acquabblog

Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.

25 giugno 2008

Nebraska!

La foto che ritrae questo signore con gli occhiali è la foto di un vero personaggio della mia adolescenza e gioventù: Nebraska, che con l'omonimo locale ha avvicinato schiere di giovani al mondo del vino e all'amore per esso. Il locale, che esiste ancora, si trova sulla via provinciale che da Camaiore, in provincia di Lucca, conduce al capoluogo, alla fine di un bel rettilineo costeggiato da file di grandi alberi che fungevano da perentoria delimitazione della strada per quelle volte, ahimè, in cui il vino era usato per dimenticare. Giovani come eravamo, stavamo ad ascoltare le sue indicazioni con reverenziale attenzione. Dal lui passava, quando era in zona, Veronelli, e per noi tanto bastava.

Andavamo da Nebraska per qualsiasi occasione: cene di classe liceali, compleanni, per chiacchierare di donne e mali d'amore, ma soprattutto per esplorare quell'universo enoico ancora per molti versi favolistico. Scoprire così i Bric, gli Amaroni d'annata, gli Champagne e i bianchi friulani bevuti dopo anni e anni di invecchiamento, aveva l'atmosfera dell'iniziazione e dell'avventura.

Ho del suo locale bellissimi ricordi, legati a bistecche cotte sul caminetto in assoluto self service quando ancora le ASL non assillavano i consumatori e gli osti.

Ho anche ricordi più intimi legati a persone che mi sono state vicine e che ora si sono perse come l'Andrea di De André.

Il legame con Nebraska è legato alla nostra (dico nostra perché con me erano spesso Luca, Fernando e Vincenzo) giovinezza e come tale un po' velato di malinconia e di leggenda.

Salute allora a Nebraska! Chissà, forse oggi più che mai c'è bisogno del tuo locale!!!

Salute!!!

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18 giugno 2008

Bravo Marchesi, basta coi punteggi!

Gualtiero Marchesi ha sbottato: «Dal momento che si viene giudicati soprattutto in base a quello che piace, mi accontenterò di un giudizio del genere a condizione però che non sia accompagnato da un punteggio, rendendo oggettivo ciò che non è tale. In effetti, è impossibile esprimere un parere senza applicare in qualche misura il proprio gusto personale."

Completamente d'accordo! E certo senza limitazione all'ambito ristorantesco, anzi! La pretesa di oggettività di una o più persone che affibbiano a una sensazione prevalentemente soggettiva un numero è veramente quanto di meno scientifico ci possa essere.

L'uomo come strument
o di misura! E l'uomo coi suoi sensi meno quantitativi: il gusto e l'olfatto, figuriamoci!

Certo, nella valutazione di un ristorante conta anche l'apparecchiatura, l'ambiente, il servizio... e vi sembrano criteri oggettivi questi?!

E se Marchesi si scaglia contro le stelle, i cappelli e simili, cosa dire dei punteggi numerici? Dei ventesimi o, tanto meglio, dei centesimi?!?! Almeno le stelle, nella loro grossolana classifica che conta solo sue tre voti, possono vedersi come una indicazione sintetica di quanto un determinato locale è stato apprezzato, ma i centesimi utilizzati quando si giudica un vino?!

Certo, so già cosa mi verrà obiettato, l'analisi sensoriale di un vino è mollllto più oggettiva di un giudizio su un ristorante. Ma quelli che affibbiano centesimi (o ventesimi, che coi mezzi punti diventano quarantesimi, e quindi solo un po' meno indecenti della divisione centesimale) sanno cos'è un processo di misura? Sanno cosa vuol dire ripetibilità?

Su, sfido tutti, compreso me stesso, tutti quelli che di fronte a un bicchiere di vino annusano, rimirano, suggono, se ne irrorano le papille e, alla fine, dopo aver debitamente corrugato la fronte, emettono un... sessantasette, o un... ottantadue. Sfido questi a ripetere l'esperimento alla cieca, intramezzando il solito vino ad altri, e a vedere quante volte danno lo stesso punteggio, e a ripetersi tre giorni dopo, e a misurare la varianza (la variazione rispetto alla media) dei punteggi dati allo stesso vino. E anche nel caso in cui il degustatore sia particolarmente abile e allenato, riuscendo ad avere una varianza piccola (a ripetere lo stesso giudizio con scostamenti minimi) qual'è poi la validità oggettiva del suo voto rispetto a quello dato da un altro? Tante volte non ci si trova d'accordo neppure su un colore, figuriamoci sulla grana di un tannino o sull'eleganza di un profumo!

Qui all'AcquaBuona abbiamo guidaioli, più di uno, e abbiamo dato punteggi, anche io l'ho fatto, ma non sulla rivista. Non so se per modestia o per altro, fin dall'inizio abbiamo parlato di vini solo e semplicemente esprimendo le nostre sensazioni, e dicendo, certo, se un vino ci piaceva o meno, ma mai (in nove anni
quasi mai, per essere precisi) affibbiando alle sensazioni un voto. Ripeto, non so perché è andata così, neppure è stata una scelta troppo meditata, ma di una cosa sono sicuro: abbiamo fatto bene!!!

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15 giugno 2008

L'AcquaBuona anno X

Nove anni fa, 15 giugno 1999, L'AcquaBuona fece il suo esordio in rete. Forse fu la frenesia di fine millennio, forse solo uno sbocco naturale per una passione che ancora dura. Fatto sta che siamo ancora qui, tutti quelli dell'inizio (che fortuna!) e altri che ci hanno affiancato con gli anni.

Vogliamo ringraziare tutti, i lettori innanzitutto, e poi i collaboratori, quelli di oggi e quelli che hanno fatto un percorso, anche piccolo, con noi. E infine gli amici e i nostri cari, per la pazienza e la benevolenza con cui hanno sempre guardato a questa nostra piccola grande impresa.

Entriamo quindi nel decimo anno, nell'anno X! Ci entriamo di slancio e con la ferma intenzione di farne un anno che non sia da meno dei belli anni passati.

La redazione

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09 giugno 2008

40 quintali!

Quando ci si butta ad organizzare eventi non si ha mai bene in mente a cosa si stia andando incontro... poi ci si trova nel bel mezzo del marasma e in qualche modo, quasi sempre, si trova il modo di scamparla.

Stavo proprio ora parlando ("chattando" si direbbe, ma è proprio brutto...) con Fillipo Ronco, alle prese con l'ultima settimana prima del suo evento Terroir Vino.

"Sono affranto, ho scoperto che nel giorno del'evento c'è un raduno di auto d'epoca di fronte al Palazzo Ducale, con tutto il vino che devo trasportare... e poi ci sono quei 40 quintali di ghiaccio, come fanno a portarmeli!? "

40 (quaranta) quintali!!! 4 tonnellate! Il ghiaccio, che incubo! Per i produttori non basta mai, al primo accenno di vino sopra i 4 gradi centigradi incominciano a dare di matto... 40 quintali sono un bell'antidoto per la pazzia dei produttori, ma certo, anche solo farli arrivare!!!

Coraggio Filippo, tuto si risolve! Lunedì sarò da te e mi concentrerò sui vini bianchi, così se ne trovo uno caldo...

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02 giugno 2008

Vespasiano antocianico

Il bagno, anzi, il cesso, è alla turca, e la ceramica sotto ai nostri piedi profondamente segnata da venature nero violacee. Ma l'atmosfera è limpida, e niente fa pensare a un locale poco pulito, anzi. Alle pareti etichette di Rabaja 96, Jacques Selosse 1988, Chassagne Montrachet 2003. Incastrato dietro alla cassetta dello sciacquone fa capolino un coperchio di legno marcato Tenuta di Ghizzano... lo dobbiamo dire a Ginevra!

La porta dà su una piccola corte su cui si affaccia una casa di ringhiera. Si torna dentro e si riprecipita nella calorosa ressa dell'ora dell'aperitivo. I vassoi di stuzzichini, per nulla banali, vengono spazzati via e rimpiazzati velocemente dalla cameriera cinese: capponata, formaggi freschi, pollo lesso in insalata, lingua e salsa verde, fegato, pomodori secchi...

La clientela è varia e simpatica a prima vista, si capisce che c'è l'avventore di passaggio e il cliente, anzi l'amico, che non manca mai una sera. Cordiali e competenti i mescitori, pronti a suggerire e a sbicchierare tutte le innumerevoli belle bottiglie che tappezzano le pareti. Non è serata di poesia ci dicono, peccato, perché il giovane gestore di tanto in tanto fa silenzio e declama, per allietare il brindisi.

Ci scoliamo (io e Paolo Rossi), un veltliner austriaco di grandissima mineralità, Grüner Veltliner, Fass 4, 2005 Weingut Bernhard Ott. Una beva trascinante, peccato cambiare bicchiere, ma la curiosità ci comanda. Segue il Soave Calvarino 2005 di Pieropan, che segna un salto indietro, verso una semplicità fruttata che tuttavia non manca certo di beva! Chiude il Tocai 2005 di Borgo del Tiglio, grande bocca francesista che coniuga legno e finezza.

Ripensiamo a quelle strisce nere nel cesso... ora non abbiamo dubbi, il vino ci ha aperto la mente, di antociani si tratta!

Dove? Beh, vediamo chi indovina!

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30 maggio 2008

Una prova "terribile"

"Signori de L'AcquaBuona, mi devo sottoporre ad una prova terribile (forse anche per voi) ma è un passo indispensabile ......... il vostro giudizio.
Questo vermentino 2007 nasce da una passione, che voi conoscete bene, da una cantinetta familiare che tagliando completamente col passato (metodi e abitudini) vorrebbe realizzare una bottiglia con tanto di etichetta. Per ora è solo un sogno che scontrandosi con la realtà, vedi ASL, regione, diritti d'impianto, ecc., sembra dover rimanere tale. A proposito, avete per caso già pubblicato qualcosa riguardo tutta questa burocrazia, dalla vigna alla cantina????

Mi sto perdendo ... dicevo ... siate spietati e si accetta ogni tipo di consiglio... "

Ecco cosa ci scrive Davide Garzo di Bussana di Sanremo, nostro lettore da tanto tempo, in un foglio arrotolato intorno alla sua bottiglia, quasi un messaggio da un'isola perduta, ma col foglio fuori perché l'interno del vetro è ben occupato dal liquido in questione, quello della "prova terribile."

Caro David, la risposta è pubblica, e positiva. Intanto è un vino come si deve, nel colore, nei profumi e nei sapori. Nessun difetto! E poi è anche un vino piacevole, moderato nelle sue espressioni ma preciso. Ed è un Vermentino innanzitutto, dal naso penentrante di pietra focaia e fiori di campo, dalla buona verve acida, dalla netta nota amarognola.

Certo, ha da crescere ancora, da acquistare carattere, da imparare ad ammaliare, ma una etichetta secondo me la merità di già. E siccome ci chiedi consigli, che è difficile dare, ecco invece qualche critica, che forse conoscendo il vino potrai interpretare meglio di noi. I profumi, pur nitidi, non sono molto intensi, e, problema più evidente, l'acidità è un po' slegata, assai citrina, quasi che manchi un po' di grassezza a bilanciarla. Com'è andata l'annata? Forse potevi ritardare la raccolta? Una diagnosi di fronte alla bottiglia nuda, senza neppure un'informazione su gradi o altro è difficile, ma non crediamo che il tuo obiettivo sia lontano e, alla tua ulteriore domanda che ci fai, se preferiremmo un piccolo taglio con altro vitigno per ammorbidire il vino, rispondiamo decisamente "no!" Vai col Vermentino, e continua a farcelo assaggiare!

p.s. no, non sappiamo, per nostra fortuna, delle peripezie burocratiche dalla vigna alla cantina, anche se conosciamo la perversione di ASL e burocrati vari... e non abbiamo difficoltà a capirti!

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09 maggio 2008

mediTERRAnea, la "scatola" è pronta

Virgolettata sì, ma è proprio una scatola. Una semplice scatola di cartone, da bottiglie di vino, che ci segue in questa avventura di Orizzonti e Vertici. Ci serviva per portarci dietro la cancelleria e ci appiccicammo sopra il pieghevole del primo evento, per coprire i simboli dell'azienda vinicola a cui la scatola apparteneva. Poi, anno dopo anno, ci siamo affezionati, e l'applicazione del pieghevole, o del biglietto di invito dell'evento in corso, è diventata un rito.

Eccola!

Mostra gli anni, è vero. E ormai le sei posizioni utilizzabili sono tutte occupate, un segno per il futuro? La fine di un ciclo? Beh, intanto vediamo come va a finire questo mediTERRAnea, che le sue soddisfazioni ce le ha già date, per il grande livello delle aziende che hanno risposto al nostro invito, ma che attende come sempre la consacrazione del pubblico.

