più autorevolmente al timone dell’Associazione; non più di 15! ha ribattuto con bonaria autorità il co-direttore della Guida Vini d’Italia Gambero Rosso-Slow Food.

Effettivamente, poi è seguita una discussione corale e simpatica sui vini assaggiati, in genere più che apprezzabili, in cui è stata largamente utilizzata la terminologia della critica enologica oggi più in voga: personalità, carattere, vino tecnico, vino contadino ecc ecc.

Uno dei vini più lodati è stato il Montecucco Grotte Rosse 2004 di Leonardo Salustri, un sangiovese in purezza di altissimo livello, che però non compare nella Guida del Gambero-Slow Food, ma che sarebbe stato premiato se i campioni fossero arrivanti in tempo….


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14 novembre 2007

Merano Wine Festival: si espande, si espande...


Ogni anno si espande, ogni anno diventa più grande. Questa l’idea che dà il Wine Festival di Merano. Ogni anno si vedono nuove tensostrutture che dal Kurhaus si protendono verso il romantico lungo-Passirio, come quella che quest’anno ospitava la GourmetArena di Luigi Cremona, che prometteva delizie e chef stellati.

Il primo giorno, il parcheggiatore ci fa: “ma ce l’avete il biglietto o il pass, perché hanno smesso di vendere”. Si, l’accesso contingentato è diventato una consuetudine; ma l’accesso contingentato nella sala principale, il Pavillon de Fleurs che conteneva i produttori TOP, quello non l’avevo ancora visto. Sì, insomma, c’era la fila per entrare anche lì (vedi video...).
Comunque, ho avuto l’impressione che l’affluenza sia stata “a macchia di leopardo” sia nello spazio (nella sala dei produttori del centro-sud c’erano spesso dei vuoti) che nel tempo (per esempio i Domaine di Borgogna, il lunedi, erano affollati all’apertura ma dopo molto meno). Notazione di colore: gustosa la muraglia umana di fronte al trittico Ornellaia-San Guido/Sassicaia-Castello del Terriccio/Lupicaia.

Al di là di questo? Colpisce, come al solito, come così tanta gente abbia così tanti soldi da spendere, colpisce l'ansia di esserci dei produttori "normali" e la voglia di tornarci di quelli "grandi" (basti pensare a Giacosa che viene solo qui). Per questo (oltre che per il meraviglioso autunno altoatesino), questo di Merano è un evento ed è unico nel suo genere. Per questo, il Festival rimane una attrazione per quello che ogni anno offre (cinque vini di Borgogna bastano per farti passare ogni malinconia...). Anche se non si possono fare troppi programmi, che sennò alla fine si rimane frustrati e scontenti.

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04 novembre 2007

Gianfranco Soldera, l'unico

“Cosa si assaggia? Assaggi tutto quello che vuoi, quando sei nella mia cantina. Il problema è arrivarci.”

Gianfranco Soldera, al di fuori di ogni circuito: al di fuori del circuito delle manifestazioni, al di fuori del circuito delle guide (per reciproci contrasti). Meglio non riferire ciò che pensa dei giornalisti del vino, diciamo che non li ritiene dalla parte del consumatore. Meglio non riferire ciò che pensa di pressoché tutti i vini considerati come i migliori. Meglio non riferire ciò che pensa dei territori italiani che non siano Piemonte e (poca) Toscana (Quintarelli e qualcosa d'Irpinia a parte).

Un personaggio così non esisterebbe per il resto del mondo, se non fosse che fa i migliori vini della sua tipologia, e fra i migliori al di fuori. E molti lo sanno. Dunque, eccome se esiste, ed è unico.

Soldera sulla ricerca nelle aziende e sulla riforma OCM:

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13 ottobre 2007

Parata di chef per i 30 anni dei Ristoranti d'Italia de L'espresso


Eccoli subito qua, i tre “geniacci” della nostra italica cucina: Vissani (omonimo ristorante a Baschi - TR), Alajmo (Le Calandre, Rubano - PD), Pierangelini (Gambero Rosso, San Vincenzo - LI) … ma chissà perché saranno così perplessi?...

Ebbene sì, fino all’anno scorso la Leopolda di Firenze era il regno della guida dei vini; quest’anno quella dei ristoranti ha invaso il campo rubandole la scena alla grande. D’altra parte questo è un momento in cui gli chef sono delle superstar, che ci vogliamo fare?

Un trentennale è sempre un trentennale, soprattutto se la guida dei ristoranti de L’espresso arrivò per prima nel 1979 a rompere il monopolio della “francese” Michelin. Anche Stefano Bonilli, col fido Marco Bolasco, ha reso omaggio con molto fair play ai colleghi andandosi a fare diligentemente la fila all’”accredito”…

[Stefano Bonilli smessaggia...]

I “tre cappelli” (da cuoco) de I Ristoranti d'Italia 2008, ossia i ristoranti da 18/20 in su, sono 13 (25 sono le “tre forchette” del Gambero Rosso). I tre ristoranti in testa sono gli stessi per le due guide, ma mentre con il sistema di votazione Espresso che procede per “mezzi punti” essi sono diplomaticamente appaiati a 19.5/20, per il Gambero Rosso Pierangelini vale 96/100, Vissani 95/100, Alajmo 94/100.

[Enzo Vizzari con il "folletto" Bruno Barbieri, chef del ristorante Arquade presso la stupenda Villa del Quar non lontano da Verona]

La Francescana di Modena raggiunge l’Enoteca Pinchiorri e La Pergola del Cavalieri Hilton di Roma a 19/20, mentre il salto più grosso lo fa, da 17.5 a 18.5/20, Davide Scabin del Combal.Zero che così raggiunge Il Pescatore di Canneto sull’Oglio.

[sei stelle Michelin in amabile conversation: Anne Feolde - Enoteca Pinchiorri ed Antonio Santini - Dal Pescatore]

Rispetto all’anno scorso: -3 “due cappelli" (da 51 a 48), -16 “un cappello” (da 246 a 228); ristoranti con almeno “un cappello”: 56 in Lombardia, 36 in Piemonte, 27 in Campania, 24 in Toscana (ohibo'!!), 20 in Emilia Romagna e Lazio, 18 in Veneto, 13 in Liguria, 10 nelle Marche, 9 in Sicilia… Grande progresso dunque della Campania, ma anche del Piemonte; segnano il passo Toscana, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna.

Ma chi volesse vedere tutti gli chef, clicchi qui sotto: Scabin, Vissani, Alajmo, Pierangelini, Feolde, Esposito, Beck, Santini, Cracco…. tutti insieme appassionatamente!

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