Il BLOG de L'AcquaBuona, rivista enogastronomica nella rete, è uno spazio per dialogare, per parlare sì di vino ed enogastronomia, ma anche per divagare, uscendo dai limiti rigidi della rivista. Per gettare sassi nello stagno, per ascoltar la vostra.
Scritto da Lamberto il 11 gennaio 2012 alle 17:03
Con vivo compiacimento e condivisione riporto il link alla pagina dove Carlo Petrini parla della burocrazia che sta soffocando i veri vignaioli italiani.
Parole chiave: burocrazia, Slow Food, vignaioli
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Scritto da Paolo il 6 gennaio 2012 alle 9:39 (1 commento)
Milano, Stazione Centrale. Un luogo pieno di segni e di significati.
Qui a pochi metri, oltre la ferrovia c’è via Gluck. Vederla adesso e pensare ai campi, mette vertigine.
Dalla parte opposta invece, su via Ferrante Aporti, c’è un binario particolare, un binario nascosto, carico di storia. Il binario 21, che partiva dai sotterranei della stazione per portare tra il 1943 e il 1944 gli ebrei milanesi verso la soluzione finale. Più di 750 persone.
Oggi alzi gli occhi e vedi la torre. La torre dei ferrovieri. Ogni treno che passa fa un fischio per loro che sono lassù, imbacuccati in una tenda rossa dal 9 dicembre, da quando sono stati licenziati per la soppressione del servizio dei treni notturni.
Milano, Stazione Centrale; non è lontano, non è così improbabile; a pensarci bene, 800 persone che dall’oggi al domani perdono il lavoro, è una cosa che toglie certezze a tutti. Pensare a loro in questo scampolo di festività, e oltre nel quotidiano, non è poi così peregrino. Alle volte per tenere bene i piedi per terra bisogna alzare gli occhi al cielo. Per vedere il passato e capire l’oggi, per captare per caso un volo d’uccello che può indicare una strada nuova, di maggiore consapevolezza.
In bocca al lupo, ragazzi!
Parole chiave: binario 21, ferrovieri licenziati milano, ferrovieri sulla torre, ferrovieri treni notturni, via ferrante aporti, via gluck
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Scritto da Luca il 22 dicembre 2011 alle 19:30 (1 commento)
Mi sono imbattuto in questo filmato (pubblicitario lo so, ma vi assicuro che non mi stanno pagando per questo!) e sono rimasto affascinato. Per un attimo mi sono immedesimato in quei pochi, fortunati, contadini, che in sella a questo trattore si dovevano proprio sentire gli alfieri della modernità! Una modernità che ancora vedeva l’uomo al suo centro, e le macchine al suo servizio, per alleviare il duro lavoro quotidiano… bei tempi!
p.s. so benissimo che quel bei tempi risuona alla perfezione con l’ironia dell’ultimo film di Woody Allen, beh, bei tempi lo stesso!
Parole chiave: agricoltura sostenibile, testa calda superlandini, trattore superlandini, Woody Allen
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Casina delle ostriche