Intanto la scatola è pronta, in anticipo rispetto al solito, col suo contenuto di ricevute, cartellini, penne, timbri e relativo inchiostro (sì, abbiamo ancora un timbro NON autoinchiostrante!), nastro adesivo grande e piccolo, spille, un paio di elastici... forbici, ah ecco, le forbici me le ero dimenticate... le metto!

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06 maggio 2008

Corto Maltese, il sapore del mare

A pochi metri dalla stazione vecchia di Viareggio (ormai i treni ci passano solo davanti, senza mai degnarla di fermata) e non lontano dalle banchine del porto, dove attraccano barche miliardarie ma anche piccoli pescherecci, c'è il Corto Maltese. Il luogo era già stato testimone di una bella avventura, di una delle più radicali trattorie di pesce viareggine, quelle che restavano chiuse col mare mosso, non potendo cucinare pesce che non fosse fresco.


Da tre anni il testimone è passato a Gianni e Paolo che, ben consci della storia del luogo, sembrano averne sposato la filosofia. Una filosofia che dice tanto, anzi, praticamente tutto: qui regna il pesce, quello vero.

E se è ormai impossibile basare la cucina di un ristorante moderno solo sul pescato locale, al Corto Maltese non si disdegna certo quello che le piccole flottiglie viareggine riversano freschissimo sul porto, anzi, il rifornimento locale diventa un punto di forza del ristorante, che è aperto anche di lunedì, "per sfatare il fatto che nei ristoranti di mare non si possa sperare in qualcosa di buono nel primo giorno della settimana, basta andare sul molo, quì vicino, e attendere il ritorno dei pescherecci usciti la domenica notte..."


Ecco così che si parte con un assaggio di crudo "solo un assaggio perché stasera vogliamo farvi sentire varie cose, ma di solito il piatto è ben più grande!" E anche se è vero che da un crudo non si può giudicare troppo la cucina, non ci sono dubbi sulla freschezza del piatto, con gli scampi segnati dal verde smeraldo delle interiora e la carne della leccia e della mormora tonica e succosa.


Poi, due composizioni "nouvelle": timballo di orzo e polpo con cicala sbollentata, dove è la cicala, appena cotta, a rendere il gusto del mare, mentre il polpo in rosso ci pare deviare verso una cucina meno raffinata, e crocchetta di gambero, scorfano in pastella su crema di cavolfiore, raviolo di patate al ragù di leccia. Un buon tris con un plauso alla pasta ripiena per la definizione dei sapori e la croccante freschezza dei bocconcini di pesce del ragù.


Più classico il primo, una bella porzione di paccheri con zucchini, cernia e pomodoro fresco, forse il piatto più convincente della serata, per equilibrio, sapore, leggerezza e la squisita consistenza del vero pacchero meridionale. E ancor più classico il secondo, un bel pesce al sale, per farci assaporare il mare, senza interferenze.


Conclusione all'altezza, con un dessert composto da tarte tatin di mele con crema alla cannella, quenelle di cioccolato fondente e tortino rhum, cioccolato, amaretti su crema alla vaniglia.

La serata è stata naturalmente anche ben annaffiata, dall'esordio col Metodo Classico Rosé di Uberti, al finale con un sorso clandestino di fragolino, passando per Alto Adige, Alsazia, Austria, Friuli e ancora Friuli ma nella versione "naturale" di Vodopivec. Ma ecco, gran parte di questi vini ce li eravamo portati dietro, per divertirci tra amici cercando di indovinarli, e quindi, se vogliamo, un piccolo appunto a Gianni, che cura la sala, mentre Paolo coadiuvato da Davide sta in cucina, lo dobbiamo fare: la carta è ancora ristretta, e la classe della cucina chiederebbe di meglio e di più.


Un appello che, ne siamo certi, sarà ascoltato, perché la cucina e la materia prima del Corto Maltese veramente lo meritano.

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Bravo Lamberto!

Lamberto, Lamberto Tosi, l'enoagronomo de L'AcquaBuona è stato premiato come miglior enologo locale durante la manifestazione Spinofiorito della scorsa settimana.

A lui i nostri complimenti e ai nostri lettori l'invito a sfruttarlo di più, non capita sempre di avere un enologo decorato in redazione!

Spinofiorito, appuntamento enogastronomico-culturale organizzato dalla provincia di Massa-Carrara si svolge dentro al bel Castello Malaspina, che troneggia sopra il centro storico della città di Massa, e ogni anno registra un bel successo di presenze grazie alla sua formula che unisce presentazioni enologiche e gastronomiche a concerti, conferenze, rivisitazioni tradizionali.

Quest'anno l’ultima giornata ha visto anche l’assegnazione di premi a imprenditori, giornalisti ed enologi: in tutto sono stati consegnati sei “spinofiorito d’oro”.

Tra gli imprenditori a livello nazionale sono stati premiati Andrea e Paolo Vincenzo Mogavero, della omonima ditta proveniente da Salice Salento, in provincia di Lecce, espositori habitué fin dalla prima edizione. A livello locale il riconoscimento è andato ad Alberto e Pierpaolo Della Tommasina, della ditta Della Tommasina Cesare. Nella categoria giornalisti lo spino d’oro è stato assegnato, a livello nazionale, ad Enrico Barcella, autore di Rai1, e, a livello locale, a Salvatore Marchese. I premi agli enologi sono andati a Bruno Rivella, presidente nazionale Onav (livello nazionale) e a Lamberto Tosi, livello locale. Il premio “arredo verde” per i migliori giardini del colle della Rocca, dove si erge il castello, ha portato lo spino d’argento al primo posto a Maria Cristina Panfietti, seguita da Raffaele Serino e Mauro Albertini. Infine il premio Arte è andato a Lorenzo Boni della classe 1^B dell’Istituto Palma di Massa: la sua opera costituirà il bozzetto per l’annullo filatelico della prossima edizione di Spinofiorito.

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12 marzo 2008

Planeta... Rosé!

Eccolo, il nuovo vino di Planeta, sta uscendo proprio ora sul mercato. L'ho potuto assaggiare durante Sicilia en primeur, a Sambuca, casa loro.

Carminio pallido, quasi buccia di cipolla, profuma di frutti rossi, ma forse ancor di più di petalo di rosa. Molto secco al gusto, quasi amarognolo, saporito e beverino. Difficile che da queste parti di sbagli un colpo...

E' fatto con Syrah, pressato sofficemente e lasciato a contatto con le bucce per 6 ore a 6 gradi.

Provatelo! E prima di lasciarvi, per accontentare un fan di Francesca Planeta che l'ha definita, in un recente commento, l'unica signora del vino. Eccola!

Ah, dimenticavo... il Rosé ha il tappo a vite! Annuncio che raccoglie il plauso di parte dei giornalisti presenti. "Una scelta per venire incontro al mercato britannico, scandinavo e tedesco. Su altri vini utilizziamo la vite all'estero e il sughero in Italia, ma su questo solo vite," spiega Francesca.

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09 marzo 2008

Sicilia, un'annata con la mezza stella

Annata 2007: per i vini siciliani una valutazione tra le quattro e le cinque stelle.
“Eleganza, frutto, equilibrio e nobiltà organolettica”: queste le valutazioni espresse dall’enologo Riccardo Cotarella sull’annata 2007 dei vini siciliani. Un’annata tra le quattro e le cinque stelle dal punto di vista qualitativo. Secondo l’enologo il 2007 potrà essere ricordato, tra l’altro, per una “rivisitazione dei processi produttivi che ha indotto i produttori del vino siciliano di qualità a realizzare vini capaci di soddisfare le nuove esigenze del consumatore.”

Questo l'incipit del comunicato stampa appena rilasciato da Assovini, organizzatrice di Sicilia en primeur. Io alla degustazione en primeur c'ero, ma non sono un fan delle stelle, così come dei punteggi in centesimi e di tutta questa pretesa di obiettività quantitativa che si cerca di infilare in un mondo che invece vive anche di emozioni, ricordi, passione. Comunque sia ierisera, dopo la degustazione, mi sono sentito soddisfatto, e nel mio piccolo le stelle le avevo già assegnate, almeno sette!, perché sì i vini mi erano piaciuti, ma era anche fantastica la vista delle Egadi al tramonto e il profumo della primavera imminente... era la Sicilia che se le meritava.

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08 marzo 2008

8 marzo nel vino, in Sicilia

Sicilia en primeur, oggi è giorno di viste aziendali. Da Marsala a Menfi, sotto scrosci di pioggia e folate di vento, abbiamo potuto constatare con mano la forza delle donne del vino.

E' Lorenza Scianna, enologa di Fondo Antico che, per prima, ci travolge col suo modo di spiegarci il vino, il suo vino, il vino come lei lo vorrebbe, come deve essere e come riesce a farlo. La sua voce vibra, il suo bell'accento palermitano indulge sulle vocali ben scandite delle parole che affermano il suo credo. Si scalda, si scioglie i capelli, si inquieta se, per un attimo, pensa di non essere seguita, si scusa per una supposta incapacità di parlare al pubblico quando invece la sua forza comunicativa è travolgente, schietta, vera.

E' Marilena Barbera, delle cantine omonime, la figlia che ha preso in mano le redini aziendali, che ha raccolto il testimone del padre mancato da poco.. Dolce, perfettamemente a proprio agio nell'accoglienza, determinata, ci fa capire quanto il vino sia per lei, e quanto lei rappresenti per il suo vino quando, alla domanda sul suo ruolo aziendale risponde "faccio un po' di tutto, l'azienda è quello che io sono, la mia vita concretizzata in qualcosa che si può vedere."

Sono Francesca e Chiara, due delle Planeta che guidano l'azienda, e Penny Murray che le affianca, le tre ragazze che ci salutano sorridenti dopo averci accolto come in famiglia nel vecchio baglio di Sambuca, nucleo iniziale di espansione dell'azienda, una delle bandiere dell'isola.

E' Letizia Russo, giovanissima, radioso sorriso mediterraneo che sembra sfoderare fin troppo spesso per poter guidare le cinquanta persone che conducono Feudo Arancio. Ma basta scambiarci due parole per trovare dietro al sorriso la dolce forza di determinazione che serve per una azienda in cui tutto è al suo posto, pulito e perfetto, una necessità per fare qualità con mille ettari di vigneto.

Queste giovani donne all'otto marzo devono molto, e di certo non alla vanesia festicciola consumistica che gli è stata creata intorno, forse proprio per dimenticarsi del suo significato vero. Che l'averle incontrate e raccontate sia un augurio per tutte le donne (e tutti gli uomini) del mondo.

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12 febbraio 2008

Primogeniti

Ritengo doverosa una precisazione a margine dell'ottimo pezzo del ns Fabio Cimmino dedicato alle "opere" di Salvatore Molettieri, vignaiolo in Irpinia nonché "ultimo dei Mohicani."

Fabio parla di "consacrazione ai vertici della enologia italiana" per i vini di Molettieri dal momento dell'attribuzione del premio "vino dell'anno" al Taurasi Vigna Cinque Querce Riserva 2001 da parte della Guida Gambero Rosso/Slow Food edizione 2007. Amor proprio ma soprattutto verità storica mi portano a sostenere che la consacrazione ai vertici casomai è avvenuta qualche anno prima, dal momento in cui un'altra guida di settore, ossia la Guida de L'Espresso, già nella edizione 2005 aveva eletto il Taurasi Vigna Cinque Querce Riserva 1999 fra le eccellenze dell'anno (noto con soddisfazione che Fabio lo reputa ancor oggi un grandissimo vino, e ciò mi conforta) con un punteggio di 19/20.

Un comico della mia gioventù avrebbe aggiunto: "questo per la precisione". Uhei, nulla da obiettare che l'ambito premio gamberesco (peraltro quello stesso vino stava fra le eccellenze de L'Espresso) abbia accresciuto la fama del produttore, ci mancherebbe, ma qualche volta è giusto dare (tributare?) a Cesare ciò che è suo, no?!

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07 febbraio 2008

Il Soave incontra il mare: (quasi) tutto pronto


È quasi tutto pronto per il nostro “Soave day”. I bicchieri ci sono, i vini sono arrivati si dispongono i tavoli.


L’aria condizionata? C'è . L’8 febbraio? Sì, l’aria condizionata l’8 febbraio perché sembra arrivata la primavera e ci vuole il fresco.


A proposito, qui c’è una bella terrazza e domani mi sa che si prenderà anche il sole... Insomma, vi aspettiamo numerosi al nostro "Soave day".... Vi aspettiamo all'Hotel San Ranieri, Via Mazzei - Cisanello, Pisa, dalle 11 alle 19.

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29 dicembre 2007

Inverno... il miracolo degli agrumi

Ha veramente un che di miracoloso la maturazione degli agrumi in pieno inverno. Quando tutto fuori è grigio e marrone, ecco che dalle foglie verdissime di limoni, aranci e via dicendo, esplodono questi frutti coloratissimi e succosi, quasi un rimasuglio d'estate, o meglio un anticipo della primavera ancora lontana.

Ecco il bottino di due passi in giardino, eppure non abito certo in Sicilia, e la temperatura oggi è ben vicina allo zero.

Ricordo un soggiorno a Erice, a inizio febbraio qualche anno fa, per un congresso. Un collega tedesco non voleva credere che gli aranci maturassero in inverno. Finalmente venne il giorno della visita ai siti archeologici e dissi allo scettico: "vedrai oggi, che scendiamo a valle, quanti alberi carichi di agrumi!"

Caso volle che il nostro giro ci porto nella zona meno "agrumosa" di tutta l'isola e così il tedesco rimase col dubbio che lo stessi prendendo per i fondelli.

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17 dicembre 2007

Il Barbaresco di Gaja!


Ad un certo punto una voce è cominciata a salire, dapprima timida, poi sempre più sicura tanto da diventare rapidamente un piccolo coro: “il Barbaresco di Gaja, il Barbaresco di Gaja!”. E Barbaresco di Gaja sia! Al termine di una "celebrazione", la discesa nel “caveau” che contiene campioni, e qualche piccolo-grande “tesoro” della nostra rivista. Il tempo di farlo andare a temperatura e via! Il Barbaresco 2004 di Angelo Gaja mostra inizialmente i profumi “alla Gaja”, ossia eleganti, un pochino distaccati, che ti fanno stare un tantino sull’attenti. Però poi succede una cosa interessante: con l’ossigenazione, fra una chiacchiera e l’altra, si fanno strada loro, i profumi del nebbiolo non mediati e limpidi come nelle sue migliori espressioni, femminili e languidi … Al palato entra non travolgente ma è subito teso, di assoluta freschezza (ah, quanto se ne berrebbe!) e riserva per il finale una potenza improvvisa, che si distende a lungo grazie un tannino vibrante.....

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18 novembre 2007

I blog(d'autore) del duo Gentili/Rizzari e di Enzo Vizzari

Esordio in contemporanea di due nuovi blog enogastronomici, a confermare la validità di questo mezzo espressivo quando si mette in piazza il gusto: il "diario" virtuale di Enzo Vizzari, direttore del comparto guide enogastronomiche de L'Espresso (e curatore della Guida dei Ristoranti), e il blog "vinoso" di Ernesto Gentili e Fabio Rizzari, curatori della Guida dei Vini d'Italia de L'Espresso.

Esordi istituzionali, quindi, che affiancano la già numerosa platea di validissimi blog più o meno amatoriali.

Di Ernesto Gentili e Fabio Rizzari gli appassionati e gli addetti ai lavori sanno: sanno che ci troviamo di fronte a due "autorità" nel campo della critica enologica del nostro paese, che da sempre hanno fatto della passione, del rigore e dell'etica professionale (non disgiunte da una simpatia quasi innata) il vanto di una carriera in crescendo.


Crediamo che potrà trattarsi di uno spazio dinamico dai grandi contenuti il loro, partecipato e dialettico, sicuramente non urlato né coinvolto in derive personalistiche come accade, purtroppo, ad alcuni blog del settore.

Non ha poi bisogno delle nostre presentazioni la figura di Enzo Vizzari, uno dei gastronomi più famosi d'Italia. I naviganti sono avvisati: gli spunti per una condivisione appassionata ai temi cari del buon mangiare (del mangiare sano, del mangiare giusto e chi più ne ha più ne metta) non mancheranno di certo.

Gli auguri, per questi autori qua, non sono solo rito.

Fernando Pardini

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06 novembre 2007

I segreti del vino? Al SIMEI

Dopo tutto questo parlare di tecniche più o meno ortodosse per fare il vino, non c'è nessuno che fa un salto al SIMEI? Penso sarebbe veramente istruttivo!!!

http://www.simei.it

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31 ottobre 2007

Prezzi dei vini in rialzo... ma di quali vini?

Abbiamo appena pubblicato un comunicato degli imbottigliatori aderenti all'Unione Italiana Vini. Si può riassumere in due parole: la vendemmia scarsa ha portato a aumenti sensibili del prezzo delle uve e quindi aspettiamoci aumenti, anche consistenti, del prezzo dei vini.

Mi ha colpito la frase: "La decisione assunta dall’assemblea [di aumentare i prezzi di listino dei vini] è il frutto non di intenti speculativi, ma il necessario adeguamento minimo del settore imbottigliamento a quanto è successo e sta succedendo sul mercato delle uve e dei vini, pena l’erosione certa del profitto minimo aziendale."

Ora, del prezzo del vino si può dire tutto, ma non certo che il costo dell'uva sia un fattore rilevante alla determinazione del prezzo! Almeno per i vini dei quali siamo abituati a parlare, quelli che ben che vada li paghiamo dai 10 euro al litro in su!

E attenzione, ho volutamente scritto "costo" dell'uva, perché se pensiamo al prezzo praticato allora siamo alle solite, un quintale di uva da Brunello non ha certo un prezzo legato al costo di produrla, ma piuttosto a quello di vendita del vino che da lei nascerà.

Insomma, o questo comunicato dell'UIV si riferisce ai vini di fascia bassa bassa, nettamente sotto i 5 euro a bottiglia sullo scaffale, oppure mi sembra che la riduzione delle quantità di uva della vendemmia 2007 non sia che un pretesto per aumentare un po' i margini di guadagno. Un po' come per il petrolio... che come possa essere quadruplicato di prezzo senza significative variazioni alla produzione (anzi, col ritorno del petrolio irakeno, ora saldamente in mano USA, sul mercato) me lo dovrebbero proprio spiegare.

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11 ottobre 2007

E via con la frangitura

Il 5 ottobre l'Associazione Olivo Quercetano ha effettuato la sua prima frangitura colletiva per poter portare al Workshop di Vienna, organizzato da Vinolia, l'olio nuovo di olivo quercetano.

Di un verde quasi menta, e di particolare fragranza e vivacità, si presenta questo olio che ha nel gusto dolce e particolare, di erbe aromatiche e banana, le sue caratteristiche principali. Ma la frangitura è stata così anticipata anche per salvaguardare la qualità dell'olio dato che l'annata, particolarmente favorevole per la mosca, rischiava di comprometterne le caratteristiche organolettiche.

Franto nel frantoio di Massarosa (LU), a meno di 24 ore dalla raccolta, con frantoio in continua sotto l'occhio vigile del frantoiano e dei produttori, nonché del sottoscritto, il nuovo nato, subito filtrato ed imbottigliato, ha fatto bella mostra di se all'Hotel Imperial di Vienna, l'8 ottobre scorso, dove ha particolarmente colpito il suo colore verde e la sua spiccata fragranza. La manifestazione è stata preceduta da una utile lezione sulla produzione dell'olio e sulle caratteristiche organolettiche degli oli toscani e lucchesi in particolare, venuta a proposito data la non facile comunicazione della qualità dell'olio extra vergine in una città dove culture e cucine così diverse si incontrano e si fondono senza molta coerenza. Esistono infatti locali di cucina italo-spagnola che farebbero rabbrividire i cultori di entrambe le cucine.

Molto lavoro vi è ancora da fare per comunicare la qualità dell'olio in questo paese. Ci consola comunque la grande quantità di locali dal nome (solo quello) italiano. Forse che la cucina italiana all'estero sia veramente di moda e sinonimo di qualità? Vedremo....

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01 ottobre 2007

MeMe? Ovverosia due volte me?

Insomma, RoVino ci ha invischiato in questa cosa che sarebbe un po' un outing un po' una autoscienza in rete, un po' non so cosa. Intanto perché meme? Sicuramente molti di voi lo sapranno, io, ahimè, no. Avevo pensato che fosse la ripetizione del pronome personale, una contrazione di "tra me e me" nel senso di riflessione su se stessi, ma poi ho visto che non è un termine italiano e anzi che Wikipedia dice "è una riconoscibile entità di informazione relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria"... al che mi sono spaventato e ho deciso di procedere immanentemente a soddisfare il voyeurismo di RoVino, obbedendogli.

Però non ho neppure capito bene cosa dovessi fare, se che la cosa girava intorno al numero otto (quello con due pancine). Quindi mi sono un po' sforzato per trovare cose di me che avessero qualcosa in comune, che seguissero un senso logico, che fossero otto e che si potessero scrivere in rete... alla fine mi sono accorto che forse, elencando le cose che potrei fare come mestiere, le attività in cui non sfigurereri, otto era un numero ragionevolmente raggiungibile.

Il cuoco. Beh, diciamo che cucino con una certa costanza, di solito limitandomi a tirar fuori cose edibili, ma talvolta addentrandomi in ricette più complesse, anche se non traggo da queste ultime la maggior soddisfazione, quanto piuttosto dal riuscire a preparare bene i soliti piatti tradizionali che si trovano sul tavolo della maggior parte degli italiani che mangiano a casa. Il minestrone, una bella pastasciutta, la pomarola, polenta coi funghi, lo spezzatino, la fettina alla pizzaiola... insomma tutte quelle cose che sono buonissime quando le fa la mamma e che immancabilmente risultano sempre un po' inferiori quando le provate a fare da soli.

L'elettricista. Fin da piccolo ho giocato con la corrente, facendo cose che a ripensarci ora metterei i miei genitori e nonni in galera per omessa sorveglianza di minore... evidentemente è proprio vero che i bimbi e gli ubriachi stanno in braccio alla madonna, visto che sono sempre qui a scrivere, anche se sono tra quelli che quando si parla di scossa elettrica sanno cosa vuol dire.

L'informatico. In un modo o nell'altro so stramusicare con un computer, sia dal punto di vista della programmazione che mettendo le mani nella ferraglia. Non ho conoscenze professionali in merito, ma mi sembra che la maggior parte di quelli che fanno assistenza SW e HW ai computer ne abbia anche meno. Insomma, per mettere e togliere qualche scheda e, alla fine, suggerire di comprare un PC nuovo sono buono anche io.

L'agricoltore, anzi il contadino! Questo l'ho fatto fin da piccolo, da quando una sottilissima striscina del parcheggio del mio nonno era stata da me convertita da ghiaia a terreno agricolo. Ho continuato la professione anche durante l'università, coltivando in comproprietà un orticello nel fazzoletto di terra (inquinatissimo dagli scarti di chissà quali esperimenti di laboratorio) posteriore alla baracca (in legno!) in cui avevamo i nostri studi di borsisti, dottorandi, laureandi.

L'attacchino. Qualche anno fa (parecchi), mentre la politica incominciava a soffrire per il calo di attivisti e quando però il manifesto elettorale era ancora prioritario rispetto allo spot televisivo, ho, con divertimento e guadagno, scorrazzato per la Versilia in cinquecento con il manico della granata, che serviva a cospargere di colla i manifesti, che sporgeva dal tettino aperto. Attacchinaggio prezzolato, naturalmente, ma senza mai vendersi a partiti troppo lontani da un'ideale politico che già allora era in formazione.

Cameriere, cassiere, lavapiatti. Siamo sempre nel campo della ristorazione, ma su livelli assai diversi da quelli del cuoco, e infatti in queste vesti mi sono cimentato di già, con un discreto successo, ovvero senza combinare mai troppi danni.

Professore. Accidenti, quì si va sul difficile. Posso farlo, sono abilitato, l'ho anche fatto, ma fare il professore comporta doti enormemente più difficili da acquisire della semplice laurea. Conosco molti amici che fanno questo mestiere, e alcuni che ci mettono passione e capacità, assai meglio di quanto io potrei fare.

Fisico teorico. Siamo arrivati ad otto, bene chiudere col mestiere che più di altri ha impegnato la mia vita. Anche in questo caso, come nel precedente, non so veramente dire quanto fossi (o sarei) in grado di compiere questo mestiere. O meglio, un'idea ce l'avrei, e credo di poterla estendere anche a tutti gli altri mestieri testè elencati. Penso che in tutti i casi potrei cavarmela, rimanendo in un'aurea mediocrità, situazione ottimale per avere una vita tranquilla e non farsi travolgere dal lavoro, che, intendiamoci, NON nobilita l'uomo!

Rimane ora l'ultima cosa da fare... inchiodare a questo meme altri otto sfortunati, ma qui getto la spugna, perché ho anche provato a vedere chi potevo coinvolgere, ma sono già stati tutti trascinati nel gorgo da chi ha memato prima di me... e così, da buon ultimo, la finisco qui.

p.s. ovviamente, nessuno degli otto mestieri elencati è quello che mi dà da vivere...

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24 settembre 2007

Uve del Cilento

Ho passato uno stupendo fine settimana nel Cilento più vero, quello che, a sud di Paestum, è costretto tra mare e montagna. Il mio ospite (e nuovo amico), innamorato di quelle terre, le sue, mentre le attraversiamo notandone i contrasti a un certo punto dice: "il Cilento è così, è bellissimo e è schifosissimo." Ora, a casa, riguardando le foto ritrovo quelle parole.

Ecco il bello (uno dei belli) : percorrere una vecchia vigna spiluccando l'uva, le uve.


Il fiano e l'aglianico, per vini da sogno.

Uva sanginella, l'uva da tavola dei Salernitani, una volta...

Una strepitosa uva fragola

La cornicella, non molto dolce, strana di forma, dissetantissima, ottima sotto spirito

L'uva roja, dalla buccia spessa e dal colore indeciso tra rosso e bianco, che anticamente si proteggeva rivestendola, sulla pianta, con un calzino per mandarla fino a Natale, così che potesse addolcirsi e essere servita in tavola (altro che primizie importate dal Cile!).

Ecco il bello: la trasparenza dell'acqua

Ecco il bello... senza parole

Ed ecco il brutto... senza parole pure questo

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13 settembre 2007

Ciliegiolo 2007 - Vera meraviglia

Eh sì, anche quest'anno abbiamo vendemmiato il nostro ciliegiolo dai Fratelli Motrasio. Una grande vendemmia per questo vitigno che si è presentato pronto alla raccolta il 10 di settembre, ma era già un po' che lo tenevamo d'occhio, con una sanità ed un accumulo zuccherino costante ed equilibrato. La bassa carica di gemme che quest'anno ha avuto il vigneto ha consentito una omogeneità nella massa invidiabile. Ottima estrazione di polifenoli con acidità ancora ben sostenuta. Insomma una vera buona annata per il nostro ciliegiolo 2007.

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06 settembre 2007

Fotovoltaico cresce ma fotosintesi resiste

Quando, qualche tempo fa, avevo confrontato l'estensione del Vinitaly con quella della maggior fiera italiana di energia solare (Energia della terra contro energia solare) non avevo meditato bene la cosa... In effetti sempre di energia solare si tratta, anche quella del vino, accumulata per mezzo della fotosintesi. E, se al momento il vino ci fornisce energia sotto forma di piacere e buon'umore, oltre che di calorie, non è detto che in futuro non vada a finire nelle nostre auto, come etanolo o giù di lì. Certo sarebbe un bello spreco e così meglio sperare che la produzione di energia dal sole si sviluppi autonomamente, senza rubar posto all'agricoltura che nutre e disseta.

Ieri ero a Milano, alla nuova Fiera, immensa (nonostante vi sia una apposita fermata della metropolitana, non credo di aver percorso meno di un chilometro e mezzo per arrivare ai padiglioni che mi interessavano!). In programma la 22esima edizione della Conferenza europea sull'energia solare fotovoltaica, l'appuntamento più importante del mondo!

Sì, perché nel campo del fotovoltaico, grazie quasi esclusivamente al contributo tedesco, l'Europa non ha concorrenti al momento, anche se l'Asia (Giappone in testa) sta crescendo rapidamente e gli Stati Uniti prima o poi si sveglieranno (e magari smetterano di compiere massacri per assicurarsi un po' di petrolio).

Insomma, se la più grande fiera italiana, quella di Verona, era una briciola rispetto al Vinitaly, avrei finalmente trovato una esposizione (mondiale seppur limitata al fotovoltaico) in grado di appannare il fasto della vetrina del vino italiano?

Niente da fare! Il mercato del fotovoltaico è cresciuto negli ultimi 5 anni di oltre il 40% all'anno!!! Gli spazi dedicati all'evento dalla Fiera di Milano erano da tempo esauriti, ma i metri quadri occupati continuano ad essere una frazione di quanto a Verona si consacra al vino.

Siamo proprio un popolo di bevitori!

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20 luglio 2007

Com'è il Saffredi 2004?

Il Saffredi della Fattoria Le Pupille di Grosseto mi è sempre piaciuto molto. E poi è un vino che incute anche rispetto, per la sua ormai lunga e venerabile storia, per il suo essere un po' il "Sassicaia della Maremma..." Detto questo, qualche tempo fa torno da Lucca dove avevo partecipato ad Anteprima, la manifestazione dell'Associazione Grandi Cru della Costa Toscana, che raduna molti produttori da Massa alla Maremma, metto a posto gli appunti (in parte pubblicati qui) e scopro che negli assaggi "alla cieca" il Saffredi 2004 mi ha convinto poco: "Naso ferroso, pungente, peculiare; poi qualche nota ossidativa... Bocca discreta, ma non molto di più..." Accidenti! E poi, il 2004! Vado a vedere le guide, e mi dico: sai adesso quanti bicchieri, bottiglie, grappoli ti arrivano addosso. Apro l'ombrello... e invece niente: l'uscita del Saffredi 2004 è stata ritardata di un anno, quindi sarà recensito nelle edizioni 2008. Ora che sto scrivendo, mi è tornato anche in mente che ero passato allo stand de Le Pupille in occasione di Alla Corte del Vino a San Casciano e avevo notato la sua assenza. E invece, una settimana dopo, zac! Eccotelo comparire ad Anteprima. Una vera anticipazione, insomma! E di nuovo: chissà i "guidisti", che stanno arrivando alla fine delle loro titaniche fatiche cosa staranno concludendo... mi arriveranno fra qualche mese le bottiglie, grappoli e bicchieri che ho evitato qualche giorno fa? E insomma, com'è sto Saffredi 2004? Certo, sarebbe semplice e bello, averne una "boccia" "qui ed ora....", per togliersi tutti i dubbi....
PS: nella stessa occasione non mi ha entusiasmato neanche l'Avvoltore 2004 di Moris Farms, quello sì già entusiasticamente recensito. Ma questa è un'altra storia, un altro discorso, più complicato, in cui entra di più il gusto personale...

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14 luglio 2007

Un nostro amico famoso

Avere un amico famoso dà sempre soddisfazione: ecco l'intervista a Roberto, vincitore del premio Veronelli!

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08 luglio 2007

A luci spente

Ieri sera, serata di presentazione sul lungomare Viareggino dei prodotti del Paniere lucchese.
Autorità, cena e stand dei produttori davanti al Principino. Prodotti tipici, vini, oli tra cui il Quercetano, facevano belle mostra di se. fino che non è calato il sole. Già perché l'organizzazione non aveva previsto l'illuminazione notturna negli stand e così chi, come me, è arrivato verso le 21,30 , ora solita per una passeggiata al fresco, ha trovato gli stand in penombra ed i produttori in procinto di sbaraccare. Uno strano modo di organizzare la promozione.

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02 giugno 2007

Ci vediamo il 4!

Da un po' di tempo sul profilo Skype di Filippo Ronco appare questa affermazione, legata ovviamente al suo prossimo evento, il tigulliovino meeting giunto alla terza edizione, che si preannuncia più bella e più interessante delle precedenti. Sappiamo quanto sudore sta dietro una organizzazione del genere e infatti anche ora la lucina verde di Skype mostra Filippo al lavoro, una presenza fissa in questi ultimi giorni, a tutte le ore. E siamo sicuri che sarà ancora verde se stasera riaccenderemo il computer, e forse anche domani... per sparire solo lunedì, quando ormai i giochi saranno fatti e incontreremo Filippo in carne e ossa a Rapallo, finalmente lontano dal computer, a vivere nella realtà (con una buona dose di inquietudine, ne siamo certi) tutto quanto preparato in tutti questi mesi.

In bocca al lupo, ci vediamo il 4!

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30 maggio 2007

Appello sul vino: intervista di Franco Ziliani ad Andrea Gabbrielli

E torniamo sull'argomento Appello sul Vino, documento redatto e promosso dal giornalista Andrea Gabbrielli e firmato da oltre settanta protagonisti del mondo del vino, soprattutto produttori ed enologi, ma anche giornalisti. Il fatto nuovo è l'intervista di Franco Ziliani a Gabbrielli, il giornalista promotore dell'appello, apparsa su Il Sommelier, che chiarisce le sue idee: troppi vincoli burocratici dalle DOC, la necessità di qualcosa che liberi la fantasia dei produttori (tipo i "vecchi" Supertuscan), no alla demonizzazione delle "logiche industriali" e delle innovazioni in cantina...

Diciamo che, oggi come oggi, queste idee sono mediaticamente impopolari (chiunque parli di naturalità è accolto trionfalmente, visto che le industrie dell'alimentazione, lungi dal limitarsi a produrre cose sciatte e insapori, pensano bene di combinare dei disastri sul versante della salute e dell'ambiente... ma forse è inevitabile producendo cose sciatte combinare disastri??), e chiunque parli di trasformazione/elaborazione di un prodotto con tecnologie varie è visto con sospetto. Ma d'altra parte il vero potere dove sta?, ci si chiede. È giusto gridare alla sopraffazione ad opera dei "naturalisti" visto che questi effettivamente sono un po' un'armata Brancaleone (detto con il massimo rispetto e simpatia, naturalmente), pure divisi in fazioni e fazioncine?... O forse si sospetta che siano "cavalcati" da qualche furbetto?

Da parte nostra, abbiamo ricevuto in redazione
un testo (work in progress) da parte di Saverio Petrilli, enologo fra l'altro alla Tenuta di Valgiano (lucchesia), reduce da un raduno autoconvocato di produttori in quel di Montpellier. Ci parlavo l'altro giorno a margine di Anteprima, la manifestazione che a Lucca raduna i vini dei produttori dell'Associazione Grandi Cru della Costa Toscana. E lui, focoso com'è, paragonava la riunione a quella delle migliaia di viticoltori che si radunarono proprio a Montpellier nell'ottocento: fu inviato un drappello di soldati che poi non eseguirono l'ordine di sparare visto che si trattava, appunto, di una riunione di contadini... Mi ha promesso che quando finirà il testo potremo divulgarlo...

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16 maggio 2007

Un omaggio fotografico per ricordare i Naturali...


A Naturalmente vino abbiamo avuto anche cineoperatori e fotografi in cerca di "bei tipi" da immortalare. Ecco l'omaggio di uno di essi (Nando Melillo) che si è divertito sul brindisi del decano tra i nostri visitatori.

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14 maggio 2007

Due partecipanti (felici) di Naturalmente vino


Eccoli!

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11 maggio 2007

Naturalmente vino... ultime notti (insonni)

Non c'è verso, hai voglia di dirti "questa volta mi organizzo prima e arrivo agli ultimi giorni con meno cose da fare..." non c'è proprio verso, prima di un evento come questo si dorme poco. E se non bastasserro gli imprevisti fisiologici, le piccole dimenticanze, l'accumularsi delle urgenze alla vigilia, ecco che qualcosa di veramente imprevisto spunta sempre.

Lo scorso anno, per la degustazione di vini friulani, contavamo su una calda serata (erano i primi giorni di giugno) visto che le oltre duecento persone che avevamo a cena avrebbero dovuto accomodarsi sulla affascinante terrazza in riva al mare. Affascinante ma terribilmente fredda in qui primi giorni di giugno. Ricordate? Noi lo ricordaimo di certo, fino all'ultimo momento sembrava di dover cenare in cappotto... poi proprio l'ultimo giorno venne fuori un bel solicello, il vento si placò e tutto andò bene.

Quest'anno sembra che il tempo dia meno preoccupazioni, anche se non bisognerebbe dirlo, per scaramanzia, e cosa ti troviamo sulla nostra strada? A completa nostra insaputa, fino a ieri, l'amministrazione viareggina ha decretato la chiusura delle strade proprio di fronte al luogo della degustazione dalle 10 alle 12,30 di domenica, per una gara di triathlon... e quando si dice chiusura non si intende solo alle automobili ma anche, in certi momenti, ai pedoni, visto che transiterà la gara ciclistica.

Beh, il primo pensiero è stato "poco male, la degustazione inizia a mezzogiorno... solo mezz'ora di ritardo..." ma subito dopo "oddio! e i sessanta produttori, tra vignaioli e gastronomi, che proprio in quelle ore dovranno scaricare centinaia di cartoni di vino, formaggi, salumi, miele, cioccolata... aiuto!!!"

Da ieri stiamo lottando per risolvere questo "problemino da nulla", e specialmente il nostro Fernando ha iniziato, a non dormire prima di tutto, e poi una staffetta tra uffici comunali, vigili urbani, organizzatori del triathlon, gestori del centro congressi...

Insomma, alla fine forse uno spiraglio di soluzione l'abbiamo trovato, ma gran parte del vino e del cibo andrà comunque portato a mano alle sale di degustazione, una sana operazione di facchinaggio, tanto per tenerci in forma (noi e i produttori).

Insomma, ci risiamo quasi. Due mesi fa Terre di Toscana ci ha dato un grande soddisfazione, speriamo di replicare con Naturalmente Vino... e poi ci riposiamo!

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09 maggio 2007

Diario da Alba Wines Exhibition: 8 maggio, seconda giornata

Ore 9, fresco e riposato, riprendo posto nello stesso tavolo di ieri, e medito: che organizzazione! Sommelier solerti e cortesissimi quasi corrono su e giù per la sala, non un vino che manchi, bottiglie cambiate in caso di dubbi....

Anche oggi 75 vini: Barbaresco 2004 del comune di Barbaresco ed altri (ieri erano stati smaltiti Neive e Treiso), poi Barolo 2003 di Verduno e una ventina da Serralunga d'Alba, fra terroir più affascinanti di Langa.

Fra i Barbaresco mi è sembrato molto in forma il Martinenga di Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy, naso affascinante ma qualche vuoto per il Rabajà di Bruno Rocca. E poi fra gli outsider menzionerei la bella prestazione del Sorì Montaribaldi di Montaribaldi.

Barolo 2003: a Verduno e Serralunga l'annata è stata meno inclemente del previsto: molte freschezze impreviste, naturalmente qualche eccesso alcolico, ma non si poteva pretendere diversamente; infine, qualche chiusura rapida ma anche tanti begli esempi di finali con quella bella frustata e invasione del palato "alla nebbiolo vero".. Alcune notazioni: ottimo ad esempio l'Asili di Michele Chiarlo, molto buono l'Enrico VI di Monfalletto, positivo il Monvigliero di Fratelli Alessandria, positive sorprese dal Vitalotti di Carlo Boffa, dal Massara Castello di Verduno, dal Villero di Cascina Rocca, più che discreto il duo di Ettore Germano, meno travolgente del solito il Barolo di Massolino-Vigna Rionda.

Mercoledì niente diario perché sono rientrato, ma giovedì, se tutto va bene programma da urlo: gli ultimi 75 vini (che precisione 'sti piemontesi...) che saranno i Barolo 2003 da Monforte d'Alba e i Barolo Riserva 2001, nel pomeriggio due visite in azienda che mi sono fatto prenotare (Rizzi e Pertinace) perché in entrambi i casi entrmbi i vini presentati mi sono piaciuti molto, e la sera, cena di gala nel bello (e stellato) La Ciau del Tornavento!

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08 maggio 2007

Diario da Alba Wines Exhibition: 7 maggio, prima giornata

Che bello! La strada che porta ad Alba dall'uscita Asti Est della Piacenza-Torino non è più una superstrada+statale, ma è diventata un'autostrada... Stanno costruendo i caselli e per ora è gratis. Certo, non so l'impatto sull'ambiente, ma quei camion che supero con scioltezza mentre al palazzo dei congressi di Alba stanno iniziando le degustazioni mi si sarebbero parati davanti senza speranze e sai che nervoso...

Ma ecco il diario della prima giornata ad Alba Wines Exhibition. Assaggio di 29 campioni di Roero e 45 di Barbaresco dalle zone di Treiso e Neive dalle 9.30 alle 13.30; riposino/dormitina all'hotel Savona (non è il massimo della comodità stando al palazzo dei congressi ma è centrale, carino, classico e un po' consunto) ed altri assaggi all'Enoteca di Canale, il posto dove c'è anche il ristorante stellato di Davide Palluda, che ha anche fatto capolino. Qui ho scelto i Roero Arneis per spezzare la dittatura dei rossi in una splendida giornata di sole, infine cena dal produttore Giacomo Vico.

Oggi era di scena l'annata 2004, molto positiva, che ha dato origine ad alcuni vini molto buoni, anche se non sono mancate le "scivolate". Dal Roero, belle conferme per il Roche d'Ampsej di Matteo Correggia, il Trinita di Malvirà, il vino di Almondo (ma molti non sono stati d’accordo, problemi di bottiglie?), il Prachiosso di Angelo Negro, il Braja di Deltetto, il Superiore di Giacomo Vico (confermato da un buon 2001 sentito a cena). Per il Barbaresco mi sono parsi fuori centro i vini de La Spinetta (anche lo Starderi); belle/splendide conferme da: Cascina Luisin, il Sori' Burdin di Fontanabianca, il Basarin di Moccagatta, il Sori' Paitin di Paitin. Belle sorprese: l'Ausario e il Teorema di Molino, il Vigneto Marcarini e Vigneto Nervo di Pertinace, il Pajore' "Suran" e il Nervo "Fondetta" di Rizzi e i vini dei F.lli Giacosa.

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Appello sul vino, il mercato e l'enologia del terzo millennio

Ecco il testo di un appello che sarà presentato alla stampa tra due giorni, a Roma. Un appello per la libertà di ricerca enologica, contro "un preoccupante atteggiamento di chiusura nei confronti dell'evoluzione della scienza enologica e dei mezzi che essa mette a disposizione, ". Molte le firme importanti, che riportiamo in calce all'appello anche se la lista è provvisoria.

Da parte nostra qualche dubbio, forse dovuto alla non perfetta conoscenza della questione, che spero vedremo presto chiarito nella presentazione e nella discussione che ne seguirà.

Per informazioni sulla presentazione, che si terrà il 9 Maggio 2007 alle ore 11,30 presso la Sala Convegni del Monte dei Paschi di Siena, in Via M. Minghetti 30a (traversa Via del Corso), chiamare lo 06 99705682

Ecco l'appello:

Il vino e l’enologia nel terzo millennio

Negli ultimi quarant’anni il vino italiano ha consolidato la sua posizione nel mondo, raggiungendo dei traguardi che sino a qualche decennio fa erano impensabili. È stato un processo lungo e complesso che ha avuto nell’esaltazione della qualità, dell’origine e della territorialità dei vini dei momenti fondamentali.

Tutto ciò però è stato possibile grazie alla rivisitazione sia delle pratiche agronomiche nelle campagne sia all’incessante evoluzione della ricerca e dell’applicazione della scienza enologica nelle cantine. In questo modo i nostri vini hanno compiuto un deciso salto di qualità, anche dal punto vista organolettico, recuperando quel gap di conoscenze ed esperienze che in passato ci aveva fortemente penalizzato sui mercati internazionali.

Oggi il nostro Paese ha una posizione di primo piano nel mondo grazie proprio all’ammodernamento e allo svecchiamento delle cantine dal punto di vista tecnologico e strutturale e dall’efficacia dei protocolli enologici moderni applicati sia dalle grandi che dalle piccole aziende.

In passato i vini italiani si sono segnalati all’attenzione internazionale per la capacità di rompere gli schemi affiancando alla produzione tradizionale una ampia schiera di vini che hanno fatto dell’innovazione la loro cifra stilistica e sono riusciti ad interpretare con fantasia e meglio di altri, i gusti e le esigenze del consumatore internazionale, tenendo per altro alta, in un momento molto difficile, l’immagine del vino italiano. I cosiddetti Supertuscan, ieri classificati come Vini da Tavola (VdT) oggi come vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT), sono stati in questo campo l’esempio di maggior successo.

A fronte di ciò negli ultimi anni si è sviluppata una corrente culturale che vuole imporre una visione che tende a limitare gli orizzonti della ricerca e dell’enologia. Il confronto insomma si è spostato e non è più solo tra conservatori e innovatori. Infatti da una parte c’è chi in nome del rispetto della tradizione considera l’enologia come un sistema chiuso alle novità, sostanzialmente incapace di ascoltare. Dall’altra c’è chi, pur rispettando profondamente l’origine e la storia dei prodotti, vuole esaltare questi aspetti sfruttando tutte le possibilità offerte dalla moderna enologia e tecnologia ad essa collegata, interpretando le sollecitazioni che vengono da un mercato ormai planetario.

Le discussioni su certi aspetti del nostro mondo del vino, hanno evidenziato un preoccupante atteggiamento di chiusura nei confronti dell’evoluzione della scienza enologica e dei mezzi che essa mette a disposizione. L’enologia non può limitarsi ma deve essere in grado di cogliere tutte le opportunità, soprattutto quelle che permettono di abbassare i costi e di aumentare i profitti delle aziende, rendendole sempre più competitive.

Noi che a diverso titolo ci occupiamo del vino, esprimiamo la nostra preoccupazione perché i dati scientifici vengono sistematicamente ignorati, preferendo la banalizzazione degli argomenti all’approfondimento. Senza adeguati approfondimenti tecnici, scientifici ed economici non si può pensare di affrontare con efficacia la competizione internazionale e incrementare la qualità dei nostri prodotti.

Seguono firme dei promotori

Andrea Gabbrielli (Giornalista)
Robero Zironi (Professore ordinario Università di Udine)
Luigi Odello (Centro Assaggiatori Brescia)
Fabio Turchetti (Giornalista)
Andrea Sartori (Casa Vinicola Sartori)
Piero Mastroberardino (Mastroberardino)
Riccardo Cotarella ( Enologo)
Carlo Ferrini (Agronomo Enologo)
Gioia Cresti (Enologa)
Ezio Rivella (Pian di Rota)
Stefano Campatelli (Direttore Consorzio Brunello di Montalcino)
Barbara Tamburini (Enologa)
Attilio Pagli (Enologo)
Alberto Antonini (Agronomo)
Paolo Bisol (Ruggeri)
Lucio Brancadoro (Ricercatore Università di Milano)
Claudio Gori (Enologo)
Paolo Tommassini (Enologo)
Vittorio Fiore (Enologo)
Stefano Chioccioli (Enologo)
Filippo Mazzei (Marchesi Mazzei)
Nicodemo Librandi (Librandi)
Andrea D’Ambra (Casa d’Ambra)
Franco Giacosa (Zonin)
Michele Farro (Cantine Farro)
Piernicola Leone De Castris (Leone De Castris)
Giovanni Dimastrogiovanni (Enologo, Agronomo Leone De Castris)
Roberto Cipresso (Enologo)
Cesare e Andrea Cecchi (Cecchi)
Rudy Buratti (Enologo)
Alessandro Candido (Candido)
Giuseppe Martelli (Direttore Assoenologi)
Sandro Boscaini (Masi Agricola)
Alessandro Botter (Botter)
Alberto Canino (Giovanni Bosca Tosti)
Etile Carpenè (Carpenè Malvolti)
Renzo Cotarella (Marchesi Antinori)
Lamberto Vallarino Gancia (Gancia)
Francesco Ricasoli (Ricasoli)
Giacomo Rallo (Donnafugata)
Pietro Alagna (Carlo Pellegrino)

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06 maggio 2007

Alba

Beh, questo è un post dal titolo altamente ambiguo: Alba, perché domani all'alba partirò per Alba. Infatti inizia Alba Wines Exhibition, presentazione delle nuove annate di Roero, Barbaresco e Barolo. Uno dei più grandi tour de forces del degustatore, poco meno di cento vini al giorno per cinque giorni, che quest'anno si riducono però a quattro perché il 2003, per il Barolo è annata "piccola" (ma vedremo!) e che mette paura per i suoi tannini che si prospettano terribili... Invece ci saranno poi il Roero 2004 e Barbaresco 2004. A presto per aggiornamenti!

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02 maggio 2007

Naturalmente fantasiosi...

Avete letto i nomi dei vini che saranno presenti a Naturalmente Vino (13 e 14 maggio a Viareggio)?

Non c'è che dire, i vignaioli naturali vincono non solo per empatia ambientalista, ma anche per la fantasia con cui scelgono i nomi dei loro vini, frutto evidente di un coinvolgimento alto nella creazione del proprio vino.

Ecco una selezione dei più ispirati nomi propri che troverete a Viareggio:

Refosco dal Peduncolo Rosso SolSiRe
Arcese Bianco
Uis Blanchis, Alì e Uis Neris
Il Carica l'Asino e Barbera d'Asti Asinoi
Dolcetto Nibiò e Barbera Mounbé
Brumaureo
Annick, Nicole e Nicolò
Arcipressi Bianco e Rosso
Terra e Cielo, Daino Bianco
Terre a Mano
Sovana Rosso Superiore Terreeteree
Venuste, Isistro e Montecucco Sangiovese Trasubie
Ageno
La Rovinata
Saetta e Tzingana
Siccagno
Cuore Di..Vino, Contro la Guerra, Pepe Bianco, Pepe Rosso e Pepe Nero
Matis e Rio de' Messi
Intenso e Pico della Marronaia
Dopoteatro
Harmoge, Viassö, Tonos e Çericò
Un Verduz dal Cinq, Un Piculit dal Cinq e Une Mufe di Piculit dal Quatri
Giallo dei Muri
Bianco Sialis, Tokai Friulano e Rosso Stamas
Cerasuolo rosa-ae, Cocciapazza e Mazzamurello

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30 aprile 2007

L'annata 2004 a Bolgheri

Sia lodato, sempre tu sia lodato , o Telepass che con la tua lunga corsia preferenziale mi fai scavalcare quasi 2 chilometri di aspiranti bagnanti del sabato assolato in coda nello "strozzo" fra la fine della A12 e l'Aurelia... Come al solito con le ore contate, bisogna volare verso Bolgheri, località San Guido 45, dove ci sono le nuove annate di Bolgheri DOC 2006 e 2005, Bolgheri Superiore DOC 2004 e IGT varie. A proposito, non ho capito bene cosa sia successo, ma quest'anno è saltata la presentazione congiunta che vedeva ormai da diversi anni radunati i vini di Montescudaio, Bolgheri, Val di Cornia ed Elba (ossia della Costa degli Etruschi). Invece, appunto, solo Bolgheri. Arrivo e trovo amici in "pausa". E lì a snobbare: e ma il territorio dov'è, e qui ci coltivavano i cocomeri, e così via. Traducendo: a parte i grandissimi, qui non sta venendo fuori niente di particolarmente esaltante, e mettiamoci pure il fatto che i vini "internazionali" sono in un momento di bassa, dunque Bolgheri soffre...
E devo dire la verità: effettivamente, dietro i grandissimi il resto (e le nuove aziende non mancano) stenta ad emergere, anche se dagli assaggi di sabato mi sono sembrati spiccare ancora come outsider il bravo Giovanni Chiappini e Campo alla Sughera (mi riferisco al buonissimo Arnione 2004). E comunque il 2004 si è confermata bella e generosa annata, nel senso che il suo grande equilibrio e bellezza intrinseca ha dato un aiuto in vitalità e chiarezza anche a vini che in altre annate sarebbero inevitabilmente affondati nel mare della pesantezza e/o della banalità.

Ma veniamo al sodo: grandissimo l'Ornellaia 2004, vino straordinario ed esemplare, non una sbavatura, rovere invisibile,... Una incollatura dietro il Grattamacco 2004 di Colle Massari, quest'anno "rugginoso" e personale, molto buono I Castagni 2004 di Michele Satta. Piuttosto dietro il Guado al Tasso 2004 (ma preso "in affinamento", come era scritto nell'elenco dei vini). I vini presentati da Le Macchiole (Paleo e Messorio) erano del 2003, quindi non confrontabili. E il Sassicaia 2004, direte voi? Beh, era in un momento non folgorante. Naso piuttosto timido, quasi "lattiginoso". Affascinante però in bocca, dalla bella leggerezza e dal carattere sicuro e progressivo.

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20 aprile 2007

Energia della terra contro energia solare

Domani parto per il Vinitaly... No, scusate, mi sbaglio! Ma io alla fiera di Verona sempre per il Vinitaly ci sono stato, e l'associazione è spontanea.

Domani vado a Verona, ma al posto di chianti, tocai, falanghina, barolo, taurasi, frascati, troverò silicio, eolico, moduli, biomasse, cogeneratori...

Solarexpo è una delle più grandi fiere italiane dedicate alle energie rinnovabili. Una fiera internazionale che occupa appunto gli stessi padiglioni del Vinitaly ma, e questo è il senso del post, ma quanti meno!

Ecco il consueto schema dei padiglioni veronesi, e guardate quanto poco basta alle energie rinnovabili quando Vinitaly occupa tutti i padiglioni e anzi, ogni anno preme per espandersi. Tutti gli espositori equivalgono alla Toscana, al Piemonte, e a poco altro.

Beh, se è ovvio augurarsi che il settore delle energie rinnovabili si espanda senza limite, questa non è che una riprova di quanto l'Italia sia ancora, e per fortuna, una nazione agricola!

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30 marzo 2007

Vinitaly, bello e impossibile...

Esordio "frizzante" per il Vinitaly, come ci dice un produttore. Il giovedì è iniziato con un afflusso di visitatori e operatori molto maggiore del solito. A beneficiarne fin dal primo mattino le regioni bianchiste, il Friuli, l'Alto Adige, il Trentino, la Franciacorta.... e poi a seguire tutte le altre.

Produttori contenti quindi, un po' meno tutti quelli che il Vinitaly lo devono raggiungere. File ovunque, sulle autostrade (già a caselli distanti 30 chilomenti si nota l'incremento di traffico), per parcheggiare, per ritirare l'accredito stampa. I giornalisti preaccrediati, che dovevano solo ritirare la tesserina per entrare, ieri attendevano fino a 40 minuti!

Vinitaly perla nera, sempre più preziosa, sempre più irraggiungibile...

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25 marzo 2007

Questi siculi... non gli sfugge niente!

Nell'immagine il biglietto che mi hanno consegnato per la cena di gala di Sicilia en Primeur. I posti erano assegnati in modo da facilitare i contatti tra giornalisti e produttori. Date un'occhiata alla sequenza dei numeri dei tavoli... non manca nulla?

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24 marzo 2007

Ma dove vuole andare questa Sicilia?

Degustazione en primeur abbastanza sui generis quest'anno in Sicilia. Solo 18 i vini assaggiati alla cieca, sotto la guida di Ezio Rivella. Vini selezionati come rappresentativi dell'annata 2006 e della produzione isolana. Volete sapere cosa abbiamo assaggiato? Non ce l'hanno detto ancora, ma vi posso parlare dei vitigni. Un vino da catarratto, subito etichettato da Rivella come un vino "di una volta", un'altro fatto con uva frappato vinificata in bianco (!?) e poi una bella sfilza di vitigni internazionali, se si esclude il vino dolce finale (un passito di Pantelleria). Ah, no, scusate, c'erano anche tre nero d'Avola in purezza, che forse erano i più international style di tutti i vini assaggiati. Il vino rosso più chiaro era porpora intenso, altri talmente scuri che potremmo dirli neri con sfumature violacee.

Una selezione che ha destato non poche perplessità, visto oltretutto che quest'anno la manifestazione si svolge alle pendici dell'Etna. Possibile che non si potesse assaggiare un nerello mascalese? Botta e risposta finale quindi tra i giornalisti presenti, con esplicita accusa da parte di Rivella alla critica enologica, per essere stata quella che ha spinto verso questi vini bomboloni. Replica Sabellico del Gambero Rosso, sentendosi chiamato in causa, con una chiamata di correo per i vari Gabbrielli, Gentili, Landi, Arrigoni presenti in sala. Chiamata a cui segue comunque la difesa dei vini appena degustati, riconoscendovi una ricerca di maggior profondità aromatica a scapito dei muscoli, e la conclusione che, d'altra parte, anche al Gambero ormai l'aria è cambiata e ora sono numerosi i vini siciliani, anche etnei, che vengono premiati nella loro specificità così lontana dai gusti internazionali.

Rimane solo da chiedersi chi è che ha selezionato questi vini, che veramente mostrano solo l'intenzione di proseguire lungo una strada che, se è vero che portato la Sicilia al successo, è ormai chiaramente inadeguata alle sfide del mercato nazionale e internazionale. E' pur vero che non si possono estirpare tutti gli ettari di merlot, cabernet, syrah, piantati in questi anni, né tirare a mare tutte le barrique acquistate, ma di sicuro a fianco di questa produzione ne va affiancata un'altra che premi ancor di più la nota territoriale, sia con la scelta delle uve, sia con i metodi di vinificazione più adatti a esaltare la specificità di queste. E se questi sforzi non si presentano in una manifestazione dedicata alla stampa specializzata, quando si pensa di farlo?

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23 marzo 2007

Gelo sull'Etna, ma non sui suoi vini...

Ti pareva che dopo l'invero più caldo degli ultimi due secoli non ci imbattessimo nei giorni più freddi dell'anno proprio in Sicilia? Pioggia, vento e montagne innevate poco sopra i mille metri... Ma qualche avversità atmosferica non poteva scoraggiarci dal visitare due belle aziende della zona etnea, regione che si sta affermando tra le più vocate dell'intera isola.

Eccoci quindi da Benanti, a sud del vulcano, con le sue vigne centenarie e i bianchi tra i più longevi della penisola, per non parlare dei rossi, incredibilmente bevibili nella pur rilevante complessità. I vecchissimi ceppi di vite contorti ben si adattano all'ambiente di pietra lavica che li circonda, e le piccole foglioline che già si stavano aprendo oggi sfidano il vento gelido in bella compagnia di fiori primaverili, anch'essi presi un po' di sopresa dalla vicina nevicata. I numerosi giornalisti stranieri che mi accompagnano nella visita quasi stentano a capire che senso abbiano queste piccole piante contorte, un po' come quando seduti in Piazza del Campo a Siena credono di trovarsi di fronte a una bella ricostruzione architettonica e non agli edifici originali. Scattano a ripetizione i flash per catturare questa stranezza vivente.

Si lascia Benanti per girare intorno al vulcano e innalzarsi ancora un poco, fino ai settecento metri delle cantine di Cottanera, e qui il freddo è proprio intenso, e la neve a un passo. Ci riscaldano i bei vini, forse un po' più ruffiani di quelli di Benanti, ma sempre fortemente etnei. E ci riscalda un favoloso pranzo in piedi cucinato per noi dalla cuoca dell'azienda. Gli incauti organizzatori lo hanno chiamato BRUNCH, ma non ha proprio nulla di angloamericano, anzi, è un trionfo di cucina e sapori locali, partendo da una meravigliosa ricotta fresca, passando per pasta e fagioli, soffermandosi su un agnello in cui materia prima e maestria in cucina lasciavano senza fiato, terminando con dei dolcetti che non riesco neppure a raccontarvi. Una mezz'ora di mugolii di compiacimento e di occhi sbarrati per il piacere nei colleghi stranieri, meno avvezzi a tanto bendiddio.

Domani ci aspetta l'annata 2006 e un po' di duro lavoro, ma con oggi il viaggio in Sicilia è già piu che giustificato.

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"Notte brava" in salsa anconetana

Insomma, la Fazi Battaglia, dopo cinquant'anni, ha fatto ridisegnare l'etichetta della sua "anfora", la famosa bottiglia di color verde smeraldo a forma appunto di anfora che contiene il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Titulus. La celebrazione dell'evento si è svolta ieri nella sede aziendale di Castelplanio, vicino Jesi. Dopo tre interessanti verticali (dei Verdicchio Titulus, Massaccio e San Sisto) è seguita una ricca conferenza stampa durante la quale è stato ripercorso tutto l'iter del progetto. In realtà l'intenzione iniziale era quella di cambiare proprio la bottiglia, ma una indagine di mercato ha dimostrato che era così conosciuta e legata al Verdicchio di Fazi Battaglia che le modifiche hanno poi riguardato solo l'etichetta.







Ma la sera prima, dopo una cena allietata dalla presenza di una Chiara Giannotti dall'indiscutibile fascino (prima foto, è una delle nuove leve dell'azienda, assieme alla sorella Barbara e al fratello Fabio), ci hanno pensato quel mattacchione di Andrea Cappelli (anima de Il Chianti e le Terre del Vino) e la sua degna collaboratrice Alessia Bruchi a far continuare la serata fino a notte fonda nel simpatico irish pub anconetano per ventenni "Donegal"...


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21 marzo 2007

Si vola in Sicilia!

Tra poche ore parte il volo che mi porterà in Sicilia, per la quarta edizione della presentazione in anteprima dei vini dell'ultima vendemmia. Dopo tre puntate palermitane è ora la volta di Taormina, e delle visite alla affascinante zona etnea. A presto, per un racconto di viaggio.

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13 marzo 2007

Ecco Luciano Zazzeri...

Post necessariamente breve, vista l'ora e la stanchezza. Oggi era la giornata dedicata agli operatori, anche se "sfortunatamente" importanti distributori avevano "copiato" le nostre date per svolgere le loro riunioni. E quindi, ci chiedevamo, gli operatori (ristoratori, enotecari...) sarebbero venuti o no? Bene, magari in misura inferiore di quello che forse sarebbe potuto essere, ma sono venuti, andando a sommarsi ad un altro bel "pezzo" di pubblico appassionato. Il risultato è stato un'altra giornata bellissima, suggellata dall'arrivo di quella persona squisita che è Luciano Zazzeri de La Pineta di Marina di Bibbona.
Ma dopo.... crollo dell'adrenalina e rifugio in un ristorante viareggino ....


PS: per i lettori, bloggatori, forumisti che in giro per la rete battevano il tam tam su Poggio di Sotto... beh, c'era il Brunello 2001 e a sorpresa, una Riserva speciale del decennale........... Speriamo siate venuti!...

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12 marzo 2007

Che bella, questa prima giornata!

Che bello, è andata proprio bene questa prima giornata...! Un momento di affanno all'apertura, alle 12, con ancora le ultime cose da sistemare e un flusso già consistente di pubblico a premere alle porte. Poi una pausa (preoccupante, per degli ansiosi come noi) fra l'una e le due, ma di lì in poi un costante crescendo di presenze. Inizialmente tutti interessati ai "must" (e ce n'erano diversi), ma poi anche sopresi dagli outsider, ed era difficile trovare un'azienda priva di appassionati ad assediarla.


E quindi brindiamo idealmente assieme a Carla Capalbo, penna di Decanter, felicemente attorniata durante la cena dai grandi intepreti del territorio di Montalcino Piero Palmucci (Poggio di Sotto) e Andrea Cortonesi (Uccelliera).

A domani, c'è ancora tempo, dalle undici in poi!

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11 marzo 2007

TdT... è già mattino?

Buongiorno a tutti, ci siamo, tra poche ore si aprono i cancelli. L'ora dell'inizio, le 12, mi aveva lasciato sperare in una bella notte di sonno, per recuperare le energie dopo tutti questi giorni di mille cose da fare, e la faticata di ieri. Ma si sa, una cosa sono i progetti e una la realtà.

Ieri sera mi sbrigo, perché voglio infilarmi presto sotto le coperte, stampo le ultime cose, preparo timbri, ricevute, fatture... cosa ancora? Beh, via andiamo... una doccia, e arriva mezzanotte. Non voglio svegliarmi prima delle 9, tanto ho preparato tutto. Nove ore di sono, penso mentre mi addormento, e sarò in forma perfetta.

Prima delle tre mi sono già alzato 4 volte. La bimba grande (si fa per dire, 4 anni e mezzo) ha un incubo, si riaddormenta, replica che mi ero appena riaddormentato io... la piccola si lamenta, si era scoperta, la grande chiama... "babbo ho sete." Talvolta succede, forse sentono anche loro la tensione della vigilia? Ah, ma ora vado dritto fino alle 9!

Drin, drin, drinnnn... alzo la cornetta. "Ciao Luca, sono Gianni, della Cinta Senese, ti disturbo?". "Ma no, ti pare?" cercando di fare una voce da NON addormentato. "Volevo sapere se avete un forno per dare la doratura finale ai cosci..."

Beh, se mi ha chiamato saranno almeno le 8,30, dormivo come un sasso, ma certo ero stanco... orologio: ore 7,20! Impossibile riprendere sonno, mi alzo, un po' dolorante... guardo fuori, il cielo azzurro mi rinfranca, credo che sia la giornata più bella di questo piovosissimo inverno, tanto lo sapevo che non riuscivo a dormire!!!

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10 marzo 2007

Terre di Toscana: è il momento di allestire!


Ebbene sì, siamo arrivati al giorno prima di Terre di Toscana, la nostra ultima faticaccia, 60 aziende presenti e 250 vini da degustare, il tutto radunato a Lido di Camaiore. E il giorno prima si allestisce! Termine roboante per dire che si dispongono tavoli, si stendono tovaglie, si sistemano i cartellini dei produttori secondo un rigoroso ordine alfabetico.

Il sole splende (e forse lo farà anche domenica e lunedì), e mentre si sistemano i cartoni di vino già arrivati in sede (gli altri li porteranno direttamente i produttori), lo sguardo va dritto verso il mare (la sala della degustazione sta in alto ed è "panoramica"). Ecco, sono proprio questi cartoni che da una parte possiedono una loro brutale fisicità e pesantezza, ma dall'altra sono i protagonisti di tutto questo "ambaradan", e sono fra l'altro la dimostrazione ultima e tangibile della fiducia che le aziende ci hanno accordato. E chi se lo sarebbe immaginato quando iniziammo l'avventura de L'AcquaBuona??


Sotto invece ci sta la gastronomia: che sfida tra la Cinta Senese di Arcadia da Sasso Pisano, le mortadelle di Massimo Bacci da Montignoso (MS), il salumificio artigianale di Gombitelli a Camaiore e la grandissima macelleria Falaschi di San Miniato! E poi pani, biscotti, cioccolato, olii d'oliva da leccarsi i baffi.... Ma anche qui c'è da spostare tavoli e sedie e disporre tutto per il meglio, e sperando che nessuno abbia a lamentarsi.

Domani si parte, ci vediamo là!

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07 marzo 2007

Petra comunica!


Petra
è l'azienda della famiglia Moretti nell'estremo meridionale della livornese Val di Cornia che guarda già la Maremma grossetana di Follonica. Moretti è famiglia di antica origine toscana ma ormai "franciacortina" a tutti gli effetti, visto che è legata ai nomi di Bellavista, Contadi Castaldi, l'Albereta di Gualtiero Marchesi, oltre a l'Andana di Alain Ducasse (stavolta proprio in piena Maremma). Acquisizione nel 1997 con Attilio Scienza a consigliare terreni e uve, inaugurazione della cantina (immaginifica creazione di Mario Botta) nel 2003 (me la ricordo e la si trova nel nostro archivio: bagno di folla, i macellai toschi Falorni e Cecchini schierati su lati opposti, e "da Vittorio" da Bergamo che dispensava prelibato finger food...).


Poi, come ha detto Francesca Moretti nel pranzo fiorentino di ieri che la vedeva presente assieme ad un folto e simpatico staff, "Petra ha smesso di comunicare, e ora ricomincia". Innanzitutto, saranno presenti al nostro Terre di Toscana per una "anteprima dell'anteprima" del nuovo "parco vini", che verrà poi presentato ufficialmente al prossimo Vinitaly, curato dall'enologo bordolese Pascal Chatonnet attuale consulente, esclusivo in Italia e condiviso in Europa con realtà come Vega Sicilia.....

I vini assaggiati sono stati il Val di Cornia Ebo 2004 (sangiovese, merlot e cabernet sauvignon, vinificato in parte in acciaio, in parte in botti grandi e in parte in barrique usate), un vino appena imbottigliato e che per questo probabilmente è ancora un pochino statico, seppure di materia innegabile. Buono secondo me il Quercegobbe 2004 (merlot) ampio, fresco, a trama larga che si ricompatta in un finale dal tannino "frizzante". Il Petra 2003 (vino di punta, cabernet sauvignon 65% merlo 35%) ha piacevoli riflessi mentolati al naso e un attacco pieno e imperativo, ma risente dell'annata in bocca, con qualche scorbuticità alcolica.

Ps: questi pranzi fiorentini (al Ristorante Oliviero, via delle Terme 51/r, ristorante-oliviero.it) , organizzati da una importante agenzia di pubbliche relazioni, vedono una partecipazione di stampa talvolta ampia, talvolta meno. Ma quando trattasi della famiglia Moretti ci sono tutti... oh, ma proprio tutti!

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27 febbraio 2007

Terre di Toscana: meno dieci!

No, non si tratta della temperatura esterna, anzi quella è fin troppo primaverile, quasi preoccupante! Sono invece i giorni che mancano alla quarta edizione di Orizzonti e Vertici, come già sapete dedicata alla Toscana. Una Toscana vignaiola che ha veramente risposto in maniera entusiasmante, tanto che, a malincuore, abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni lasciando fuori qualche bel nome. Peccato, per la prossima volta vedremo di cercare spazi più ampi.

L'ultima azienda che abbiamo potuto accettare è Castello di Montepò, produttrice del celebrato supertuscan Schidione, e con questa siamo a 58, in rappresentanza di quanto veramente c'è di meglio in Toscana, e quindi, in un certo senso, in Italia.

Insieme al vino avremo anche una bella gastronomia, con i prodotti di 11 aziende, tra salumi, prodotti da forno, cioccolata, olio d'oliva e biscotti. Una selezione che spazia dalla provincia di Massa a quelle di Lucca, di Pisa e Pistoia. E poi la cena, un buffet a base di cucina toscana a cui parteciperanno tutti i vignaioli portando con loro oltre 100 delle etichette presenti nelle degustazioni pomeridiane, da assaggiare liberamente durante la cena per goderne e discuterne.

Bene, ci sono ancora un sacco di cose da fare... corro!

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26 febbraio 2007

Chianti, Nobile, Brunello: è passata la "settimana bestiale"

La settimana delle anteprime di Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino si è conclusa, vediamo di fare un primo bilancio, come si dice.

Iniziamo dalla vendemmia 2005, che ha avuto un andamento climatico "disordinato" (bella fino ad un certo punto, poi bruttina). Conseguentemente la maturazione delle uve ha avuto degli scompensi e l'annata non è stata perfetta. La caratteristica principale dei vini targati 2005 (Chianti Classico e Rosso di Montalcino) è stata l'alta acidità, che li potrebbe aver penalizzati un pochino in degustazione, ma li premierà negli abbinamenti con le carni, o con il cibo in generale. Quello che si percepiva all'assaggio era in generale un'entrata ampia, talvolta anche polposa, presto però raggiunta dalla sferzata acida che, se dominata, rendeva alla fine il vino convincente, altrimenti lo squilibrava. Comunque, assaggi sicuramente non stancanti, o meno stancanti rispetto a casi nei quali prevale l'alcol o il tannino (vedi il famigerato 2003). Più regolare e positiva l'annata 2004. Comunque, devo dire che i Chianti Classico sono stati complessivamente piacevoli, rispondevano ad una idea di territorio dopo tutto coerente, a parte qualche caso (soprattutto un paio...) che facevano tenerezza per quanto erano datati nello stile...

E come è andato il 2002, che con il Brunello di Montalcino passerà definiticamente negli archivi? Devo confessare di aver assaggiato solo una decina di Brunello 2002 e, insomma, erano un po' una caricatura del vero Brunello. Magri, vegetali, stanchi. Chi li ha assaggiati tutti (oltre cento) dice che qualcuno ne è venuto fuori comunque bene, vedremo. Comunque rimane aperto il dibattito: produrre o no un vino importante nelle annate infelici? Ci sono due scuole contrapposte, una è nettamente per il no, perché lo si umilia e se ne infanga il nome. L'altra sostiene che ogni annata può dare qualcosa di positivo se contestualizzata. Ma certo, può essere rischioso riempirsi la cantina di altre bottiglie in tempi di crisi... E i prezzi? Pare non verranno abbassati.

Infine, il Brunello di Montalcino Riserva 2001. Mi sono forse avvicinato a questi vini con eccessivo entusiasmo, ma come non giustificarlo? La più alta espressione di un vino già di per sé grande, in una annata assai felice... E invece non sono riuscito ad esaltarmi, ad ogni nuovo assaggio cercavo lo slancio, la progressione, che mi si trascinasse.... e invece: toni evoluti, vini piuttosto fiacchi, un pochino ripetitivi. Affascinanti in qualche caso, ma spesso dolci, poco emozionanti. Credo che verrò (spero) smentito, perché magari a fine giornata non ero poi così "fresco", e attenderò anche io giudizi più meditati.

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22 febbraio 2007

A San Gimignano il trionfo dell'Albariño

Che bello una volta tanto fare un bel titolo ad effetto! Ebbene, in attesa del pezzo "ufficiale" sull'evento, la degustazione di San Gimignano di lunedì 19 è andata così: nella prima batteria, la Vernaccia si è battuta contro lo svizzero Fendant (da uva chasselas), delicatamente profumato, ed è andata diciamo in pareggio. Nella seconda batteria, la Vernaccia contro il sorprendente greco Thalassitis (da uve assyrtiko, più precisamente dell'isola di Santorini), forse anche qui pareggio, seppur con fatica e grazie ad un bel 2003 di Panizzi. Nella terza batteria, c'è stato lo schianto, perché da parte delle due Vernaccia in competizione non c'è stato niente da fare contro i tre vini della Spagna del Nord (da uve albariño) Rias Baixas 2002, 2001 e 1999 (il vino migliore di tutta la degustazione) dell'azienda Pazo de Señorans. Sembravano dei grandi Riesling, con il 1999 che sprigionava un ventaglio di profumi che andava dallo zafferano (a San Gimignano...) agli idrocarburi. Complimenti comunque al Consorzio per questo tipo di eventi, altamente "sprovincializzanti".
Nella foto: Rocco Lettieri (Guida Veronelli), Giuseppe Poli (ilcronistadelvino.it) e Stefania Vinciguerra (Euposia) a zonzo per San Gimignano. Non ho chiesto la liberatoria, speriamo bene...

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21 febbraio 2007

Documentato il duro lavoro del degustatore

Come diceva Riccardo, la "settimana bestiale" delle anteprime toscane è appena cominciata. E oggi ci sono arrivate fresche fresche le immagini della prima giornata, quella dedicata ai Chianti Classico. Ne abbiamo scelte un po' per documentare la durezza del lavoro del degustatore, e tutte le misure adottate per alleggerire tale lavoraccio!

p.s. l'ironia è solo parzialmente giustificata, vi assicuro che assaggiare tutti quei vini mantenendo concentrazione e lucidità tali da poterli giudicare non è per nulla riposante!
















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20 febbraio 2007

La "settimana bestiale" del vino toscano

Ci siamo! Oggi inizia la "settimana bestiale del vino toscano". I tre Consorzi del Chianti Classico, del Vino Nobile di Montepulciano e del Brunello di Montalcino presenteranno le nuove annate dei vini: Chianti Classico 2005 e Riserva 2004, Nobile 2004, Brunello 2002 e Riserva 2001. Il tutto avviene consecutivamente, fino alla fine della settimana. Io personalmente ora devo fare i salti mortali, ma per ben due volte me la sono fatta tutta, con tanto di navetta per il transfer. Il martedì pomeriggio prima sessione di degustazione dei Chianti e cena di gala; mercoledì mattina ancora Chianti, poi arriva la navetta per il trasferimento a Chianciano Terme dove si dorme in un albergotto. La mattina dopo, a Montepulciano, assaggio dei Nobile; nel pomeriggio una volta c'erano le visite a due aziende, alla fine delle quali, stremati (e magari rimpinzati di pici, come successe a me), si veniva prelevati e portati a Montalcino. Il venerdì mattina alle 9.30 inizia il rush finale: maratona di assaggi fino alle 17 per sua maestà il Brunello, giretto per il borgo in attesa della grandiosa cena di gala al Castello di Poggio alle Mura di Banfi, una sorta di ricevimento a corte del vino toscano. Che, sia detto per inciso, ha tutti i difetti di questi appuntamenti, ossia le lungaggini ecc, e tanti amici la snobbano. Io, al contrario, la prima volta che fui invitato lo considerai come una soddisfazione personale e una pietra miliare di questa mia avventura nel mondo del vino e ci tengo sempre a partecipare, in segno di rispetto verso chi organizza e mi ospita. Il sabato, altra mattinata di assaggi, deposizione della "formella", ultimo pranzo e partenza!

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10 febbraio 2007

Amaroni 2003

Chiedere una degustazione alla cieca e' un'eresia, qui nel bel palazzo Verità-Poeta di Verona. Avere una lista dei vini e non solo dei produttori e' una chimera. La pazienza e' la virtu' dei forti. E su questo 2003, nella terra degli Amaroni, che dire? Che ha colpito duro anche qui, forse piu' che altrove. Dove e' arrivata in soccorso l'acidita' (poche volte) e' arrivata la salvezza....

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09 febbraio 2007

La sera prima degli Amaroni

Verona: la sera prima dell'anteprima degli Amaroni 2003, all'Enoteca della Valpolicella di Fumane, in compagnia dei produttori Manara, Antolini e Contra' Malini, oltre a "Robbertino" Giuliani di lavinium.com... come andra' questo 2003? Lo sapremo domani!
Intanto, con i produttori, tanti discorsi... la tipicità, le guide, i colori dei vini, ...

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24 gennaio 2007

Orizzonti e Vertici... di nuovo?

Ebbene sì, sembra ieri che sedevamo distrutti ma contenti dopo il successo della degustazione dedicata ai vini friulani, e risamo già in ballo, anzi lo siamo già da vari mesi. Tra meno di quaranta giorni la quarta edizione delle nostra degustazione aprirà i battenti, domenica 11 e lunedì 12 marzo saranno ancora giornate belle e faticose.

La preparazione di un evento del genere prende così tanto tempo che ci è sembrato di passare dall'uno all'altro con continuità, anche perché quest'anno abbiamo anticipato, e il prossimo OeV si farà due mesi prima del solito... due mesi, sì perché... perché quest'anno vogliamo proprio svalvolare e di eventi ne abbiamo messi in cantiere due!!!

Certe volte ci viene da chiederci chi ce lo fa fare, che già la gestione normale della rivista non è proprio leggera leggera. La nostra ostinazione e voler essere presenti di persona agli eventi importanti, la mole delle collaborazioni che aumenta, la voglia di scrivere sempre più e sempre meglio, insomma... tutto questo basterebbe già. Ma ormai ci è presa così, da quando in quel dicembre del 2003 riuscimmo ad riunire 33 produttori di Brunello di Montalcino che presentavano annate del vino a partire dal 1975 in poi! Da allora non riusciamo a rinunciare al brivido dell'organizzazione. E poi la risposta dei vignaioli è così confortante... i 53 piemontesi del maggio 2005, i 52 friulani dello scorso giugno e l'incredibile qualità della rappresentanza Toscana del prossimo marzo!

Sì, veramente, non è perché siamo noi ad organizzare, ma di fronte alla lista dei partecipanti ci verrebbe da dire che se fosse un evento organizzato da qualcun altro faremmo carte false per parteciparvi.

Toscani? Sì, dimenticavo tutto... ripartiamo da capo: Domenica 11 marzo e lunedì 12 marzo 2007, al Centro Convegni Hotel Dune di Lido di Camaiore (in piena riviera della Versilia) si terrà Orizzonti e Vertici: Terre di Toscana. Le aziende che hanno aderito le trovate qui, e, veramente, scorrere quella lista ci dà una soddisfazione grandissima!

Ma non erano due gli appuntamenti? Beh, sì, ma lasciateci un po' giocare a nascondino, per ora vi diciamo solo che la quinta edizione di Orizzonti e Vertici si terrà il13 e 14 maggio prossimi, sempre in Versilia, sempre seguendo un tema...

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06 novembre 2006

I nuovi legni del Sorriso

Spronati dal successo del nostro Sorriso Rosso 2004 ci siamo lanciati all'acquisto delle nuove botti per la promettente annata 2006 (la 2005 non è stata prodotta per il brutto settembre dello scorso anno).

Volendo continuare ancora con l'accoppiata rovere-ciliegio ci eravamo orientati verso lo stesso produttore che ci aveva fornito le prime due barrique, ma, ahimè, ha chiuso i battenti. Non ci siamo però persi d'animo, e se abbiamo dovuto rinunciare all'acquisto di una botticella di legno misto ne abbiamo prese due diverse: un mini tonneau, o maxi barrique, da 300 litri, in rovere, e una barrique da 225 litri tutta in ciliegio. Le vedete qui accanto.

Una volta concluso l'affinamento ci penserà l'assemblaggio del vino a miscelare le diverse caratterische dei legni. E, se tutto va bene, nella prossima primavera arriveremo alle 1000 bottiglie di Sorriso. Una quantità finalmente "visibile"...

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20 settembre 2006

Esaurito il Sorriso Rosso!

Grazie a tutti! Il nostro Sorriso, messo in vendita quest'anno su Wineshop.it, è andato letteralmente a ruba.

Le 500 bottiglie in vendita sono state esaurite in meno di due settimane! Ci dispiace non averne avuto di più e speriamo che nessuno dei nostri lettori sia rimasto a secco.

Gratificati da tanto interesse ci siamo messi subito al lavoro, e da ieri il mosto del Sorriso 2006 sta fermentando in acciaio. Abbiamo già ordinato una nuova barrique, anzi un mezzo tonneau di rovere e ciliegio, un legno da 350 litri che con le barrique delle annate precendenti (ora di secondo e terzo passaggio) ospiteranno il vino appena svinato. Oltre 850 litri di vino che, tra più di un anno, ci daranno la possibilità di soddisfare almeno il doppio delle richieste.

Ancora grazie e... alla salute!

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06 giugno 2006

Il riposo...

E' andata. E' andata bene, più che bene! Vigneto Friuli in Versilia è stato un bel successo. Anche se non dovremmo essere noi a dirlo, lasciatecelo dire, senza falsa modestia. I commenti degli operatori, dei visitatori, dei vignaioli e la nostra stessa coscenza critica concordano: sono stati due giorni belli e intensi, con un clima all'interno dei locali che era persin migliore di quello atmosferico, che alla fine non è stato per nulla cattivo, anzi, una fresca e soleggiata primavera.

Ringraziamo tutti i vignaioli che hanno creduto in noi, le aziende che hanno arrichito l'offerta enologica con incredibili prodotti gastronomici e tutti quelli che ci sono venuti a trovare.

Un grazie particolare a Candida, Francesca, Renzo per il loro disinteressato aiuto.

Alla prossima!

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04 giugno 2006

Notte prima dell'esame...


Tra meno di dodici ore, anzi tra poco più di dieci, Orizzonti e Vertici aprirà i battenti. Il tempo, che qualche giorno fa sembrava in certo miglioramento, è stato assai brutto fino ad oggi, nuvoloso e freddo. Solo ora qualche stella è spuntata e per domani le previsioni sono buone, anche se non ottime (nell'immagine quelle per domenica mattina tratte da http://www.lamma.rete.toscana.it)

Mai fidarsi delle previsioni a lungo periodo... sono totalmente inaffidabili! E' una cosa che si sa, ma nonostante questo ci si casca sempre quando c'è qualche scadenza importante.

Neppur a dirlo, tutte le cose da fare non sono ancora tutte fatte... basta vedere l'ora di questo post per capirlo.

Beh, speriamo di vederci domani. Buonanotte!

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30 maggio 2006

Orizzonti e Vertici... che fatica!

E' proprio vero, come scrive Filippo di tigulliovino.it, che per organizzare un evento come Orizzonti e Vertici: Vigneto Friuli in Versilia bisogna che "internet si faccia carne ed ossa." E di ossa e carne doloranti si parla, perché è veramente incredibile il numero di cose da fare per metter su una cosa che, alla fin fine, si presenta semplice, a parole...

Per noi è la terza volta, dopo l'esordio con la bella serie di Brunello di Montalcino del dicembre 2003 e la grande invasione piemontese dello scorso maggio. Ogni volta abbiamo pensato che l'esperienza accumulta ci avrebbe reso le cose più facili, e invece ongi volta sembra che le cose da fare siano di più e più complesse.

Certo, sarà anche che ad ogni nuova occasione è la voglia di fare sempre meglio che prevale sulla tranquilla ripetizione del già fatto, e così è sempre un rincorrersi. E ora che mancano solo cinque giorni sembra proprio che le ore non bastino per far tutto. E' di stamani l'ultima corsa in tipografia per correggere le bozze del catalogo, di pochi minuti fa la spedizione di un file ai giornali locali per un'inserzione che comparirà il 2 giugno, contando in un'alta visibilità legata al giorno festivo, or ora stiamo decidendo come redigere i cartelli segnaletici per le sale dell'evento, la posta elettronica non tace un secondo, la redazione virtuale funziona a pieno ritmo.

Ci stiamo poi occupando di avvertire i giornalisti presenti della loro sistemazione alberghiera, dobbiamo stampare i badge, decidere la sistemazione dei tavoli, preparare le fatture, ricevere i bicchieri freschi di fabbrica col nostro logo, spostare presso la sede dell'evento i vini arrivati per corriere, pensare ai frigoriferi e al ghiaccio (quanti vini bianchi dal Friuli!), mandare gli ultimi comunicati stampa, gestire le prenotazioni per la cena ... e poi, e poi arriveranno i vignaioli, la gastronomia, il materiale illustrativo dai consorzi friulani. E chi pensa alla SIAE, alle ricevute di ingresso, ai timbri, alle penne, al nastro adesivo o alle puntine da disegno che tanto mancano sempre all'ultimo momento?!

Domani ci incontriamo, nelle sale ancora vuote del Centro Congressi. Vincenzo, Fernando, Riccardo, Luca, Lamberto... per spremerci le meningi cercando di capire cosa ancora manca, cosa ci siamo dimenticati, come ci divideremo i compiti, pur essendo chiaro che alla fine tutti dovremo far tutto.

E poi che tempo farà? Le previsioni non sono male, dovrebbe essere sereno e neppure troppo caldo, perché è vero che i locali dove si terranno le degustazioni sono climatizzati, ma troppo sole forse inviterebbe al mare più che a bere... e si che si potranno fare entrambe le cose, perché sul mare ci siamo!

Insomma, speriamo di arrivare a domenica in buona forma, perché dopo tutto questo lavoro anche a noi piacerebbe godersi un po' la festa. Vi attendiamo in tanti; per voi, perché l'evento è certamente meritevole, e per noi, a ricompensa di tante fatiche.

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